Dopo quattro anni, il vicario cooperatore lascia la parrocchia e si sposta a Verona. Il parroco dispiaciuto: «Per i giovani lui era come un fratello»

Don Gianluca, l’amico sacerdote

30/09/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Don Gian­lu­ca Peschiera, 35 anni, desen­zanese, las­cia la par­roc­chia di Lona­to dopo quat­tro anni di apos­to­la­to come vic­ario coop­er­a­tore, in cui ha affi­an­ca­to nel­la del­i­ca­ta mis­sione il par­ro­co mons. Giuseppe Boaret­to. Don Gian­lu­ca è sta­to chiam­a­to dal vesco­vo di Verona, padre Flavio Rober­to Car­raro, a dirigere il Cen­tro Pas­torale Ragazzi (Cpr) del­la dio­ce­si. Una pro­mozione impor­tante. Don Gian­lu­ca saluterà la comu­nità lonatese saba­to 4 otto­bre, durante la con­cel­e­brazione eucaris­ti­ca delle ore 18.30 insieme a don Fabio Mau­ro, il sac­er­dote des­ig­na­to a sos­ti­tuir­lo, prove­niente da Caselle di Som­macam­pagna. «Ho per­so un sac­er­dote zelante, disponi­bile — spie­ga mons. Giuseppe Boaret­to -, che si è fat­to ben­v­ol­ere da tut­ta la comu­nità e in par­ti­co­lare dai gio­vani, che vede­vano in lui il fratel­lo mag­giore, pun­to di rifer­i­men­to per ogni situ­azione». La notizia, che cir­cola­va da alcune set­ti­mane, è sta­ta uffi­cial­iz­za­ta in questi giorni ed è sta­ta accol­ta con un velo di tris­tez­za, in par­ti­co­lare a Sede­na, dove don Gian­lu­ca set­ti­manal­mente svol­ge­va il suo min­is­tero. Anche la comu­nità delle Ancelle dell’Istituto «Pao­la di Rosa», con la parten­za di don Gian­lu­ca perde uno stret­to col­lab­o­ra­tore e un ami­co. Le suore lo ringraziano di cuore per l’aiuto spir­i­tuale offer­to ai ragazzi e ai gio­vani dell’istituto. Don Gian­lu­ca las­cia sicu­ra­mente un otti­mo ricor­do, specie fra i gio­vanis­si­mi che fre­quen­tano l’oratorio, per la sua bon­tà d’animo, forte di sen­ti­men­ti sin­ceri, sen­si­bile ai prob­le­mi del­la gente, sem­pre disponi­bile a dis­pen­sare una buona paro­la di con­for­to, che in alcu­ni casi con­ta più di una med­i­c­i­na. Il sac­er­dote è sta­to ordi­na­to nel 1998 nel­la Cat­te­drale di Verona dal vesco­vo Andrea Veg­gio, insieme ad altri dieci nuovi preti. Il giorno dopo l’ordinazione ha offi­ci­a­to la sua pri­ma mes­sa nel Duo­mo di Desen­zano, tra la gente che lo ha vis­to crescere come ani­ma­tore par­roc­chiale e come cat­e­chista. Don Gian­lu­ca non è cer­to uno sconosci­u­to per il nos­tro gior­nale: anni fa ave­va col­lab­o­ra­to con la redazione sporti­va, ma si occu­pa­va anche di cronaca. Come è nata la vocazione? «Ter­mi­nati gli stu­di liceali, come ogni ragaz­zo mi sono chiesto come imp­ie­gare le mie energie — spie­ga -. Un atteggia­men­to di ricer­ca, accom­pa­g­na­to dal­la disponi­bil­ità all’ascolto del­la Paro­la di Dio, con­vin­to che il sen­so più pro­fon­do dell’esistenza fos­se da ritrovar­si qui. L’incontro con il Sig­nore è avvenu­to con la medi­azione di tante per­sone: i miei famil­iari, gli ami­ci, e i sac­er­doti che si sono avvi­cen­dati nel­la par­roc­chia del Duomo».

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