Martino Zanetti, titolare e Presidente di Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A, dona la più grande collezione italiana di documenti e lettere di Gabriele d’Annunzio al Vittoriale.

Donati al Vittoriale degli Italiani, da Martino Zanetti, 3000 documenti inediti di Gabriele d’Annunzio

29/10/2015 in Attualità
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Di Redazione

Le let­tere  rap­p­re­sen­tano una tes­ti­mo­ni­an­za impor­tan­tis­si­ma del­la vita pri­va­ta del­lo scrit­tore: al pri­mo bloc­co apparten­gono le 232 lunghissime e appas­sion­ate mis­sive scritte da alla sua amante Gisel­da Zuc­coni, rib­at­tez­za­ta Elda, e com­poste tra il 1881 e 1882. Al sec­on­do bloc­co risal­go­no invece le let­tere di carat­tere amoroso scritte dal Vate per un’altra delle sue aman­ti, Eveli­na Scap­inel­li Moras­so, chia­ma­ta affet­tu­osa­mente dal Poeta Man­ah e risalen­ti al peri­o­do 1936–1938.

Appas­sion­a­to stu­dioso di teatro, pit­tura, architet­tura, musi­ca e di varie espe­rien­ze artis­tiche che si coni­ugano a queste, Mar­ti­no Zanet­ti sin dal­la giovinez­za si è appas­sion­a­to alle opere di d’Annunzio e ne è diven­ta­to il mag­gior collezion­ista; sia di opere orig­i­nali edite, di testi stori­co crit­i­ci sul per­son­ag­gio ed infine di testi auto­grafi. Oltre trem­i­la fogli tra i quali le let­tere più impor­tan­ti del­la for­mazione e del­la matu­rità e “La Vita di Cola di Rien­zo” nel­la pri­ma stesura auto­grafa.

L’amore per la cul­tura lo ha accom­pa­g­na­to tut­ta la vita, fino ad oggi, rima­nen­do pur pri­maria la dimen­sione a lat­ere del­la sua per­son­al­ità, esi­ben­do uffi­cial­mente la sua figu­ra di impren­di­tore. Due modi con­tigui di essere che non han­no mai con­flit­to lun­go tut­to il per­cor­so del­la sua espe­rien­za per­son­ale. Addirit­tura la poten­zial­ità espres­si­va è sta­ta arric­chi­ta e ha con­sen­ti­to all’imprenditore Mar­ti­no Zanet­ti di comu­ni­care “cre­ati­va­mente” in ogni ambito del­la pro­pria attiv­ità, trasfer­en­do ai col­lab­o­ra­tori, per pri­mi, una dimen­sione diver­sa ed inusuale. Questo approc­cio uni­to alla grande affezione che si è cre­a­ta con un tale mec­ca­n­is­mo, nelle per­sone che ne han­no con­ti­gu­i­tà, ha dato vita alla realtà impren­di­to­ri­ale di Mar­ti­no Zanet­ti, un mix inusi­ta­to e vin­cente.

Oggi Mar­ti­no Zanet­ti, in pos­ses­so di speci­fiche opere di ril­e­van­za inter­nazionale, oltre che di d’Annunzio, di Shake­speare, Ben Jhon­son e Ini­go Jones, dona al Vit­to­ri­ale tut­ta la pro­pria rac­col­ta di doc­u­men­ti auto­grafi di Gabriele d’Annunzio: oltre 3000 doc­u­men­ti orig­i­nali fra let­tere del­lo scrit­tore alle sue amate, mano­scrit­ti e dis­cor­si pub­bli­ci del peri­o­do 1882–1883 e 1936–1938, rite­nen­do doveroso far­le “riv­i­vere” nel luo­go più appro­pri­ata­mente dep­u­ta­to: l’ultima dimo­ra del Poeta.

Un pat­ri­mo­nio fino ad ora “nascos­to” che ver­rà dona­to al Vit­to­ri­ale, pro­prio per dare nuovi sti­moli e nuove sen­sazioni a tut­ti gli appas­sion­ati, desiderosi di conoscere al meglio il mag­gior inter­prete ital­iano delle cor­ren­ti di pen­siero e delle mode let­ter­arie europee, tra le quali l’esasperato sen­su­al­is­mo, l’estetismo raf­fi­na­to e paganeg­giante, la ten­den­za a val­utare la realtà sociale e a preved­erne gli esi­ti con un’anticipazione qua­si sec­o­lare.

La pas­sione per Gabriele d’Annunzio è nata al momen­to di mat­u­razione umana, quan­do da ado­les­cente ho incom­in­ci­a­to a leg­ger­lo — dice Mar­ti­no Zanet­ti — e imme­di­ata­mente ho per­cepi­to l’abissale dis­crepan­za tra quan­to legge­vo (e ne veni­vo affas­ci­na­to) ed una docen­za e una crit­i­ca storico/letteraria sis­tem­ati­ca­mente e cervel­lot­i­ca­mente neg­a­tive.

Questo entra­va in con­flit­to anche con le opin­ioni espresse da scrit­tori non ital­iani, che alta­mente han­no apprez­za­to l’opera di d’Annunzio (Hem­ing­way pri­mo fra tut­ti). Anco­ra oggi, e me ne accor­si già allo­ra, durante la pri­ma visi­ta al Vit­to­ri­ale, questo ha gen­er­a­to una non­cu­ran­za da parte del grande pub­bli­co ital­iano per uno dei suoi “cinque gran­di delle let­tere” (Dante, Petrar­ca, Boc­cac­cio, Leop­ar­di e d’Annunzio). Nonos­tante l’attuale suc­ces­so del Vit­to­ri­ale, per numero di vis­i­ta­tori e attiv­ità, per­sistono antichi pregiudizi per le opere e la vita del grande Poeta.

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