“Solo quello che avrai donato sarà la tua ricchezza: queste parole di Marziale hanno una ventina di secoli, ma sono più che mai attuali

Donazione delle cornee: Desenzano tra i primissimi ospedali in Lomba

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Solo quel­lo che avrai dona­to sarà la tua ric­chez­za: queste parole di Marziale han­no una venti­na di sec­oli, ma sono più che mai attuali: donare, infat­ti, è un atto di alto pro­fi­lo sul piano medico-sci­en­tifi­co, ma soprat­tut­to su quel­lo eti­co, morale e sociale”. Con queste parole il diret­tore gen­erale dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano del Gar­da, dot­tor Ange­lo Fos­chi­ni, sot­to­lin­ea un nuo­vo, impor­tante tra­guar­do: quel­lo che vede l’Ospedale di Desen­zano, tra i mag­giori for­n­i­tori di cornee in Lom­bar­dia. “E disponi­amo – pros­egue Fos­chi­ni — di un pro­to­col­lo oper­a­ti­vo sui pre­lievi, tra l’altro cer­ti­fi­ca­to con il sis­tema di qual­ità ISO 9002, con­sid­er­a­to meritev­ole tan­to che il Cen­tro di Coor­di­na­men­to Trapi­anti di (NITp) l’ha adot­ta­to per esten­der­lo a tut­ti gli altri ospedali lombardi”.Al diret­tore gen­erale fa eco il pri­mario del Pron­to Soc­cor­so e del Servizio di Aneste­sia e Rian­i­mazione di Desen­zano, dot­tor Wal­ter Iacov­el­li, che in veste di coor­di­na­tore locale dei ère­lievi, ha con­tribuito in maniera pre­pon­der­ante all’attuazione di una piani­fi­ca­ta attiv­ità di pre­lie­vo di organi e tes­su­ti da cada­v­ere a scopo di trapianto. Tale attiv­ità ha con­tribuito al rilan­cio delle strut­ture dell’Azienda che, com’è noto, serve un baci­no di uten­za supe­ri­ore ai 300 mila abi­tan­ti, com­prende tre presì­di e sei ospedali, cioé Desen­zano-Lona­to, Gavar­do-Salò, Maner­bio-Leno. La direzione gen­erale ha sede a Desen­zano del Gar­da (Mon­te­croce) e diret­tore gen­erale, ripeti­amo, è il dott. Ange­lo Fos­chi­ni. L’Azien­da com­prende una quar­an­ti­na di divi­sioni, trentac­inque servizi più il day hos­pi­tal e con­ta cir­ca 2600 dipendenti.Spiega Iacov­el­li: “Dietro invi­to del Cen­tro Trapi­anti di Milano, ho potu­to illus­trare nel cor­so di una riu­nione il nos­tro pro­to­col­lo oper­a­ti­vo, gra­zie ai risul­tati bril­lan­ti ottenu­ti dal­la nos­tra strut­tura nel­la for­ni­tu­ra di cornee, risul­ta­to che ci pone nei prim­is­si­mi posti in Lom­bar­dia”. Un dato, questo, che assume rilie­vo anco­ra mag­giore nel rap­por­to cornee-numero di posti letto.Al ver­tice di Milano han­no parte­ci­pa­to il respon­s­abile del Cen­tro di Coor­di­na­men­to, prof. Alessan­dro Pel­le­gri­ni, i respon­s­abili delle banche lom­barde delle cornee con sede a Mon­za e Pavia ed i coor­di­na­tori locali degli ospedali che mag­gior­mente si sono dis­tin­ti nel­la don­azione degli organi.Continua il dot­tor Wal­ter Iacov­el­li: “Nel 2001, il pre­sidio garde­sano ha prel­e­va­to 69 cornee su cir­ca 300 deces­si. Nei pri­mi sei mesi di quest’anno, Desen­zano ha già for­ni­to 45 cornee: un dato che sicu­ra­mente super­erà, a fine anno, quel­lo dell’anno scorso”Conclude il diret­tore Fos­chi­ni: “Anche ques­ta preziosa attiv­ità con­fer­ma come l’Azienda di Desen­zano apparten­ga a quel­la parte di pub­bli­ca ammin­is­trazione ori­en­ta­ta ai risul­tati e real­mente al servizio dei cit­ta­di­ni, con l’o­bi­et­ti­vo di offrire loro le migliori prestazioni e le più sicure certezze in una mate­ria tan­to del­i­ca­ta ed impor­tante quale è la salute”.- Quali sono le malat­tie che si cura­no con il trapianto di cornea?“Il cher­a­to­cono – risponde Iacov­el­li – cioè una malat­tia che colpisce le per­sone dai 20 ai 50 anni, inter­es­sa entram­bi gli occhi e por­ta lenta­mente alla perdi­ta com­ple­ta del­la vista. Poi la cher­atopa­tia bol­losa, una malat­tia delle per­sone anziane (più di 60 anni) che com­por­ta la perdi­ta del­la vista. E poiché talo­ra pro­prio gli anziani han­no altri prob­le­mi fisi­ci, ne può con­seguire la perdi­ta com­ple­ta del­l’au­tono­mia. Dan­ni per la cornea ven­gono anche dai trau­mi sia da lavoro che del­la stra­da. A tutte queste patolo­gie si pone rime­dio gra­zie ad una don­azione di cornea ed al con­seguente trapianto che resti­tu­isce la vista”.- C’è un’età min­i­ma ed una mas­si­ma per donare le cornee?“Esiste una età min­i­ma e cioè tre anni, altri­men­ti la cornea prel­e­va­ta ha dimen­sioni trop­po ridotte per pot­er essere trapi­anta­ta in sogget­ti adul­ti, men­tre non esiste un’età mas­si­ma, come dimostra il fat­to che la mag­gior parte delle cornee trapi­antate proven­gono da dona­tori che han­no più di 60 anni”. Per­tan­to l’idoneità del­la cornea per il trapianto non dipende dall’età, ma dal numero delle cel­lule che pre­sen­ta all’esame micro­scop­i­co.- E malat­tie che non per­me­t­tono la donazione?“Sono molto rare. Solo la pre­sen­za nel dona­tore di malat­tie infet­tive e di alcu­ni tumori malig­ni ne con­troindi­ca la don­azione. Nep­pure il fat­to di portare gli occhiali è una con­troindi­cazione. E’ comunque il coor­di­na­tore locale dei pre­livi a val­utare caso per caso”.Per pot­er donare, bas­ta comu­ni­care ques­ta volon­tà ai famil­iari, ovvero las­cia­re una volon­tà scrit­ta oppure acquisendo il tesseri­no di dona­tore (per esem­pio il tesseri­no dell’Aido).

Parole chiave: