Gli sgravi fiscali e le esigenze abitative. Da una affollata riunione pubblica emergono appelli e nuove proposte. In primo piano il problema di un alloggio per le famiglie meno abbienti

Dopo il sisma un dramma sociale

23/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sf ollati e ris­arci­men­to dan­ni. E’ uno dei temi affrontati nel cor­so del dibat­ti­to pub­bli­co al cin­e­ma teatro Cristal di Salò. «Cosa può sig­nifi­care — chiede Giampao­lo Comi­ni, pre­side delle scuole medie del­la Valte­n­e­si, ex asses­sore comu­nale e provin­ciale — dis­tribuire 10mila euro per la riparazione degli appar­ta­men­ti sen­za tenere con­to del red­di­to delle famiglie? E’ un cri­te­rio equo? Inoltre mi mer­av­iglia che non sia sta­to pre­vis­to un fon­do di rotazione nel bilan­cio del munici­pio, per inte­grare gli stanzi­a­men­ti del­lo Sta­to e del­la Regione». «Inoltre — aggiunge — c’è il dis­cor­so del­la vocazione tur­is­ti­ca, che con­tin­ua a chiedere la disponi­bil­ità di nuovi allog­gi. L’espulsione degli inquili­ni dalle case è un fat­to grave: a rimet­ter­ci sono soprat­tut­to gli anziani sen­za risorse o alter­na­tive. Un fat­to da seguire atten­ta­mente, mag­a­ri in col­lab­o­razione con i medici di base». Comi­ni chi­ude con una rif­les­sione sull’Iva: «Su riparazioni e costruzioni si paga il 10 per cen­to di impos­ta. Sarebbe oppor­tuno che lo Sta­to resti­tuisse alle zone col­pite dal sis­ma i sol­di incas­sati dall’Iva». Vin­cen­zo Zam­bel­li, ex con­sigliere diessi­no, inter­viene soste­nen­do che «è impor­tante effet­tuare una indagine per sapere quan­ti, ora, vivono in pae­si vici­ni, e se han­no la pos­si­bil­ità di rien­trare. Molte famiglie stan­no viven­do un aut­en­ti­co dram­ma sociale. Defis­cal­iz­zare gli allog­gi per un anno rap­p­re­sen­terebbe una misura impor­tante. Un provved­i­men­to che dovrebbe riguardare anche i pro­pri­etari di sec­onde case affit­tate, e gli immo­bili uti­liz­za­ti per le attiv­ità. Fuori del­la nos­tra zona del ter­re­mo­to non si par­la. Ma i dan­ni sono molti, e le situ­azioni gravis­sime. Mi chiedo: non sareb­bero sta­ti oppor­tu­ni dei pre­fab­bri­cati? Avreb­bero aiu­ta­to le famiglie a bas­so red­di­to». «Mi auguro — inter­viene , pres­i­dente degli «Ami­ci del gol­fo» — che chi ha las­ci­a­to le loro masser­izie nell’abitazione inag­i­bile ottengano un gius­to riconosci­men­to finanziario». Forte anche il richi­amo di Cinzia Gof­fi, capogrup­po del­la lista sulle posizioni dell’Ulivo: «I fon­di stanziati sono pochi: solo i dan­ni di Salò ammon­tano a 70 mil­ioni. Chiedi­amo un Comi­ta­to di garanzia per la trasparen­za nell’erogazione. Rite­ni­amo inoltre insuf­fi­ciente la pro­ro­ga fino al 28 feb­braio per il paga­men­to del­la rata di dicem­bre dell’Ici: occorre tem­po per val­utare le esen­zioni totali da con­cedere alle famiglie. Appe­na 35 nuclei han­no stip­u­la­to con­trat­ti di affit­to uti­liz­zan­do lo schema in dero­ga alla legge sull’equo canone, pre­dis­pos­to dal comune. Gli altri si sono arran­giati, mag­a­ri sen­za reg­is­trare il con­trat­to: cor­rono il ris­chio di non rice­vere l’indennità di autono­ma sis­temazione. Pro­poni­amo di cos­ti­tuire un Uffi­cio di con­sulen­za legale, in gra­do di dare risposte a inquili­ni sfrat­tati (alcu­ni pro­pri­etari di case rifi­u­tano di effet­tuare i lavori di risana­men­to), anche per­chè molte fasce deboli non possie dono adeguati stru­men­ti cul­tur­ali». «Non cre­do che saran­no molti i salo­di­ani costret­ti a cam­biare local­ità — repli­ca il sin­da­co Cipani — e sti­amo avan­zan­do alcu­ni prog­et­ti. Due per costruzioni con­ven­zion­ate: una a Vil­la, l’altra nel vec­chio sta­dio di Cam­pov­erde (cedu­to all’asta a un grup­po che si è impeg­na­to a vendere o affittare a prezzi con­cor­dati 4 mila dei 12 mila metri cubi real­iz­z­abili). Poi il fab­bri­ca­to di edilizia sociale a Gasia, per il quale abbi­amo un buon con­trib­u­to regionale, e i mini allog­gi pro­tet­ti che sorg­er­an­no vici­no alla casa di riposo». Per quan­to riguar­da le risorse, il sin­da­co ricor­da che «fin dal­la mat­ti­na del 25 novem­bre il respon­s­abile del­la , Gui­do Berto­la­so, ha det­to: «met­tete a pos­to gli edi­fi­ci, noi vi fare­mo avere tut­ti i sol­di». Ora Sil­vio Lau­ro, il brac­cio destro del com­mis­sario Busce­mi, sta pre­dispo­nen­do il piano di rim­bor­so dei pri­mi 20 mil­ioni di euro (10 del­lo Sta­to e altret­tan­ti del Pirellone), ma in futuro ci saran­no altre ordi­nanze e altri fondi».