Dopo la pesata, la tartaruga gigante diventa3D: il nuovo modello del Parco Natura Viva

17/11/2022 in Attualità
Di Redazione

Pesare una tar­taru­ga gigante delle Sey­chelles può aiutare a sal­var­la da malesseri, malat­tie o patolo­gie gravi. Per questo al di Bus­solen­go è inizia­ta la rac­col­ta dati: un mulet­to, un’imbracatura, un metro e un let­tore microchip. E quat­tro per­sone per mis­urare, uno alla vol­ta, gli 11 “gigan­ti” del­la colo­nia più grande d’Italia. Ma rius­cire a guardare oltre il cara­pace di una tes­tug­gine che supera i 230 chilo­gram­mi alla veneran­da età di cir­ca 130 anni, rimane un’impresa dif­fi­cile anche dopo aver ottenu­to tutte le mis­urazioni esterne più accu­rate. Ma arri­va in aiu­to la tec­nolo­gia e la tar­taru­ga diven­ta 3D. Il Par­co Natu­ra Viva sta met­ten­do a pun­to con l’ di un indice para­met­ri­co da inserire in un ren­der­ing tridi­men­sion­ale che resti­tu­is­ca i val­ori più vici­ni alla realtà del­la mas­sa cor­porea di ogni esem­plare. Un mod­el­lo tec­ni­co utile per gli indi­vidui di casa nos­tra, ma che il Min­is­tero dell’Ambiente delle Sey­chelles ha già chiesto per pot­er effet­tuare il cen­si­men­to delle migli­a­ia di esem­plari che vivono nell’arcipelago.
“Al Par­co Natu­ra Viva — fa sapere Camil­lo San­dri, diret­tore zoo­logi­co del par­co zoo­logi­co sul Lago di Gar­da — pas­si­amo da un peso di cir­ca 80 chilo­gram­mi per i nos­tri gio­vani fino al peso mas­si­mo di Bul­bo, che a cir­ca 130 anni ha super­a­to sul­la bilan­cia i 230 chili. C’è poi Roger con 189 e Priscil­la, che seg­na i 151. Ma il peso, la lunghez­za e l’altezza del cara­pace, pur dif­fi­cili da ril­e­vare, sono numeri asso­lu­ti che non ci rac­con­tano il vol­ume reale e l’accrescimento nel tem­po del­la loro mas­sa cor­porea. Il mod­el­lo in 3D, real­iz­za­to a par­tire dall’indice che sti­amo stu­dian­do, ci per­me­t­terebbe non solo di val­utare le con­dizioni di salute al momen­to del­la pesa­ta, ma con­sen­tirebbe anche di mon­i­torare il benessere degli ani­mali lun­go tut­ta la loro vita. La quale in media, in ques­ta specie, può essere anche doppia rispet­to a quel­la dell’uomo”, con­clude il vet­eri­nario. Le tar­tarughe gigan­ti delle Sey­chelles sono una specie “vul­ner­a­bile” di estinzione, che vive solo in quell’arcipelago africano. Ora sot­to la pro­tezione gov­er­na­ti­va ma anco­ra minac­ciate dal traf­fi­co illegale.

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