Quaranta barche affondate, tante danneggiate, decine di feriti e danni ingentissimi TERRORE TRA LE ONDE

Dopo la tempesta, il Garda si lecca le ferite

02/09/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Dan­ni per diverse centi­na­ia di migli­a­ia di euro, quar­an­ta imbar­cazioni affon­date, molte altre grave­mente dan­neg­giate, decine di per­sone por­tate in sal­vo dai soc­cor­ri­tori e costrette a ric­cor­rere alle cure dei san­i­tari. Par­lare di vero e pro­prio “infer­no sul Gar­da”, rifer­en­dosi alla tem­pes­ta che domeni­ca s’è abbat­tuta sul­la parte cen­tro-set­ten­tri­onale del lago e che solo per la tem­pes­tiv­ità del­la macchi­na dei soc­cor­si non ha causato vit­time, ques­ta vol­ta non è esager­a­to. Rara­mente il ven­to ave­va rag­giun­to una forza sim­i­le e le onde era­no state così alte, ma mai tut­to questo era dura­to tan­to a lungo.La pau­ra, per i sur­fisti, per i tur­isti in bar­ca e per le cir­ca 2500 per­sone che su 260 imbar­cazioni parte­ci­pa­vano alla rega­ta del , è inizia­ta ver­so le 11 di domeni­ca. Gli uomi­ni del Com­mis­sari­a­to di Riva, par­ti­ti da Por­to S. Nicolò con la “piloti­na”, sono sta­ti tra i pri­mi ad entrare in azione e han­no trat­to in sal­vo 23 per­sone, sei delle quali con ferite lievi, trasportan­dole al por­to di Castel­let­to dove ad atten­der­le c’er­a­no ambu­lanze ed un eli­cot­tero. Più dif­fi­coltoso il recu­pero delle imbar­cazioni, molte delle quali sono affon­date. Sal­va, anche se dan­neg­gia­ta, “Gri­fo”, la bar­ca su cui sta­vano gareg­gian­do Gian­ni Tor­boli e il suo equipag­gio. «La stru­men­tazione — spie­ga Tor­boli — seg­na­va ven­to a 63 nodi, le onde era­no alte 3–4 metri e res­pi­rare era molto fati­coso. Ad un cer­to pun­to la bar­ca ha scuf­fi­a­to e sem­bra­va dovesse affon­dare da un momen­to all’al­tro. Ogni sfor­zo per rad­driz­zarla è sta­to inutile e, a quel pun­to, abbi­amo deciso di salire tut­ti sul gom­mone arriva­to in nos­tro soc­cor­so. For­tu­nata­mente, quan­do la tem­pes­ta è cala­ta, abbi­amo scop­er­to che “Gri­fo” non era affon­da­ta ed è sta­to pos­si­bile anche rad­driz­zarla». Dram­mati­co il rac­con­to di Alessan­dro Tovazzi, del­l’As­so­ci­azione trenti­na Sal­vatag­gio Onlus. «Stava­mo svol­gen­do servizio di con­trol­lo spi­agge sul nos­tro gom­mone — spie­ga Tovazzi, che viag­gia­va insieme al col­le­ga Rober­to Por­ro — quan­do alla radio abbi­amo sen­ti­to che un’im­bar­cazione ave­va scuf­fi­a­to. Ci siamo lan­ciati in loro soc­cor­so. Pri­ma abbi­amo fat­to salire i sei mem­bri del­l’e­quipag­gio, poi ne abbi­amo rac­colte altre 3 da un’al­tra bar­ca roves­ci­a­ta. C’era anche la con la motovedet­ta: un’im­bar­cazione sicu­ra­mente più sicu­ra del­la nos­tra, ma le oper­azioni di tras­bor­do sareb­bero state trop­po peri­colose e così, vis­to che nav­i­gare ver­so nord sarebbe sta­to un sui­cidio, abbi­amo fat­to rot­ta ver­so il por­to di Cam­pi­one, dove siamo arrivati non sen­za dif­fi­coltà. Non mi sono mai trova­to in una situ­azione tan­to crit­i­ca». Anche le cifre for­nite dal , sodal­izio orga­niz­za­tore del tro­feo Gor­la, dan­no un’idea del­la furia del­la bur­ras­ca che per oltre due ore si è scate­na­ta sul lago. Nove le per­sone (una delle quali si trova­va a bor­do di un gom­mone d’as­sis­ten­za e si è feri­ta men­tre cer­ca­va di aiutare alcu­ni regatan­ti) che han­no dovu­to ricor­rere alle cure dei medici. Una venti­na le barche roves­ci­ate­si, un paio gli “alberi” spez­za­te­si per la furia del ven­to, due le barche finite alla deri­va di cui una è anda­ta prati­ca­mente dis­trut­ta. Set­tan­ta sono i con­cor­ren­ti recu­perati, ven­ticinque dei quali con­trol­lati per pre­cuazione al pre­sidio medico del 118 allesti­to a . Le oper­azioni di soc­cor­so han­no vis­to impeg­nati due eli­cot­teri (uno di Trenti­no Emer­gen­za), e alcune motovedette di Polizia, Guardia Costiera, e vig­ili del fuoco.