È nata sotto buoni auspici ’«Associazione nazionale donne dell’olio», con sede a Cavaion, «città dell’olio».

Dopo le donne del vino arrivano quelle dell’olio

28/06/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Eugenio Cipriani

Il sette per la Kabala è uno dei numeri per­fet­ti e, per questo, anche magi­ci. È nata dunque sot­to buoni aus­pi­ci, quan­tomeno numeri­ci, l’«Associazione nazionale donne dell’olio», con sede a Cavaion, «cit­tà dell’olio». Un’associazione, come recita il nome stes­so, tut­ta fem­minile, volu­ta ed uffi­cial­iz­za­ta pochi giorni or sono a Cavaion da sette intrapren­den­ti esti­ma­tri­ci di questo prezioso prodot­to. La com­pon­gono donne diret­ta­mente inter­es­sate al set­tore olivi­co­lo, quali pro­dut­tri­ci di olio, ricer­ca­tri­ci, impren­ditri­ci, assag­giatri­ci e pro­fes­sion­iste. Oltre alla pres­i­dentes­sa, Mad­dale­na Pel­le­gri­ni, l’associazione annovera Cristi­na Dal­la­go, Lau­ra Tur­ri, Matilde Pog­gi, Ori­et­ta Pavan, Maria Francesca Agabiti e Cristi­na Sal­vagno. L’idea di cos­ti­tuire questo grup­po e di dare ad esso veste uffi­ciale è sor­ta sul­la fal­sari­ga dell’analoga asso­ci­azione di matrice vitivini­co­la, vale a dire quel­la delle «Donne del ». Gli scopi dell’associazione sono moltepli­ci e spaziano dal­lo svilup­po di un cen­tro di doc­u­men­tazione tec­ni­co-sci­en­tifi­ca alla pub­bli­cazione di mono­grafie, riv­iste ed even­tu­ali peri­od­i­ci, dal­la dif­fu­sione di infor­mazioni e stu­di di set­tore alla pro­mozione ed al sosteg­no di cor­si di istruzione e for­mazione pro­fes­sion­ale. Più in gen­erale, insom­ma, «l’associazione si pro­pone di con­tribuire al miglio­ra­men­to, attra­ver­so qual­si­asi for­ma o canale medi­ati­co, del­la conoscen­za dell’olivicoltura e dell’olio ind­i­riz­zan­do par­ti­co­lar­mente gli sforzi- recita sem­pre il testo cos­ti­tu­ti­vo- per avvic­inare il mon­do fem­minile pro­dut­tore e con­suma­tore, pro­muoven­do l’immagine dell’olio di oli­va di qual­ità sia dal pun­to di vista com­mer­ciale che pro­dut­ti­vo». Questi dunque gli scopi uffi­ciali, ai quali però devono essere aggiun­ti- e qui si spie­ga il per­ché di un’associazione tut­ta al fem­minile- quel­li uffi­ciosi, preva­len­te­mente con­sis­ten­ti nel­la volon­tà delle fon­da­tri­ci di dimostrare che pos­sono essere in gra­do di risol­vere annosi prob­le­mi quali non man­cano nem­meno in cam­po olivi­co­lo. Sette donne, si è det­to, ma in atte­sa di diventare più numerose. Potran­no aderire all’Associazione solo donne che effet­ti­va­mente si occu­pano di olivi­coltura e di olio, e per­tan­to impren­ditri­ci, com­po­nen­ti di soci­età oper­an­ti nel set­tore olivi­co­lo, pro­dut­tri­ci, enote­care, assag­giatri­ci, ris­tora­tri­ci, ven­ditri­ci, gior­nal­iste e, più in genere, tutte col­oro che siano in gra­do di dimostrare di essere inserite in un cir­cuito pro­dut­ti­vo e o com­mer­ciale del set­tore. (Per infor­mazioni tele­fonare allo 045 8303304 in orario di uffi­cio o spedire un fax allo 045 8388714.)

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