Ministero della razza Vergogna cancellata Un cippo davanti al palazzo che ospitata l’ente della Rsi

Doppia iniziativa sulla Liberazione

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Due nuove tappe per il cam­mi­no ide­ale di riscop­er­ta del­la memo­ria e del­la sto­ria locale di Desen­zano. La nuo­va inizia­ti­va s’intitola «1945–2005: un per­cor­so di pace lun­go 60 anni» e si arti­co­la appun­to in due momen­ti. Oggi si svolge la let­tura di alcune pagine del testo «Sto­ria di un paese» di Simone Saglia, il bel­lis­si­mo libro che rac­con­ta le vicende di Desen­zano tra il 1900 e il 1940, che mesi or sono è sta­to ristam­pa­to dopo il «tut­to esauri­to» del­la pri­ma edi­zione. Il sec­on­do appun­ta­men­to, il 2 giug­no, sarà l’inaugurazione di un cip­po per ricor­dare quel­la che durante la Repub­bli­ca sociale ital­iana fu sede del «Min­is­tero del­la raz­za», l’organismo gov­er­na­ti­vo cui era affi­da­ta la per­se­cuzione degli ebrei nei ter­ri­bili anni dell’Olocausto. La sede dell’infame «Min­is­tero» era sta­ta col­lo­ca­ta pro­prio a Desen­zano, nell’edificio all’angolo tra via Dal Molin e via Pasubio, che era sta­to pre­so in affit­to nel 1944 dal gov­er­no repub­blichi­no. Sul man­i­festo dei due appun­ta­men­ti si trovano così con­trap­poste due immag­i­ni, quel­la del­la stazione fer­roviaria bom­bar­da­ta e quel­la dell’attuale Por­to vec­chio: una scelta che cos­ti­tu­isce il richi­amo al val­ore del­la pace con­quis­ta­to con la Lib­er­azione e tute­la­to per 60 anni. L’iniziativa, volu­ta dall’assessorato ai e da quel­lo all’Istruzione, inizierà il 25 mag­gio alle ore 21.15 in Castel­lo con «Sto­ria di un paese- Desen­zano 1900–1940», il libro di Simone Saglia pub­bli­ca­to nel 1978 e recen­te­mente ried­i­to dal­la Grafo, rilet­to ed inter­pre­ta­to dall’associazione Vian­danze. Il testo di Saglia, respon­s­abile del cen­tro di cul­tura «Bazoli», trat­ta delle mem­o­rie e delle nos­tal­gie di Desen­zano tra il 1900 ed il 1940, pro­po­nen­do un col­lega­men­to tra la sto­ria locale e quel­la ital­iana ed euro­pea a cav­al­lo tra le guerre mon­di­ali. «Vian­danze» si è pro­pos­ta di riportare all’oralità i per­son­ag­gi pro­tag­o­nisti del testo di Saglia, uti­liz­zan­do sia la paro­la che i suoni e le immag­i­ni in una sequen­za qua­si cin­e­matografi­ca. Il 2 giug­no alle ore 15.30, all’angolo fra via Toma­so dal Molin e via Pasubio, sarà scop­er­to un cip­po per ricor­dare quel­la che durante la repub­bli­ca di Salò fu sede del «Min­is­tero del­la Raz­za». Il testo ripor­ta una citazione di Pri­mo Levi «Med­i­tate che questo è sta­to: vi coman­do queste parole. Scol­pitele nel vostro cuore stan­do in casa, andan­do per via, cor­i­can­dovi, alzan­dovi; ripetetele ai vostri figli!» ed il richi­amo alla des­ti­nazione dell’edificio negli anni 1944-’45. Sono pre­visti gli inter­ven­ti di Rodol­fo Bertoni, vicesin­da­co, e di Gae­tano Agni­ni, esper­to di sto­ria locale. «L’appuntamento del 2 giug­no rap­p­re­sen­ta un atto ripara­tore all’aver ospi­ta­to l’odioso ente — affer­ma Agni­ni -. Allo stes­so tem­po, una tes­ti­mo­ni­an­za per ricor­dare, come moni­to, le parole scol­pite sul­la lapi­de di Auschwitz: mai più!».

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