La solita storia. Con la stagione turistica e il gran caldo aumentano i problemi di approvvigionamento idrico per alcune famiglie residenti a Colà.

Dov’è l’acqua?

10/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La soli­ta sto­ria. Con la sta­gione tur­is­ti­ca e il gran cal­do aumen­tano i prob­le­mi di approvvi­gion­a­men­to idri­co per alcune famiglie res­i­den­ti a Colà. L’area par­ti­co­lar­mente col­pi­ta e quel­la in alto nelle vic­i­nanze del­la chiesa parrocchiale.Un fat­to cicli­co deter­mi­na­to dal numero sem­pre mag­giore di uten­ze col­le­gate all’ac­que­dot­to. Una fac­cen­da che ovvi­a­mente soll­e­va la civile protes­ta dei res­i­den­ti. In par­ti­co­lare di Ilias Xoer­ahu, trentaquat­trenne albanese abi­tante in via Castel­lo 14.Stanco di con­vi­vere con una situ­azione di dis­a­gio il gio­vane di Duraz­zo, i pro­fes­sione restau­ra­tore lapi­deo, ha alza­to la cor­net­ta del tele­fono per inve­stire del caso «L’Arena».«Da cinque giorni dai nos­tri rubi­net­ti non sgor­ga più acqua e siamo costret­ti ad arran­gia­r­ci con sec­chi e stoviglie che riem­piamo pres­so la fontanel­la davan­ti alla chiesa».«Non è una novità», sbot­ta rasseg­na­to un res­i­dente sem­pre’ di via Castel­lo. « La sto­ria va ormai avan­ti da tre anni con l’ac­qua che arri­va a singhioz­zo. Protestare? Il mal­con­tento è dif­fu­so ma sin­ce­ra­mente siamo ormai rasseg­nati. La ques­tione di fon­do è che la popo­lazione esti­va nel­la zona è aumen­ta­ta a dismisura».«E’ vero, nel­l’ul­ti­mo peri­o­do abbi­amo avu­to prob­le­mi di approvvi­gion­a­men­to idri­co ma da due giorni tut­to sem­bra sia sta­to risolto», spie­gano con­tenti da casa Frac­caroli al civi­co 5.Non si nasconde cer­to dietro ad un dito il pri­mo cit­tadi­no Luca Sebas­tiano. «L’Am­min­is­trazione comu­nale è ovvi­a­mente a conoscen­za del­la situ­azione. Rite­ni­amo però di essere arrivati ad una soluzione defin­i­ti­va con l’im­mi­nente entra­ta in fun­zione del nuo­vo poz­zo a Ma don­na del­la Neve, in prossim­ità del depos­i­to di local­ità Pre­oni. Il poz­zo dovrebbe risol­vere total­mente il prob­le­ma di caren­za d’ac­qua che comunque si evi­den­zia solo in con­comi­tan­za con l’ar­ri­vo del gran cal­do e il con­seguente mag­gior uso in un’area che negli ulti­mi anni ha vis­to un aumen­to delle utenze».«Il noc­ci­o­lo del­la ques­tione sta tut­to lì», fa pre­sente Giuseppe Zani­ni del­l’uf­fi­cio tec­ni­co comu­nale. «In pas­sato quan­do furono decise le varie lot­tiz­zazioni non fu pre­vis­to un adegua­men­to del­la rete idri­ca. Attual­mente la por­ta­ta dei pozzi è infe­ri­ore alle richi­este e per­tan­to siamo costret­ti a tut­ta una serie di accorg­i­men­ti per ridurre al min­i­mo i dis­a­gi. Abbi­amo ad esem­pio ridot­to l’af­flus­so d’ac­qua ver­so Pacen­go per dirot­tar­lo ver­so Colà. La por­ta­ta del nuo­vo poz­zo ci per­me­t­terà di attin­gere dal­la fal­da acquifera 15 litri al sec­on­do, meno di quel­lo a suo tem­po pre­ven­ti­va­to in base agli stu­di geo­logi­ci effet­tuati. Ecco per­ché siamo già al lavoro per trovare nuove soluzioni. E poi il fat­to che molti di notte irrigh­i­no i gia­r­di­ni non aiu­ta a risol­vere il prob­le­ma del­la penuria d’ac­qua».