Ospiti d’onore della seconda sezione del convegno Heinz Joachim Fischer e Josef Clemens. «L’Italia è una terra santa dove il turismo ai luoghi d’arte è incontro con la fede»

Due amici del Papa testimoni di cultura

22/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Un tur­is­mo che sap­pia man­tenere intat­ta l’anima del Gar­da, sosteni­bile, basato su val­ori eti­ci, rispet­toso dell’ambiente, delle tradizioni e che, atten­to alle novità, alla moder­nità e ai det­tagli garan­tis­ca cen­tral­ità all’ospite. È sta­to il sin­da­co Fioren­zo Loren­zi­ni ven­erdì sera a tirare le fila del con­veg­no «Svilup­po tur­is­ti­co di qual­ità nel garde­sano», con­clu­sosi con una ses­sione ded­i­ca­ta al set­tore cul­tur­ale e con la tes­ti­mo­ni­an­za di due ami­ci di Papa Benedet­to XVI: mon­sign­or Josef Clemens del Pon­tif­i­cio con­siglio per laici e per 18 anni seg­re­tario per­son­ale di Ratzinger e Heinz Joachim Fis­ch­er, cor­rispon­dente per il Frank­furter All­ge­meine, che lo conosce da trent’anni. La loro con­ver­sazione, mod­er­a­ta da Michelan­ge­lo Bellinet­ti pres­i­dente dell’associazione veronese del­la stam­pa e già capore­dat­tore del L’Arena, ha chiu­so una gior­na­ta che ha raduna­to in sala civi­ca tan­ta gente e tut­ti i rap­p­re­sen­tan­ti degli enti pub­bli­ci e pri­vati che han­no col­lab­o­ra­to all’organizzazione: 18 comu­ni del Bal­do Gar­da, le due Comu­nità, Provin­cia, Regione, Cam­era del Com­mer­cio, Asco, Funi­via Mal­ce­sine Monte Bal­do, Isti­tu­to supe­ri­ore Car­naci­na, Ban­ca popo­lare di Verona.«La nos­tra ammin­is­trazione non avrebbe potu­to assumer­si questo impeg­no se non aves­si­mo avu­to subito tan­ta parte­ci­pazione, mi auguro che ques­ta gior­na­ta sia solo l’inizio di una serie di prog­et­ti tra­ducibili in una cresci­ta socio eco­nom­i­ca dell’area del Bal­do Gar­da. L’obiettivo del con­veg­no è sta­to di sti­mo­lare una pro­gram­mazione del tur­is­mo comune a più ammin­is­trazioni. Abbi­amo par­la­to di Europa, di sis­te­mi di offer­ta tur­is­ti­ca e orga­niz­zazione di ter­ri­to­rio, ele­men­ti che pos­sono portare a un salto di qual­ità. Il nos­tro ter­ri­to­rio deve avere la qual­ità di un sis­tema dato dal­la fusione dei par­ti­co­lari, quali integrità ambi­en­tale, deco­ro, pulizia, for­mazione». I ringrazi­a­men­ti han­no pre­lu­so alla sec­on­da ses­sione del con­veg­no sul tur­is­mo cul­tur­ale, di cui sono sta­ti pro­tag­o­nisti Clemens e Fischer.«A casa del dot­tor Fis­ch­er, nos­tro ami­co, concit­tadi­no e gior­nal­ista han­no trascor­so momen­ti sereni capi di Sta­to, ambas­ci­a­tori, impren­di­tori di liv­el­lo mon­di­ale, alti prelati e lo stes­so San­to Padre giovedì in visi­ta a Verona», ha det­to il sin­da­co, tra noi c’è anche la tes­ti­mo­ni­an­za dell’amico e seg­re­tario per anni, mon­sign­or Josef Clemens».Con loro si è dunque par­la­to di questo Papa, del suo essere mae­stro di pro­fon­dità pur nel­la mas­si­ma sem­plic­ità di espres­sione, del­la sua capac­ità di avvic­inare la gente, del­la sua vocazione ad inseg­nare, del suo deside­rio di andare a par­lare del­la «bellez­za del­la fede che non è solo mille coman­da­men­ti ma un cre­do che dà sen­so alla vita e quin­di gioia», parole di Clemens. E, come da pro­gram­ma, si è dis­cus­so anche di tur­is­mo cul­tur­ale in gen­erale: «L’Italia ne è un esem­pio e la sua sostan­za è reli­giosa», ha det­to Clemens, «non c’è paese in Italia che non abbia una bel­la chiesa, qui abbi­amo la clas­si­ca attes­tazione del­la fusione tra cul­tura e reli­gione. Una tes­ti­mo­ni­an­za che ho nota­to in questo ter­ri­to­rio del Bal­do Gar­da e ovunque quan­do, tra il 1984 e il 2003, fui seg­re­tario per­son­ale dell’allora car­di­nale Ratzinger e lo segui­vo nelle tan­tis­sime con­feren­ze che tenne in tut­ta la peniso­la. Vor­rei che il tur­ista sco­prisse tramite il tur­is­mo cul­tur­ale e reli­gioso le tes­ti­mo­ni­anze del­la fede, arrivasse a por­si domande, capisse meglio la fede e chissà, forse, arrivasse alla fede stessa».«Un esem­pio di tur­is­mo cul­tur­ale è pro­prio questo con­veg­no con la tes­ti­mo­ni­an­za di due ami­ci del Papa», dice Fis­ch­er, «il tur­is­mo cul­tur­ale cresce su una base che in Italia non può pre­scindere dal­la reli­gione e dalle sue tes­ti­mo­ni­anze. L’Italia è una “ter­ra san­ta”, che sen­za la cul­tura reli­giosa non è pens­abile». Bellinet­ti ha cer­ca­to di son­dare il legame che unisce questi due ami­ci al San­to Padre, se per esem­pio, quan­do si par­lano, affrontano solo ques­tioni cul­tur­ali. «Ci siamo sen­ti­ti anche mer­coledì sera pri­ma che lui par­tisse», ha det­to Clemens, «gli ho det­to che veni­vo sul per dire qual­cosa su di lui. Ci tele­fo­ni­amo spes­so». Questo coltissi­mo pon­tefice è anche un uomo dall’apparenza mite il cui volto gen­tile spes­so si apre al sor­riso, un sor­riso che cat­tura e avvic­i­na: Ha sem­pre sen­ti­to pure la vocazione per l’insegnamento», ha det­to Clemens, «è un suo grande tal­en­to spie­gare con chiarez­za e sem­plic­ità anche le cose più com­pli­cate. Riesce a far­lo con gli adul­ti e con i bambini».Il dis­cor­so tenu­to il mat­ti­no a Verona, in cui ha par­la­to di sec­o­lar­iz­zazione, «è indice del­la sua deter­mi­nazione a man­tenere ben fer­mi alcu­ni prin­cipi su cui il dibat­ti­to civile è forte», ha det­to Bellinet­ti , che ha chiesto se ciò porterà all’avvicinamento del­la gente o se potrà invece costru­ire un muro tra soci­età civile sec­o­lar­iz­za­ta e la chiesa. «Tante posizioni del­la chiesa non sono conosciute nel loro com­p­lesso. Si conoscono i divi­eti ma non le moti­vazioni che han­no por­ta­to a certe con­clu­sioni. Questo sarà un pon­tif­i­ca­to di appro­fondi­men­to. Papa Wojty­la ha por­ta­to il mes­sag­gio evan­geli­co fino all’ultimo ango­lo del­la ter­ra, questo papa deve appro­fondire l’insegnamento del suo pre­de­ces­sore». Par­lan­do anche di cul­tura non si può sot­tacere la ques­tione Islam: «L’Islam non conosce dis­tinzione tra potere politi­co e reli­gioso e il mon­do occi­den­tale non può capire quel­lo islam­i­co sen­za la reli­gione. Ma anche noi dob­bi­amo avere una nos­tra iden­tità, capire come siamo arrivati al nos­tro con­cet­to di per­sona, al nos­tro liv­el­lo sociale e politi­co, a cui la fede cris­tiana ha dato un grande con­trib­u­to. Poi pos­si­amo dire sì o no alla fede che è il risul­ta­to di un lun­go proces­so stori­co. Dimen­ti­care le nos­tre radi­ci è fare il pri­mo di cen­to pas­si indietro».

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