Il pubblico e le autorità lo aspettano per la cittadinanza onoraria, il cantautore arriva con oltre due ore di ritardo e poi…

Due fischi, Ron s’infuria e se ne va

30/07/2000 in Curiosità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Roba da non credere ai pro­pri occhi e alle pro­prie orec­chie. È questo il com­men­to più «gen­eroso» che il can­tante Ros­ali­no Cel­la­mare, ovvero Ron, ha rac­colto nel­la cit­tadel­la lacus­tre, gra­zie al suo per­son­alis­si­mo «show» ven­erdì sera. In una piaz­za del por­to, qua­si sti­pa­ta di per­sone in atte­sa di pot­er vedere «da vici­no» il noto can­tante nazionale vis­to che, pri­ma di tenere il con­cer­to ad Albisano pre­vis­to per le 21, avrebbe dovu­to rice­vere le chi­avi del­la cit­tà dal sin­da­co di Tor­ri ed una perga­me­na da Re Beren­gario Pri­mo, maschera sim­bo­lo del del paese, è suc­ces­so l’incredibile. A par­tire dalle 19,30 infat­ti, orario in cui era atte­so Ron in piaz­za, e fino alle 21.50, sono state las­ci­ate in paziente stand- by, oltre ad alcune centi­na­ia di per­sone, anche per­son­al­ità e rap­p­re­sen­tan­ti politi­ci locali e provin­ciali. Ebbene, il noto can­tau­tore, dopo esser­si fat­to atten­dere per qua­si due ore per un pre­sun­to «guas­to all’auto», riv­e­latosi poi fasul­lo, ma che ave­va perfi­no mobil­i­ta­to la Polizia munic­i­pale di Tor­ri par­ti­ta per «recu­per­ar­lo», è sal­i­to tra gli applausi del pub­bli­co sul pal­co allesti­to in piaz­za del por­to. Poi l’irreparabile. S’è arrab­bi­a­to e se ne è anda­to dopo pochi sec­on­di dall’arrivo. Una vol­ta sul pal­co infat­ti, scu­san­dosi per il ritar­do con un «mi dispi­ace, ma non è sta­ta col­pa mia. Di soli­to sono pun­tuale», sono bas­ta­ti due fis­chi di un’unica per­sona tra le centi­na­ia pre­sen­ti, a far imbiz­zarrire il can­tante. «Sono arriva­to tar­di», ha chiosato , «ma me ne pos­so anche andare presto». Posato il micro­fono, è let­teral­mente fug­gi­to dal pal­cosceni­co, las­cian­do increduli e sbig­ot­ti­ti tut­ti i pre­sen­ti. A nul­la poi, sono val­si i richi­a­mi dal pal­co del vicesin­da­co Gior­gio Bonol­di, per con­vin­cere Ron a frenare la sua cor­sa e a tornare sui suoi pas­si. E così, il pub­bli­co, le tele­vi­sioni, e le per­son­al­ità del mon­do politi­co ammin­is­tra­ti­vo sono rimaste scon­cer­tate ed alli­b­ite a guardar­si negli occhi. A quel pun­to, sul pal­co è sal­i­to Re Beren­gario Pri­mo con la sua corte, a fare qualche bat­tuta spir­i­tosa e a «met­tere una pez­za», per­al­tro inconfutabil­mente trop­po pic­co­la, per lo «strap­po» colos­sale cre­ato da Ron. «Un gesto inqual­i­fi­ca­bile per un pro­fes­sion­ista», ha tuona­to l’asses­sore Davide Bendinel­li che poi, «per prin­ci­pio», non è nep­pure anda­to a vedere il con­cer­to di Albisano dove davan­ti a cir­ca 300 per­sone ‚che ormai non sper­a­vano più vedere il can­tau­tore , Ron si è esi­bito per cir­ca due ore (la recen­sione negli Spet­ta­coli ) .Ora, sec­on­do quan­to spie­ga­to al pub­bli­co, il can­tante chiederà uffi­cial­mente scusa al paese e al sin­da­co con un comu­ni­ca­to stam­pa. Al sin­da­co intan­to, sono mes­ta­mente rimaste in mano le chi­avi del­la cit­tà e una tar­ga d’argento, che avrebbe dovu­to con­seg­nare a Ron «nel trenten­nale del­la sua car­ri­era per l’affermazione in cam­po artis­ti­co e i bril­lan­ti suc­ces­si con­se­gui­ti». Al pub­bli­co invece, è rimas­ta l’amarezza per un com­por­ta­men­to che, nel cen­tro lacus­tre, ver­rà ricorda­to a lun­go. Ai cit­ta­di­ni di Tor­ri infine, sono rimasti invece i cir­ca ven­ti mil­ioni da pagare, stor­nati dalle casse comu­nali al Comi­ta­to per le man­i­fes­tazioni di Albisano, orga­niz­za­tore del con­cer­to per con­to dell’amministrazione. Oltre ad un’altra impre­cisa­ta quo­ta, cor­rispos­ta a Ron dal­la soci­età musi­cale che, assieme al Comi­ta­to, ha orga­niz­za­to la man­i­fes­tazione. Ma, vis­to che per ognuno che piange c’è sem­pre qual­cun altro che ride, a rid­ere, e di gus­to, saran­no prob­a­bil­mente presto i cir­ca dieci mil­ioni di tele­spet­ta­tori di «Striscia la notizia», a cui dei videoam­a­tori in paese han­no già giu­ra­to che man­der­an­no le riprese. Di modo che, a rid­ere bene e per ulti­mo, «non sia Ron», come han­no pre­cisato. Ger­ar­do Musuraca

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