È rientrata l’emergenza idrica: l’acqua caduta equivale ad un turno irriguo. I tre giorni di precipitazioni scongiurano lo stato di calamità. Crescono i livelli dei tre laghi bresciani e l’Enel potrà terminare i suoi rilasci

Due temporali scacciano la «sete»

05/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Due abbon­dan­ti acquaz­zoni spen­gono le pre­oc­cu­pate gri­da d’allarme sull’emergenza idri­ca dell’agricoltura bas­saio­la e rimpin­guano i liv­el­li dei tre laghi bresciani.Rientra lo sta­to di calamità richiesto a gran voce nei giorni scor­si da asso­ci­azioni agri­cole e dal­la Regione?«Fortunatamente sì — spie­ga Gio­van­ni Treroto­la, diret­tore dell’Unione provin­ciale agri­coltori-. L’allarme lan­ci­a­to nei giorni scor­si non era lan­ci­a­to invano: qualo­ra non avesse piovu­to la situ­azion sarebbe sta­ta davvero crit­i­ca e sarem­mo andati incon­tro ad un calo notev­ole dei rac­colti. Per questo si era provve­du­to a richiedere al Gov­er­no lo sta­to di calamità».Sulla Bas­sa, sul­la Fran­ci­a­cor­ta e sul Bas­so Gar­da, tra mer­coledì e ieri sono sce­si diver­si mil­limetri di piog­gia, anche se in modo dis­o­mo­ge­neo: dai 107mm di Bot­ti­ci­no si pas­sa agli «zero» mm di Pon­car­ale. Ma oltre 52mm di piog­gia han­no bag­na­to i campi di Cal­ci­na­to, oltre 30mm a Leno e Orz­in­uovi, anche se il record spet­ta alle local­ità del­la Fran­ci­a­cor­ta (vedi tabel­la a fianco).«Più impor­tante delle pre­cip­i­tazioni ‑pros­egue Treroto­la- è sta­to il calo delle tem­per­a­ture. Il mais infat­ti rischi­a­va di andare incon­tro a stress idri­co, dovu­to ad un cal­do ecces­si­vo. Quan­do per­siste un cal­do e un’afa record per diver­si giorni le piantine non riescono più a bere acqua dal ter­reno in modo adegua­to». L’abbassamento delle tem­per­a­ture ha scon­giu­ra­to anche il ris­chio che il mais mat­urasse trop­po pre­co­ce­mente, svilup­pan­do le famiger­ate aflatos­sine, le tos­sine che nel 2003 por­tarono a dover buttare diver­si quin­tali di lat­te di bovine ali­men­tate esclu­si­va­mente con mais contaminato.Ora man­cano sola­mente due turni di irrigazione, e poi gli oltre 60mila ettari di gra­n­otur­co bres­ciano andran­no ver­so la fase di mat­u­razione. Mais che promette buoni rac­colti, a fronte di un prez­zo all’ingrosso che rimane bassis­si­mo (intorno ai 12 euro al quin­tale) e di impor­tazioni dall’estero in con­tin­uo aumento.Sospiro di sol­lie­vo anche per i liv­el­li dei laghi bres­ciani. Gli effet­ti più pos­i­tivi delle pre­cip­i­tazioni si reg­is­tra­no sul lago di Iseo, il cui liv­el­lo si è alza­to di 25 cen­timetri in soli tre giorni, avvic­i­nan­dosi alla media sta­gionale (oltre alle piogge, influisce anche la dimin­uzione delle por­tate nel fiume Oglio, vis­to che serve meno acqua agli agri­coltori). I baci­ni Enel di Val­le­ca­mon­i­ca non saran­no così costret­ti a rilas­cia­re altri volu­mi d’acqua, man­ten­do le loro risorse idriche per la pro­duzione di ener­gia elet­tri­ca anche nei mesi autun­nali. Bene anche per l’Idro, che sale a 366,09 metri slm e scon­giu­ra prob­le­mi di deficit idri­co per gli agri­coltori del Medio Chiese. Si chi­ude il capi­to­lo sull’«allarme sic­c­ità» anche per il , cresc­i­to in due giorni di ben 7 cen­timetri (ieri il liv­el­lo era a 42,8 cm sopra lo zero idro­met­ri­co, mart­edì era a 36cm).

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