Dal Garda al Lario: l’epilogo del fascismo si consumò fra i due grandi laghi lombardi

Durante la Repubblica di Salò, il Duce abitò a Villa Feltrinelli

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Di Luca Delpozzo
v.c.

Dal Gar­da al Lario, dal­la Repub­bli­ca di Salò a Giuli­no di Mezze­gra. I laghi han­no accom­pa­g­na­to gli ulti­mi giorni di vita di Ben­i­to Mus­soli­ni. Durante il peri­o­do del­la Repub­bli­ca Sociale Ital­iana, il Duce abitò a Vil­la Fel­trinel­li di Gargnano, che di recente è sta­to trasfor­ma­ta in un alber­go di lus­so. Le foto dell’epoca garde­sana ritrag­gono un Mus­soli­ni smagri­to, invec­chi­a­to e sof­fer­ente. Lo sguar­do peren­nemente incer­to, il Duce dà l’immagine di un uomo annichili­to, dis­trut­to dagli even­ti, inca­pace di pren­dere deci­sioni. Il 12 set­tem­bre 1943 Mus­soli­ni era sta­to lib­er­a­to dai tedeschi, che lo ave­vano por­ta­to via da Cam­po Imper­a­tore, sot­to la vet­ta del Gran Sas­so, a 150 chilometri da Roma. L’artefice di quel blitz fu Otto Sko­rzeny, un uffi­ciale aus­tri­a­co, che poi lo portò in Ger­ma­nia a bor­do di uno Storch, la famosa «cicogna» tedesca. Oltre che alla lib­er­azione di Mus­soli­ni, la sua fama è lega­ta al volo con il quale, il 26 aprile 1945, il gen­erale Rit­ter von Greim riuscì a fug­gire da Berli­no asse­di­a­ta. Mus­soli­ni rimase in Ger­ma­nia per una deci­na di giorni. Poi, il 22 set­tem­bre fir­mò la lista del suo gov­er­no di Salò e tornò in Italia accom­pa­g­na­to da alcu­ni alti uffi­ciali del Reich: la guardia del cor­po che restò al suo fian­co fino alle ultime ore del­la Repub­bli­ca di Salò. In poco meno di due anni, un altro lago del nord Italia seg­nò il des­ti­no di Mus­soli­ni, che il 25 aprile 1945, dopo una riu­nione con il Clnai (il Comi­ta­to di lib­er­azione nazionale Alta Italia), las­ciò diret­to ver­so Como. Furono giorni fre­neti­ci, con vari e vani ten­ta­tivi di riparare in Svizzera, che gli ave­va nega­to asi­lo. Sul Lario Mus­soli­ni tro­vò la morte, fucila­to dai par­ti­giani saba­to 28 a Giuli­no di Mezze­gra, nel centro-lago.

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