L’Autunno gastronomico propone nuovi piatti. Intanto le castagne sono finite sulle tavole dell’Alto Adige

E adesso tocca al tartufo del Baldo

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Di Luca Delpozzo

E adesso tartu­fo. Dopo i for­mag­gi e i mar­roni, l’Autunno gas­tro­nom­i­co di San Zeno di Mon­tagna, la lun­ga rasseg­na enogas­tro­nom­i­ca che ha pre­so il via sul finire di set­tem­bre, val­oriz­za per tut­to dicem­bre la pro­duzione tartu­fi­co­la baldense. San Zeno, del resto, pone la pro­pria can­di­datu­ra a pic­co­la cap­i­tale tartu­fi­co­la del : il Comune ha infat­ti deciso di aderire all’associazione nazionale delle cit­tà del tartu­fo, a fian­co di local­ità del cal­i­bro di Alba, Nor­cia e Acqualagna. Archivi­a­ta con suc­ces­so la quar­ta edi­zione di «San Zeno castagne & », coi menù degus­tazione a base di mar­roni di San Zeno e castagne del Bal­do, ecco dunque adesso al via «Conosci il tartu­fo del Bal­do»?, pure al quar­to appun­ta­men­to annuale con­sec­u­ti­vo. La man­i­fes­tazione, orga­niz­za­ta dall’associazione I Ghiot­toni e da Slow food del Gar­da veronese in col­lab­o­razione con l’amministrazione comu­nale di San Zeno di Mon­tagna, vede pro­tag­o­nisti i ris­toran­ti Kus, Gia­r­dinet­to e La Casa degli Spir­i­ti, che pro­por­ran­no interi menù a base di tartu­fo nero, in con­nu­bio col Valpo­li­cel­la Solane del­la San­ti. Ma a San Zeno di Mon­tagna c’è già qualche idea anche per un ulte­ri­ore svilup­po delle inizia­tive di pro­mozione del tartu­fo baldense. «L’obiettivo», con­fer­ma il sin­da­co Cipri­ano Castel­lani «è quel­lo di pro­porre una fes­ta del tartu­fo, che, così come quel­la del mar­rone, ind­u­ca numerosi vis­i­ta­tori a venire a sco­prire il nos­tro ter­ri­to­rio e le nos­tre offerte gas­tro­nomiche». E a propos­i­to di castagne, c’è da seg­nalare un’altra inizia­ti­va che nei giorni scor­si ha riscos­so notev­ole suc­ces­so. La Com­pag­nia de la castagna dei Pal­a­di­ni di Cà Mon­tagna, la con­fra­ter­ni­ta fon­da­ta a San Zeno di Mon­tagna dall’avvocato Mar­co Bis­ag­no per val­oriz­zare la gas­tron­imia e le tradizioni del Bal­do, è sta­ta infat­ti in tournée in Alto Adi­ge, ospite del­la del­egazione di Mer­a­no dell’Accademia ital­iana del­la cuci­na, gui­da­ta da Karl Putz. Ne è nato una sor­ta di sim­pati­co e cor­dialis­si­mo , cel­e­bra­to al ris­torante Kösten­waldele di Lagun­do (il luo­go era più che adat­to: il nome tedesco del locale sig­nifi­ca «Boschet­to di castag­ni»), con una cena, è ovvio, intera­mente a sogget­to cas­tan­i­co­lo: pane di castagne, pro­sciut­to di cer­vo con mousse di castagne e por­ri, cre­ma di castagne con knödel di porci­ni e via dis­cor­ren­do, sino ad una raris­si­ma grap­pa di castagne. A guidare la del­egazione baldense c’erano, oltre allo stes­so Bis­ag­no, nelle visti di Gran Pal­adi­no, anche il sin­da­co Castel­lani e i quat­tro ris­tora­tori impeg­nati in «San Zeno castagne & vino», nonché vari altri Pal­a­di­ni del sodal­izio. E a fine ser­a­ta il poeta veronese Fran­co Ravazz­in, can­tore uffi­ciale del­la Com­pag­nia de la castagna, ha trac­cia­to in ver­si ver­na­coli un elo­gio del­la tradizione cas­tan­i­co­la baldense e sudtirolese. Ma a Mer­a­no è nata anche un’idea che potrebbe trovare attuazione il prossi­mo anno, sot­to l’egida del­la Com­pag­nia de la cas­tan­ga: favorire un incon­tro fra ris­toran­ti del Bal­do e di altre aree cas­tan­i­cole ital­iane, pro­muoven­do ser­ate di degus­tazione sia in ter­ra baldense che in giro per il ter­ri­to­rio nazionale.

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