Tre disabili psichici sono riusciti a risistemare un oliveto nella frazione di Albisano e a realizzare un raccolto che ha fruttato ben 250 chilogrammi

E alla festa c’era in vendita anche l’olio della solidarietà

01/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Alla fes­ta dell’oliva, in ven­di­ta anche l’olio del­la sol­i­da­ri­età. Alla ses­ta edi­zione del­la man­i­fes­tazione che ha occu­pa­to l’intero week-end scor­so del pic­co­lo cen­tro lacus­tre, tra i banchet­ti pre­sen­ti in piaz­za del por­to ce ne era uno davvero par­ti­co­lare. Sta­va un po’ in dis­parte rispet­to agli altri e, all’apparenza, era anche ben più scarno e «rus­ti­co». Cos­ti­tu­ito in prat­i­ca da un tavo­linet­to ricop­er­to da una mod­es­ta tovaglia verde con dei grossi rica­mi nep­pure par­ti­co­lar­mente bel­li; dietro il ban­co, a turno, sta­vano un anziano sig­nore dal capel­lo canu­to e la den­tatu­ra seg­na­ta dal tem­po, ed uno invece sui trentac­inque anni. La mer­ce espos­ta, sebbene sim­i­le a quel­la pre­sente negli altri stand assai meno improvvisati, era invece pro­fon­da­mente diver­sa. Den­tro bot­tiglie piut­tosto scure e squadrate, con una etichet­ta caserec­cia gial­la su cui campeg­gia­va la scrit­ta «Olio del­la sol­i­da­ri­età extravergine grez­zo di oli­va», min­uziosa­mente ordi­nate come solo le per­sone anziane san­no fare, c’era l’olio. Il prez­zo di ogni bot­tiglia si aggi­ra­va attorno alle ven­tim­i­la lire, ma il val­ore di ogni bot­tiglia era in realtà assai più ele­va­to. Quel­lo era infat­ti l’olio prodot­to dal­la cura delle piante d’olivo, fat­ta da tre dis­abili psichi­ci del Prog­et­to Emanuele delle colonie alpine verone­si. Men­tre è rimas­ta sconosci­u­ta l’identità del pre­ciso «non­ni­no» canu­to, forse geome­tra in un’era prece­dente, la car­ta d’identità del gio­vane dietro al tavo­linet­to cor­rispon­de­va invece a quel­la del pres­i­dente dell’ente provin­ciale di assis­ten­za e benef­i­cen­za Amos Guat­ta Cal­di­ni. Il Prog­et­to Emanuele, in col­lab­o­razione con il cen­tro psichi­atri­co Self-help San Gia­co­mo di Verona, ha por­ta­to da cir­ca un anno ad Albisano, la frazione col­linare di Tor­ri, tre gio­vani dis­abili psichi­ci. Tre per­sone insom­ma, def­i­nite «mat­te» dal resto del­la soci­età, che stan­no cer­can­do un loro rein­ser­i­men­to sociale, gra­zie pro­prio a ques­ta inizia­ti­va. Che, a regime, potrà imp­ie­gare al mas­si­mo dieci per­sone negli uliveti di Albisano, di pro­pri­età delle colonie alpine. «Quest’olio», ha spie­ga­to Guat­ta Cal­di­ni, « deri­va dal lavoro di tre per­sone che, in poco più di un anno, sono rius­cite a pro­durne cir­ca 250 chilo­gram­mi e a risis­temare un olive­to. Il rica­va­to del­la ven­di­ta andrà intera­mente a favore del Prog­et­to Emanuele di Albisano, che sta restituen­do dig­nità di vita a questi par­ti­co­lari pazi­en­ti, qua­si tut­ti schizofreni­ci o depres­si. Non sarà un arric­chi­men­to eco­nom­i­co quel­lo prodot­to dal lavoro agri­co­lo dei dis­abili men­tali, ma cer­to non pote­vano pas­sare inosser­vati i ben­efi­ci che derivano invece a queste per­sone dal­la rein­te­grazione sociale». Che, come tale, non è sta­ta delle più sem­pli­ci, dato che in local­ità Bardi­no, dove ha sede la strut­tura per i dis­abili, le dif­fi­coltà di adat­ta­men­to inizial­mente sono state molte. Infat­ti, scale ed altro mate­ri­ale agri­co­lo di pro­pri­età delle colonie alpine, usato dai dis­abili, è sta­to ogget­to di fur­to nei mesi scor­si. Con il risul­ta­to di aggiun­gere dif­fi­coltà e dif­fi­den­za tra le per­sone ed il resto del­la comu­nità di Albisano. «Ma ora», ha con­clu­so Cal­di­ni, «le cose van­no meglio e forse, già in pri­mav­era, potremo aumentare il numero dei ragazzi da imp­ie­gare. Inoltre, anche la Comu­nità Mon­tana del si è inter­es­sa­ta a noi, pro­po­nen­do­ci di isti­tuire un pic­co­lo cen­tro sper­i­men­tale per l’ovicoltura. Vedremo se ques­ta ulte­ri­ore pos­si­bil­ità andrà in por­to, dopo il con­sid­erev­ole aiu­to e sosteg­no dato­ci dall’Amministrazione di Tor­ri, che ci ha pro­pos­to di essere pre­sen­ti a vendere l’olio alla fes­ta dell’oliva, e quel­lo dell’assessorato all’agricoltura del­la Provin­cia». Ger­ar­do Musuraca

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