Dibattito acceso nell’incontro alla Comunità del Garda

È battaglia sui livellitra sindaci e consorzi

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La splen­di­da vista sull’isola del Gar­da, ammi­ra­ta dagli uffi­ci dell’omonima Comu­nità, che ha sede nel­la pres­ti­giosa vil­la Mirabel­la a due pas­si dal Vit­to­ri­ale, non è servi­ta ad atten­uare lo scon­tro tra i sin­daci del Bena­co e i rap­p­re­sen­tan­ti dei respon­s­abili dei con­sorzi irrigui, Mas­si­mo Loren­zi e Car­lo Anselmi.Ci è volu­ta l’abilità del pres­i­dente del­la Aventi­no Frau per arrivare a un pun­to comune e riportare il dial­o­go su bina­ri più tran­quil­li. Pec­ca­to solo che il sin­da­co di Limone avesse già las­ci­a­to gli uffi­ci del­la Comu­nità. «È vero, è sta­to un con­fron­to fran­co, leale e aper­to, nel quale sono emerse pro­poste con­crete e real­iz­z­abili ed è sta­ta indi­vid­u­a­ta e con­di­visa una metodolo­gia di lavoro», affer­ma Frau al ter­mine del­la con­feren­za sul­la «Rego­lazione dei liv­el­li del Gar­da. Una nuo­va dis­ci­plina e un mod­er­no mod­el­lo di gestione».A rap­p­re­sentare la spon­da veronese il sin­da­co di Tor­ri, per­al­tro vicepres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, e il vice sin­da­co di Gar­da, Anto­nio Pasot­ti. Il pri­mo ha rimar­ca­to come «purtrop­po si con­tinui a par­lare di liv­el­li del Gar­da ma alla fine tut­to rimane come sem­pre lega­to alle bizze di Giove e Plu­vio». «Non dob­bi­amo solo sper­are nel­la neve in mon­tagna e nel­la piog­gia ma a soluzioni defin­i­tive dei prob­le­mi. Il ris­chio di un’altra sta­gione con il lago bas­so pre­oc­cu­pa per il dan­no d’immagine e la ricadu­ta sul territorio».A fugare i fan­tas­mi del recente pas­sato ci ha pen­sato l’ingegnere Lui­gi Mille, diri­gente dell’area idro­grafi­ca del Po lom­bar­do. «Le pre­vi­sioni per la nuo­va sta­gione non sono critiche. Ci han­no aiu­ta­to sen­za dub­bi le pre­cip­i­tazioni di fine gen­naio che ha ripor­ta­to il Gar­da a +64 sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera», ha spie­ga­to Mille, col sup­por­to di tabelle e grafi­ci che han­no mes­so in evi­den­za come negli ulti­mi cinque anni solo il 2004 non abbia cre­ato prob­le­mi. Poi è sem­pre sta­ta emer­gen­za. Ecco quin­di la neces­sità di rivedere il mod­el­lo di ges­tione vigente, vec­chio di oltre 40 anni e adeguar­lo ai nuovi reali bisog­ni, con par­ti­co­lare riguar­do all’uso tur­is­ti­co ed al sis­tema ambientale.Dal can­to suo Anto­nio Pasot­ti ha rib­a­di­to il con­cet­to espres­so dal sin­da­co di Salò, Giampiero Cipani, soste­nen­do come siano «nec­es­sari inter­ven­ti strut­turali e il ruo­lo del­la sul tema acque» sia «fon­da­men­tale, deci­si­vo e irri­n­un­cia­bile». Inoltre il vicesin­da­co di Gar­da e pres­i­dente dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si, ha rib­a­di­to la fer­ma oppo­sizione all’apertura del­la Gal­le­ria Adi­ge-Gar­da per innalzare il liv­el­lo del Bena­co riv­ol­gen­do l’invito ai con­sorzi agri­coli man­to­vani di non avan­zare pretese e accon­tentar­si dell’acqua rilas­ci­a­ta dal più grande lago d’Italia.«La nos­tra econo­mia si basa sul tur­is­mo e l’uso tur­is­ti­co delle acque deve essere tenu­to in grande con­sid­er­azione», ha innesca­to la mic­cia il pri­mo cit­tadi­no di Limone, Risat­ti provo­can­do la reazione degli uti­liz­za­tori man­to­vani di Valle. «Abbi­amo impara­to a gestire molto bene l’acqua e vale la pena ricor­dare che i mag­giori uti­liz­za­tori del Gar­da sono i laghi man­to­vani e le cen­trali per la pro­duzione d’energia», ha sen­ten­zi­a­to Mas­si­mo Loren­zi, pres­i­dente del Con­sorzio del Min­cio. «Noi usufruiamo dell’acqua del lago solo per tre mesi l’anno e quan­do siamo ai pri­mi d’agosto abbi­amo in prat­i­ca già esauri­to la nos­tra richi­es­ta per l’irrigazione delle colti­vazioni. Inutile chieder­ci poi di cam­biare le col­ture. La richi­es­ta dei prodot­ti agri­coli, come per il tur­is­mo, la fa il mer­ca­to non cer­to la Comu­nità del Gar­da e per­ciò chiedi­amo per la nuo­va sta­gione un mag­gior rilas­cio d’acqua nel­la misura del 10–15 per cen­to in più», ha con­clu­so Loren­zi provo­can­do la reazione dei sin­daci benacensi.«È nec­es­sario trovare soluzioni politiche con­di­vise e uti­liz­zare tut­ti la risor­sa acqua al meglio», ha prova­to a placare gli ani­mi il pri­mo cit­tadi­no di Nago-Tor­bole, Enio Bertoli­ni men­tre Loren­zi ha riget­ta­to l’immagine del con­sorzio man­to­vano come ente «man­gia­fuo­co dell’acqua». Alla fine il calumet del­la pace, con l’invito accolto a lavo­rare insieme con l’obiettivo pri­mo del­la sal­va­guardia del lago. Nelle con­clu­sioni il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, ha annun­ci­a­to la cos­ti­tuzione di un tavo­lo per­ma­nente per il con­trol­lo delle acque e di un osser­va­to­rio sci­en­tifi­co, seg­no del­la volon­tà comu­ni­taria di elab­o­rare un prog­et­to per il futuro, in cui i Comu­ni costieri siano forte­mente coin­volti nelle deci­sioni pur nel con­fron­to con tut­ti gli uti­liz­za­tori come con gli inter­es­si tur­is­ti­ci, agri­coli e idroelettrici.

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