Inedita contesa sulle spoglie del consorte della grande cantante lirica

È «duello» sulla salmadel marito della Callas

29/09/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Sem­bra non esser­ci pace per la cop­pia Menegh­i­ni-Callas, che a Sirmione visse il pro­prio idil­lio. Men­tre si cel­e­bra­no in tut­to il mon­do even­ti nel trenten­nale del­la morte di Maria Callas e si tor­na a fav­o­leg­gia­re sul «gial­lo» del­la sua morte, anche il suo defun­to pri­mo mar­i­to, il com­menda­tore Gio­van­ni Bat­tista Menegh­i­ni («Tit­ta»), tor­na alle cronache.L’occasione è data dall’insolita richi­es­ta del nipote di Menegh­i­ni, Pietro Caz­zarol­li, figlio del­la sorel­la, che invo­ca la traslazione del­la salma del­lo zio, sepol­ta nel cimitero di Sirmione. I par­en­ti vor­reb­bero trasferir­la a Zevio, in provin­cia di Verona.Meneghini visse a lun­go pro­prio nel pic­co­lo paese veronese da dove è par­ti­ta nelle set­ti­mane scorse una let­tera, con­trofir­ma­ta anche dal sin­da­co Pao­lo Loren­zoni, con des­ti­nazione il Comune di Sirmione: chiede­va appun­to la traslazione del­la salma.[FIRMA]GARBATA ma decisa la rispos­ta del sin­da­co bres­ciano, Mau­r­izio Fer­rari. La salma del mar­i­to del grande sopra­no res­ta nel cimitero di via Colom­bare, dove lo stes­so com­menda­tore chiese di essere sep­pel­li­to con dichiarazioni rese sia ver­bal­mente alla fedele gov­er­nante Emma Brut­ti, scom­parsa due anni fa, sia con atto scritto.Tra l’altro, anche sua moglie Maria Callas ave­va più volte espres­so il deside­rio di vol­er morire un giorno a Sirmione e di essere lì sepol­ta. E sem­pre nel cimitero del­la cit­tad­i­na garde­sana ha volu­to essere sep­pel­li­ta, a fian­co del­la tom­ba di «Tit­ta» Menegh­i­ni, anche la sig­no­ra Emma. Dunque, nes­suno spi­raglio sem­bra esser­ci per la richi­es­ta avan­za­ta dal nipote.Ma c’è un altro aspet­to di non poco con­to. Menegh­i­ni non ave­va gran­di rap­por­ti con i suoi par­en­ti già pri­ma di morire. Una vol­ta pub­bli­ca­to il suo tes­ta­men­to (sti­la­to dal notaio Mario Mas­trel­li di Desen­zano), si accese una dis­pu­ta legale tra i par­en­ti e la gov­er­nante, indi­ca­ta quale erede uni­ca. Le numerose cause giudiziarie ven­nero, però, tutte riget­tate. Menegh­i­ni morì nell’ospedale di Desen­zano nel 1981.