Un’assemblea pubblica manda in archivio le polemiche sull’ampliamento. Don Evelino al Comune: «Lavoriamo in armonia»

E’ finita la guerra del cimitero

05/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Sull’ampliamento del cimitero, è arriva­ta la schiari­ta nei rap­por­ti tra i par­ro­ci e l’Amministrazione comu­nale di Sirmione. Nel cor­so dell’assemblea pub­bli­ca dell’altra sera, orga­niz­za­ta dal Comune sull’argomento, il par­ro­co del cen­tro stori­co mon­sign­or Eveli­no Dal Bon ha chiar­i­to che «bisogna lavo­rare in con­cor­dia e ren­dere più respon­s­abili i cit­ta­di­ni nelle scelte del­l’am­min­is­trazione». Un ramoscel­lo d’olivo impens­abile fino a poco tem­po fa, quan­do l’intervento del Comune sul cimitero di Sirmione ave­va sus­ci­ta­to non poche proteste. Il reli­gioso ha così chiar­i­to come la sua let­tera, invi­a­ta tem­po fa al sin­da­co di Sirmione Mau­r­izio Fer­rari, a propos­i­to dei lavori di ampli­a­men­to del cimitero di Colom­bare — un’opera che ave­va soll­e­va­to malu­mori in parec­chi fedeli — dovesse essere inter­pre­ta­ta come un invi­to al dial­o­go e non come l’occasione per una polem­i­ca. Come ripor­ta­to dal nos­tro gior­nale nei giorni scor­si, il fac­cia a fac­cia poi c’è sta­to ma tra alcu­ni cit­ta­di­ni e gli ammin­is­tra­tori comu­nali inter­venu­ti al dibat­ti­to, con in tes­ta il sin­da­co Fer­rari. Sec­on­do alcu­ni abi­tan­ti, l’ampliamento del­l’u­ni­co cimitero di Sirmione non avrebbe dovu­to essere ind­i­riz­za­to ver­so la stra­da prin­ci­pale, cioè via Colom­bare, ma in altre zone. Al dibat­ti­to era­no pre­sen­ti anche alcu­ni com­po­nen­ti del­la Com­mis­sione edilizia: Agosti­no Domene­go­ni, Save­rio Bar­bi­eri, Car­lo Cosaro, e il con­sigliere d’op­po­sizione diessi­no Mario Vis­con­ti. «Trat­tan­dosi di un prog­et­to che riguar­da­va l’in­tera popo­lazione bisog­na­va ascoltar­la, non decidere su due pie­di e bas­ta! Noi non dele­git­timi­amo la mag­gio­ran­za — spie­ga Vis­con­ti — però era nec­es­sario che l’al­larga­men­to del cimitero venisse dis­cus­so in un’ap­posi­ta assem­blea pub­bli­ca, e non nascon­der­si dietro all’e­len­co smisura­to delle opere pub­bliche illus­tra­to fra l’al­tro nel bilan­cio pre­ven­ti­vo». Le soluzioni prat­i­ca­bili era­no tre: allargare la strut­tura ver­so la stra­da provin­ciale, costru­irne un sec­on­do, appli­care una rotazione dei loculi (dopo 30 anni o dopo 10 anni per chi è sepolto nel­la ter­ra). La giun­ta Fer­rari ha opta­to per la pri­ma, per­chè come spie­ga a Bres­ciaog­gi l’asses­sore Sig­nori, «costru­irne uno nuo­vo non era pos­si­bile, non essendo­ci ter­reni idonei che avessero almeno 300 metri di zona di rispet­to da inse­di­a­men­ti civili o indus­tri­ali nel ter­ri­to­rio comu­nale». Inoltre, «con il nuo­vo inter­ven­to sarà pos­si­bile real­iz­zare alla fine ben 800 nuovi locali che dovreb­bero risol­vere i prob­le­mi nei prossi­mi 15 anni». Sem­pre Sig­nori ha poi sot­to­lin­eato che «il prog­et­to è sta­to pre­sen­ta­to ben tre volte alla Com­mis­sione edilizia con gli aggius­ta­men­ti richi­esti, e alla fine c’è sta­to l’u­nanime con­sen­so di tut­ti. Anche l’Asl e la Soprint­en­den­za — con­tin­ua Sig­nori — han­no pos­to dei pre­cisi vin­coli, non era pos­si­bile derog­a­re, nè rin­viare anco­ra i lavori: il cimitero ci è sta­to las­ci­a­to con pochissi­mi loculi a dis­po­sizione». Qual­cuno ha crit­i­ca­to il prog­et­to del Comune, asseren­do che l’am­pli­a­men­to avrebbe potu­to essere effet­tua­to in direzione del lago, il cui spazio è divi­so però dal­l’area occu­pa­ta dal campeg­gio Sirmione. Anche ques­ta pro­pos­ta, sec­on­do il Comune, «era asso­lu­ta­mente imprat­i­ca­bile». Comunque, i lavori pros­eguono alacre­mente e tra qualche mese dovreb­bero essere fini­ti. Speran­do che ven­ga accolto il mes­sag­gio di pace e con­cor­dia lan­ci­a­to da do n Eveli­no.