Iniziativa degli esercenti che si sono autotassati per rivitalizzare la zona. Si suona alla sera nelle piazzette e sul pontile del porto Gli albergatori: «Bisogna trasformarlo in salotto»

E’ il lungolago delle note

20/07/2001 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

La musi­ca è tor­na­ta a impos­ses­sar­si del lun­go­la­go. Il mart­edì e il giovedì sera si suona in piaz­za Cat­ul­lo, il lunedì e il ven­erdì in piazzetta Riv­et­ta o sul pon­tile del por­to. Altri con­cer­ti­ni sono pro­gram­mati al Lido e nel­la fas­cia a lago dopo il munici­pio. Era da anni che bar e ris­toran­ti non pro­ponevano sis­tem­ati­ca­mente intrat­ten­i­men­ti musi­cali per i loro ospi­ti. Adesso potrete trovare una vol­ta un sas­so­fon­ista, un’altra un tastierista: easy lis­ten­ing, qualche bra­no di moda. L’iniziativa è degli oper­a­tori eco­nomi­ci del­la zona, che han­no deciso di con­tribuire a riv­i­tal­iz­zare il lun­go­la­go, auto­tas­san­dosi. E l’Amministrazione comu­nale ha vis­to di buon occhio la cosa. «Quan­do gli eser­centi del lun­go­la­go ci han­no fat­to ques­ta pro­pos­ta — spie­ga l’assessore al tur­is­mo Anto­nio Pasot­ti — ci siamo subito mes­si a dis­po­sizione per quan­to di com­pe­ten­za del Comune. Vor­rei sot­to­lin­eare pro­prio il fat­to che si è trat­ta­to di una scelta spon­tanea degli eser­centi, e questo è estrema­mente pos­i­ti­vo, seg­no di una reale volon­tà di con­tribuire a rin­gio­vanire e riv­i­tal­iz­zare la pro­pos­ta di intrat­ten­i­men­to del­la nos­tra local­ità». La scelta degli oper­a­tori eco­nomi­ci del lun­go­la­go è vista molto pos­i­ti­va­mente anche dall’associazione alber­ga­tori. «Si trat­ta di una bel­la inizia­ti­va — com­men­ta Alessan­dro Borel­li, pres­i­dente degli alber­ga­tori del Gar­da -, che fa muo­vere il paese. Quan­do sono arriva­to a Gar­da, nell’86, ques­ta era davvero la cap­i­tale del lago. Oggi siamo in ritar­do rispet­to ad altre local­ità. Non sono per scopi­az­zare gli altri pae­si: ognuno deve avere la sua fisiono­mia. Ci sarà chi fa la scelta del­la dis­cote­ca, chi pun­terà sui gran­di con­cer­ti. A Gar­da vor­rei che ci dis­tingues­si­mo per un lun­go­la­go trasfor­ma­to in un vero e pro­prio salot­to, dove si può pas­sare una ser­a­ta roman­ti­ca. Un lun­go­la­go come quel­lo di Gar­da non ha con­fron­ti con nes­sun altro paese riv­ieras­co: la musi­ca può davvero trasfor­mar­lo in un luo­go spe­ciale, ric­co di fas­ci­no. Piz­za e gela­to ci sono dap­per­tut­to: sono l’accoglienza, l’atmosfera che fan­no la dif­feren­za. Ma vis­to come si stan­no met­ten­do le cose, sono fiducioso che ci sia un vero cam­bi­a­men­to di ten­den­za rispet­to agli anni scor­si». Cer­to, a qual­cuno la musi­ca dà qualche noia. Non tut­ti gli abi­tan­ti del­la zona a lago del paese gradis­cono ques­ta ven­ta­ta di musi­cal­ità dif­fusa, e mag­a­ri preferireb­bero un po’ più di qui­ete. «Capis­co che a qual­cuno pos­sa dare un po’ di fas­tidio avere la musi­ca sot­to casa — dice l’assessore Pasot­ti -, ma d’altra parte intrat­tenere gli ospi­ti è un’esigenza fon­da­men­tale in un paese che vive di tur­is­mo». «Cre­do che l’importante sia sta­to com­in­cia­re — dice Borel­li — e poi si potrà miglio­rare. Quan­do si par­la di musi­ca, si può trattare anche di un vio­li­no o di un pianoforte che non han­no bisog­no di ampli­fi­cazione. Oppure si potrebbe pen­sare a dei pic­coli altopar­lan­ti sot­to gli alberi del lun­go­la­go, in modo da dif­fondere la musi­ca sen­za grande ampli­fi­cazione. Ma l’importante, ripeto, è che qual­cosa si sia mosso».