La confraternita di Marco Bisagno ospite di Soriano del Cimino

E il marrone punta a ottenere il marchio europeo

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti Angelo Peretti

Si com­in­cia con il palio delle con­trade e si chi­ude, una set­ti­mana dopo, col fas­toso cor­teo stori­co; la sagra delle castagne di Sori­ano nel Cimi­no, popoloso cen­tro del Viterbese, è davvero una grossa man­i­fes­tazione. Quest’anno tra i set­te­cen­to per­son­ag­gi in cos­tume che han­no sfi­la­to, applau­di­tis­si­mi, nelle vie del bor­go medievale c’erano anche i com­po­nen­ti del­la Com­pag­nia de la castagna dei Pal­a­di­ni di Cà Mon­tagna, la con­fra­ter­ni­ta nata a San Zeno di Mon­tagna per val­oriz­zare le tradizioni e la gas­trono­mia del Monte . «Abbi­amo rice­vu­to un’accoglienza stra­or­di­nar­ia e da parte nos­tra pen­si­amo di aver con­tribuito a rin­sal­dare ulte­ri­or­mente quel vin­co­lo d’amicizia che lega San Zeno di Mon­tagna e Sori­ano nel Cimi­no» dice il gran Pal­adi­no del­la Com­pag­nia, l’avvocato Mar­co Bis­ag­no. «Con gli ami­ci di Sori­ano», gli fa eco il sin­da­co di San Zeno, Cipri­ano Castellani,«c’è una col­lab­o­razione che dura ormai da quindi­ci anni. Loro parte­ci­pano alla nos­tra sagra delle castagne con il grup­po degli spadac­ci­ni e degli sbandier­a­tori, noi ricam­bi­amo ogni anno la visi­ta». Il fra la local­ità baldense e quel­la viterbese pog­gia sul­la comune tradizione cas­tan­i­co­la. Un legame «all’insegna comun del­la castagna», insom­ma, come ha recita­to il «can­tore» del­la Com­pag­nia, Fran­co Ravazz­in (in arte Rava) coi ver­si com­posti per l’occasione. Il mar­rone di San Zeno aspi­ra a ottenere dall’Unione euro­pea il mar­chio dell’indicazione geografi­ca pro­tet­ta. La castagna, insieme con le noc­ci­ole e con le noci, rap­p­re­sen­ta tut­to­ra la voce prin­ci­pale del­l’e­cono­mia sori­anese, fon­dal­men­tal­mente agri­co­la: i castag­neti sono tenu­ti come dei gia­r­di­ni. I mar­roni balden­si e le castagne sori­ane­si sono insom­ma entram­bi prodot­ti di qual­ità: che pri­ma o poi la cas­tan­i­coltura delle due local­ità dovesse trovare un pun­to di con­tat­to era scrit­to. Ad accogliere la del­egazione di San Zeno c’erano il com­mis­sario stra­or­di­nario del Comune di Sori­ano, Mario Rosario Ruf­fo, e il suo vice Giuseppe Gaiano, insieme coi pres­i­den­ti del­la Pro loco e dell’ente sagra, Ser­gio Reg­is e Quin­to Berti, e all’infaticabile Ange­lo Mas­celli­ni, ani­ma­tore del palio e fau­tore del gemel­lag­gio San Zeno-Sori­ano. Anche il club enogas­tro­nom­i­co viterbese, cap­i­tana­to da Fran­co Con­fi­dati, ha volu­to ess­er del­la par­ti­ta, orga­niz­zan­do per la del­egazione di San Zeno un pran­zo a base dei del­la zona. E ovvi­a­mente non pote­va man­care la tipi­ca zup­pa di ceci e castagne. Che fa un po’ il paio col mine­strone di mar­roni e fagi­oli del­la tradizione di San Zeno di Montagna.

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