Un vino da riscoprire

È il «Moro dal Castel» il rosso che punta all’etichetta del paese

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Di Luca Delpozzo
Castelnuovo del Garda

Castel­n­uo­vo risco­pre il suo . Pochi san­no che un “par­ente” un po’ meno nobile del e del Cus­toza ha casa nel ter­ri­to­rio di Castel­n­uo­vo. Il “Moro dal Cas­tel”, un rosso cor­poso con numero lim­i­ta­to di bot­tiglie prodotte, ha trova­to col­lo­cazione nel­la sto­ria del paese. Per­ché è sta­to lo stes­so Comune a deposi­tarne il mar­chio. Un insieme di uve (gran parte di Rondinel­la, Sauvi­gnon, Corvi­none) ne com­pon­gono la qual­ità. Ma quel che più con­ta è che dal 1996 se ne par­la con mag­giore insis­ten­za e con l’intenzione di dif­fonderne il nome sul mer­ca­to. Da sei anni, infat­ti, è cel­e­bra­ta in paese, la sec­on­da domeni­ca di set­tem­bre, la Fes­ta delle uve. Un appun­ta­men­to carat­ter­is­ti­co per­chè nel castel­lo di Castel­n­uo­vo viene rie­vo­ca­to quan­to avveni­va in pas­sato con l’invecchiamento del vino nelle bot­ti di rovere. E’ sta­to cre­ato anche un piat­to tipi­co cui abbina­rne le pecu­liar­ità: bigoli con l’ana­tra, in alter­na­ti­va tagli­atelle con la lep­re. Una bel­la tradizione riesuma­ta per garan­tire sod­dis­fazione a tut­ta la popo­lazione ed in par­ti­co­lare agli agri­coltori del­la zona, che van­no fieri del loro prodot­to, ne descrivono le carat­ter­is­tiche e ne van­no gelosi come i migliori dei viti­coltori. Castel­n­uo­vo, quin­di, vuole accel­er­are i tem­pi ver­so il riconosci­men­to di un vino che crea tipic­ità al paese, e vuole far­lo con mag­giore con­ti­nu­ità ed enfasi rispet­to alla sola fes­ta del­l’u­va. Man­i­fes­tazione, quest’ul­ti­ma, che spon­soriz­za il prodot­to e la ven­di­ta, ma che rimane un appun­ta­men­to un po’ trop­po iso­la­to nel panora­ma gen­erale di pro­mozione del cal­en­dario enogas­tro­nom­i­co locale. Ecco per­ché il “Moro dal Cas­tel”, pur non van­tan­do un pro­prio dis­ci­pli­nare, gode però di uno statu­to. E’ un pas­so avan­ti rispet­to al pas­sato. Insom­ma l’im­por­tan­za di riconoscer­si, come paese, sot­to “l’etichet­ta” di un vino gen­eroso, tro­va i cit­ta­di­ni di Castel­n­uo­vo tut­ti con­cor­di e tut­ti impeg­nati nel pro­muoverne la conoscen­za. E’ una bandiera che vale la pena far sven­to­lare sem­pre più in alto.

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