Ha fatto il taxista per una vita e a 91 anni non molla il volante. L’Amministrazione ha donato una targa al merito ad Alessandro Reversi

E’ il patentato più longevo del lago

Di Luca Delpozzo
Massimo Zuccotti

Alessan­dro Rever­si ha fes­teggia­to in questi giorni i 91 anni con una for­ma fisi­ca invidi­a­bile: cos­ti­tuzione atlet­i­ca, salute di fer­ro, nes­sun uso di occhiali o bas­tone. Dopo qua­si vent’anni dal­la pen­sione, il miti­co taxista è anco­ra oggi un prover­biale auto­mo­bilista, pron­to a sgri­dare il mec­ca­ni­co se rego­la male il min­i­mo o il gio­co delle valv­ole. Gui­da per le strade del lago o sui mon­ti del Trenti­no e, lun­gi dal con­sid­er­ar­si un anziano autista, ha ben pen­sato di instal­lare in auto autora­dio e tele­foni­no Gsm. Nel­la sua vita Rever­si di chilometri ne ha per­cor­si vera­mente tan­ti. Negli anni ’30, appe­na pre­sa la patente, ha guida­to un camion Cit­roen 6 cilin­dri: la mit­i­ca ver­sione con fari esterni e baule appli­ca­to a sbal­zo sul­la fian­ca­ta; ci trasporta­va per­sone. Passò poi al trasporto mer­ci al volante di camion Mer­cedes degli anni ’40. Gli anni del­la guer­ra li sol­cò sem­pre sui mezzi pesan­ti: da mil­itare pilotò dal Fiat 626 al Bianchi Milles, dall’Isotta Fras­chi­ni. Alla fine del con­flit­to si tro­vò anco­ra una vot­la a tu per tu con i camion, lavo­ran­do preva­len­te­mente con il «Super Tau­rus». In tal peri­o­do acquistò pure una moto Guzzi, gius­to per inter­calare un mez­zo dal sapore diver­so. L’epopea dei camion finì all’inizio degli anni ’60, peri­o­do nel quale Alessan­dro Rever­si intrap­rese una nuo­va avven­tu­ra, sem­pre al volante: diven­tò auto­mo­bilista allo­ra chiam­a­to di «servizio pub­bli­co», cioè taxista. Fu uno dei pri­mi taxi ad oper­are sul Gar­da, maci­nan­do mil­ioni di chilometri fino alla pen­sione. Una curiosità: la pro­fes­sione fu con­dot­ta sem­pre su mezzi ital­iani di casa Fiat. Dal­la Fiat 1300 all’ amer­i­caneg­giante Fiat 2300; dal­la robustis­si­ma Fiat 124 fino alla popo­lare Fiat 128. Una vera e pro­pria fedeltà alla casa tori­nese. Ma quel­lo che più con­ta è che la sua opera di taxista con­tribuì allo svilup­po dell’economia tur­is­ti­ca sul lago: il boom di quegli anni fu infat­ti sup­por­t­a­to da queste pio­nieris­tiche fig­ure pro­fes­sion­ali che, con il loro impeg­no, fecero nascere quel­li che in segui­to saran­no chia­mati i servizi a sup­por­to del tur­is­mo. Alessan­dro Rever­si è sta­to fes­teggia­to in munici­pio e ha rice­vu­to una tar­ga dall’assessore al commercio.