Boschelli è stato premiato a Bardolino per l’oro ai mondiali di canottaggio, Policante è ai vertici in Italia con la sua bici. Nemmeno 18 anni, primeggiano nel canottaggio e nel bike trial

È il tempo dei campioni in erba

31/08/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Lo sport: tiran­no che affasci­na e seduce. L’incontenibile gioia del­la medaglia arriva­ta dopo esten­u­an­ti allena­men­ti, nel­lo stes­so tem­po è moti­vazione per nuovi sac­ri­fi­ci ver­so altri allori. È così per chi fa del­lo sport una pro­fes­sione. Pao­la Pez­zo, per esem­pio, dopo aver nuo­va­mente vin­to a 36 anni il tito­lo ital­iano, madre di un bam­bi­no di quat­tro anni e due volte cam­pi­ones­sa olimpi­ca, euro­pea e del mon­do, si tro­va proi­et­ta­ta ai mon­di­ali di moun­tain bike a Livi­g­no nel­la spe­cial­ità del Cross coun­try. Ma è così anche per Mat­tia Boschel­li, il ragaz­zone del­la Can­ot­tieri , che a Bran­de­bur­go ha vin­to una pres­ti­giosa medaglia d’oro ai mon­di­ali junior di can­ot­tag­gio. Reduce dal­la vacan­za e ammaglia­to dai fes­teggia­men­ti si tro­va già impeg­na­to ad allenar­si per parte­ci­pare, per la Can­ot­tieri Bar­dolino, ai cam­pi­onati ital­iani di can­ot­tag­gio del 18 set­tem­bre all’ di . «È un impeg­no in più di quan­to fat­to allenan­do­mi per una sta­gione intera nel quat­tro di cop­pia», mette in chiaro Mat­tia, pre­mi­a­to saba­to scor­so dal sin­da­co Pietro Meschi e dagli asses­sori Francesco Mar­chiori, Gabriele Zorzi e Plinio Boni, alla pre­sen­za di gen­i­tori e famil­iari oltre che di un folto grup­po di rap­p­re­sen­tan­ti delle soci­età sportive, «non so se rius­cirò a farcela nel sin­go­lo. Ce la met­terò tut­ta». A gioire del risul­ta­to è tut­ta la Can­ot­tieri Bar­dolino, che ha accolto nei suoi ranghi Mat­tia quan­do ave­va 10 anni. «Coro­na anni di lavoro», dice il tec­ni­co Luca Cal­dana, «con la Can­ot­tieri che ha rac­colto l’esperienza di Mat­tia e degli allena­tori fed­er­ali che lo han­no segui­to in questi ulti­mi anni». Una Can­ot­tieri cresci­u­ta? «Cer­to, non solo come numero di atleti, una trenti­na, ma anche», pun­tu­al­iz­za l’allenatore, «come qual­ità nel modo di inter­pretare il can­ot­tag­gio». «Tra una quindic­i­na di giorni all’idroscalo di Milano per i cam­pi­onati ital­iani oltre che nel sin­go­lo junior con Mat­tia, sare­mo pre­sen­ti nel doppio di cop­pia, sem­pre junior, con Pao­lo Lonar­di e Ste­fano Manci­ni e con Fed­er­i­ca Sar­tori e Glo­ria De Car­li. Inoltre ci sarà Dev­id Brus­co, richiesto dal­la can­ot­tieri di Pado­va per l’otto senior pesi leg­geri». Sof­fer­mi­amo­ci su Mat­tia. «L’anno prossi­mo, com­piu­ti i 18 anni, Mat­tia pas­sa senior under 23. Il ten­ta­ti­vo nos­tro, ovvi­a­mente per far­lo pros­eguire nel­la car­ri­era nel migliore dei modi», pros­egue Cal­dana, «sarebbe quel­lo di far­lo entrare in un Cor­po di Sta­to: Fore­stale, Fiamme Gialle o Fiamme Oro. A sal­va­guardia questo degli impeg­ni di stu­dio del ragaz­zo che deve fare la matu­rità ed entrare all’. Non è facile, però la medaglia con­quis­ta­ta a Bran­de­bur­go è un otti­mo las­cia pas­sare, apre tante porte». Mat­tia intan­to è felice e sti­mo­la­to da Lavinia, la fidan­zati­na romana. «È venu­ta a trovar­mi a Bran­de­bur­go, con­tentis­si­ma del­la medaglia: la cosa più bel­la che le potes­si regalare, mi ha det­to». Ora c’è in bal­lo la matu­rità e il pas­sag­gio ai senior. «C’è la pro­pos­ta del­la soci­età Sport Fiat di Tori­no. Potrebbe essere una soluzione». (a.j.) Lazise. Ha 15 anni ed è già un cam­pi­one ital­iano. Si è guadag­na­to l’alloro in una delle spe­cial­ità sportive meno note e più entu­si­as­man­ti: il tri­al moto. Francesco Poli­cante, classe 1990, di Lazise, timi­do e tran­quil­lo, non fa cer­to pesare la sua splen­di­da affer­mazione. Intan­to si allena e pen­sa ai mon­di­ali del 2006, quan­do avrà 16 anni. Il suo spazio di allena­men­to se lo è ritaglia­to nel gia­rdi­no di casa. È lì che scav­al­ca grossi tubi e agglomerati in cemen­to delle forme più diparate. Ma non dis­deg­na le rive del lago. Si allena anche sulle pietre dis­eguali che for­mano i frangi­flut­ti, in par­ti­co­lare sul lun­go­la­go Cavaz­zoc­ca Maz­zan­ti, spazio tut­to pedonale. I suoi bruschi movi­men­ti su una bici con ruote da 20 pol­li­ci , tut­ta in allu­minio e titanio, pro­prio sulle pietrone del lun­go­la­go, met­tono in agi­tazione quan­ti se lo trovano improvvisa­mente davan­ti. Fan­no pen­sare a uno scapes­tra­to a cac­cia di bra­vate. Ma non è così: Francesco si allena e cer­ca di man­ten­er­si in for­ma per dare il meglio di se stes­so nelle gare nazion­ali. «Ho inizia­to qua­si per caso», spie­ga Francesco, «con il tri­al in moto. Mio padre è un appas­sion­a­to di motori e fin da gio­vanis­si­mo mi ha fat­to provare l’ebrezza del­la motoret­ta. Ma la bici ha pre­so il sopravven­to. Siamo par­ti­ti, per gio­co, in cinque o sei, ma mi sono affer­ma­to solo io, per il mio impeg­no costante. È sta­ta una sfi­da com me stes­so». Oltre al suo impeg­no, i risul­tati altret­tan­to impor­tan­ti sono arrivati anche gra­zie alla gui­da sapi­ente del mae­stro. Simone Tez­za è sta­to sicu­ra­mente colui che ha cre­du­to in Francesco. E non si era sbaglia­to. Ginoc­chiere, cas­co, parastinchi e guan­ti sono le armi del mestiere. Sen­za questo pic­co­lo arma­men­tario non si può par­tire fare . Ma non serve nem­meno molto per avere una bici­clet­ta con cop­er­toni resisten­ti e freni idrauli­ci. Così ci si cimen­ta in uno sport che impaz­za in Spagna, Fran­cia e Svizzera. Con 1500 euro di inves­ti­men­to si può avere a dis­po­sizione un mez­zo molto vali­do per le com­pe­tizioni anche inter­nazion­ali. «I mag­giori cam­pi­oni europei e mon­di­ali sono pro­prio spag­no­li», spie­ga Gian­fran­co Poli­cante, padre di Francesco, che lo segue dap­per­tut­to, «e in Italia la Fic, fed­er­azione ciclis­ti­ca ital­iana, non è molto disponi­bile a viva­ciz­zare ques­ta dis­ci­plina, che appas­siona in par­ti­co­lare i più pic­coli. C’è solo l’Unione ital­iana sport per tut­ti che gestisce ques­ta spe­cial­ità. Spe­ri­amo che una mag­gior conoscen­za del­lo sport ne favorisca la cresci­ta». I pri­mi a cred­er­ci sono sta­ti gli oper­a­tori di Ciclo­ma­nia di Bus­solen­go. Sono loro che stan­no por­tan­do sulle piazze ital­iane alcune man­i­fes­tazioni legate al bike tri­al. «Han­no mes­so a dis­po­sizione un cam­po per gli allena­men­ti», spie­ga anco­ra Francesco Poli­cante, «e stan­no cer­can­do di atti­vare nuove inizia­tive per favorire la cresci­ta di un vivavio e la conoscen­za di questo sport».

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