I danni nel Comune sono pesantissimi. Allagati numerosi negozi e ristoranti

È in ginocchio l’economia di Lazise

05/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lazise

Dieci minu­ti di apoc­alisse fra la notte del saba­to e l’alba del­la domeni­ca. Due tem­po­rali susse­gui­tisi uno dopo l’altro che han­no vera­mente raso al suo­lo il morale dei cit­ta­di­ni di Lazise. Una trom­ba d’aria che ha por­ta­to sui cieli di Lazise, da Fos­salta fino a , a Pas­tren­go e perfi­no a Cavaion ed Affi una vera dis­truzione sen­za pietà. Gran­dine grande come delle pesche, mista a ven­to ed acqua con una vio­len­za inau­di­ta. Occorre, a memo­ria d’uomo, rian­dare al 1929 per mis­urare un fenom­e­no dis­trut­ti­vo anal­o­go. E in poco più di dieci, dod­i­ci minu­ti ha stra­volto la vita, meglio il son­no di oltre 60.000 per­sone. Tende volate nel lago e scar­aven­tate sulle ban­chine, autovet­ture criv­el­late di colpi, cristal­li in fran­tu­mi, lucernari maci­ul­lati, polver­iz­za­ti, acqua nei negozi e nei ris­toran­ti. Veri e pro­pri fiu­mi parti­vano dal­la statale garde­sana per il lago. Il lago infu­ri­a­to e pau­roso. Oltre il 60 per cen­to dei tet­ti è divel­to con cep­pi e tegole da sos­ti­tuire. In cam­po i vig­ili del fuo­co che non sono rius­ci­ti che a pro­durre che qualche pal­lia­ti­vo al fenom­e­no. Più di due terzi del­la zona è rimas­ta sen­za ener­gia elet­tri­ca fino al pomerig­gio di domeni­ca. Le zone più col­pite a liv­el­lo res­i­den­ziale sono le local­ità Zap­po e Paiari. A farne le spese anche le scuole medie, con gravi dan­ni, parte del palaz­zo munic­i­pale, il campeg­gio munic­i­pale in misura molto significativa.