Dal 3 al 5 settembre torna a Capolaterra la tradizionale manifestazione tra gastronomia e storia. I contadini dovevano regalarla al padrone, poi escogitarono uno stratagemma

E la festa nacque con il ratto della «nedra»

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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Anche quest’ anno come da tradizione tor­na in piaz­za Garibal­di l’antica fes­ta dell’Anitra, orga­niz­za­ta dal­la par­roc­chia San Gio­van­ni e dal comi­ta­to di Cap­o­later­ra che col­lab­o­ra anche con altri grup­pi di volon­tari­a­to desen­zane­si, coor­di­nati da Flavio Falap­pi. Da più di un sec­o­lo la par­roc­chia di Cap­o­later­ra cel­e­bra il suo patrono San Gio­van­ni Decol­la­to, la cui ricor­ren­za cade ai pri­mi di set­tem­bre. La fes­ta era inizial­mente di carat­tere reli­gioso, poi ha acquis­ta­to un carat­tere più popo­lare. Nel 1800 a Cap­o­later­ra abita­vano alcu­ni pro­pri­etari ter­ri­eri, che in occa­sione di San Gio­van­ni, riceve­vano dai mez­zadri di Vac­caro­lo, San Pietro e Cen­te­naro un’omaggio in natu­ra, soli­ta­mente l’anitra più bel­la del pol­laio. Un anno un con­tadi­no pen­sò ad uno strat­a­gem­ma per non regalare l’anitra ma «sep­pel­lir­la» in famiglia, con un buon rosso a far da cer­i­moniere: tagliò le zampe palmate e le legò not­tetem­po alla maniglia del por­tone del suo pro­pri­etario per mostrare l’avvenuta con­seg­na, purtrop­po non anda­ta a buon fine. Dall’anno suc­ces­si­vo molti altri con­ta­di­ni seguirono l’esempio del loro col­le­ga astu­to. Ecco allo­ra che la ricor­ren­za di San Gio­van­ni Decol­la­to venne sopran­nom­i­na­ta fes­ta dell’Anitra, o meglio fes­ta del­la «Nedra». Ma Falap­pi rac­con­ta anche un’altra sto­ria. Quel­la di una fontana pub­bli­ca costru­i­ta in una notte nel 1937 sem­pre in occa­sione del­la fes­ta dell’Anitra per far vedere a tut­ti che se è pos­si­bile fare una cosa per il bene pub­bli­co se lo si vuole. Cap­o­later­ra chiede­va all’allora Podestà un’abbellimento del­la sua piaz­za Garibal­di con una fontana ma sen­za esi­to. E così ad alcu­ni abi­tan­ti venne l’idea di costru­ir­si la fontana in mez­zo alla piaz­za in occa­sione del­la fes­ta dell’Anitra. La fontana venne edi­fi­ca­ta in una notte e durò per il peri­o­do del­la fes­ta. L’acqua veni­va dal Rio Pescala che allo­ra pas­sa­va vici­no al «Cin­e­ma Garibal­di» e dopo aver fat­to fun­zionare la fontana, anda­va a finire nel fos­sato che allo­ra cir­con­da­va le mura del castel­lo (oggi è un parcheg­gio). Il seg­nale fu lan­ci­a­to e infat­ti la fontana pub­bli­ca nel­la piaz­za venne fat­ta davvero, e quel­la orig­i­nale rimase solo un pic­co­lo quadret­to dip­in­to da Gero­lamo Torazz­i­na nel 1968. Fino al sec­o­lo scor­so in piaz­za Garibal­di era tut­ta cam­pagna e si tene­va un mer­ca­to del bes­ti­ame. Tra i pla­tani e i pali che delin­ea­vano la piaz­za, con le corde si crea­vano recin­ti per il bes­ti­ame e le corde tirate ser­vivano anche per sten­dere i pan­ni fres­chi di bucato.

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