La signora Menotti abita sul monte da 40 anni, la funivia antidoto alla malinconia

È la vera Flora del Baldo

14/02/2001 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
s.j.

Una vita in funi­via. Flo­ra Menot­ti vive ormai da qua­si 40 anni ai 1760 metri di Trat­to Spino, uno splen­di­do bal­cone sul , pron­to ad abbrac­cia­re i tur­isti una vol­ta sce­si dall’impianto di risali­ta che col­le­ga il cen­tro lacus­tre al Monte . E pro­prio a due pas­si dal­la stazione funi­co­lare sorge la Bai­ta dei For­ti, luo­go di ris­toro che non conosce giorni di chiusura. A gestire il locale Flo­ra Menot­ti, orig­i­nar­ia di Varone pic­co­lo paese vici­no a Riva del Gar­da e famoso per la sua cas­ca­ta che pre­cipi­ta da un’altezza di cen­to metri in una for­ra sca­v­a­ta dall’acqua in 20 mila anni. Non nasconde la sua età la sig­no­ra del Bal­do, un nome su misura per le cime verone­si famose in tut­to il mon­do per l’orto botan­i­co, i panora­mi moz­zafi­a­to e la .. flo­ra (quel­la con la f minus­co­la ovvi­a­mente). Ormai prossi­ma alle 72 pri­ma­vere dis­pen­sa dal­la fine del 1963 grappe ma soprat­tut­to sor­risi agli avven­tori del­la sua bai­ta. Arrivò qui pochi mesi dopo l’apertura del­la Funi­via, giug­no 1962, inau­gu­ra­ta uffi­cial­mente nel set­tem­bre del­lo stes­so anno dal pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Anto­nio Seg­ni. Sul cam­po, par­don sul­la mon­tagna, ha con­quis­ta­to di dirit­to i voti di regi­na del Bal­do. Occhio vig­ile di una stazione sci­is­ti­ca dalle poten­zial­ità inespresse, accoglie tut­ti con giovi­al­ità e tenerez­za tan­to da trasfor­mare il con­fortev­ole locale a pic­co sul Bena­co in una casa da Grande Fratel­lo. A dif­feren­za del prodot­to tele­vi­si­vo qui non si vende glo­ria effimera ma tan­ta cor­dial­ità che riscal­da anche in estate l’animo dei tur­isti. In mez­zo alla natu­ra e al par­adiso per 365 giorni all’anno, c’è però il ris­chio di perdere il con­tat­to con la realtà, di sen­tir­si iso­lati e lon­tani dal mon­do. «Se mi assale la mal­in­co­nia pren­do la funi­via e in poco più di 10 minu­ti sono a Mal­ce­sine», rac­con­ta sedu­ta nel­la sua bai­ta Flo­ra Menot­ti, vedo­va e madre di Fab­rizio e Mar­co. Ma il tem­po per la soli­tu­dine non fa capo­lin­ea sul Bal­do. «D’inverno c’è un suf­fi­ciente andiriv­ieni di gente. Odd­io, pic­coli numeri rispet­to alla mas­sa che sale in pri­mav­era ed estate. E pen­sare che nei pri­mi anni era esat­ta­mente il con­trario. Qui si veni­va per scia­re atti­rati da dis­creti impianti, dal­la scarsa con­cor­ren­za delle stazioni inver­nali dell’epoca ma soprat­tut­to da un panora­ma uni­co». Quel­lo non difet­ta nem­meno adesso. «Per for­tu­na, ma man­ca un ele­men­to oggi indis­pens­abile: l’acqua. L’albergo qui sot­to ha chiu­so i bat­ten­ti 20 anni fa. Dif­fi­cile al giorno d’oggi allog­gia­re la gente sen­za dare a loro la pos­si­bil­ità di fare la doc­cia. Noi abbi­amo il nos­tro ser­ba­toio con tan­to di depu­ra­tore per la rac­col­ta dell’acqua pio­vana, che cen­tellini­amo come bene prezioso. E poi sen­za acqua non c’è la pos­si­bil­ità dell’innevamento arti­fi­ciale e quin­di un’apertura rego­lare del­la sta­gione inver­nale». Nonos­tante tut­to il Bal­do è sta­to ed è meta di per­son­ag­gi noti. «Già, una vol­ta arrivò Wal­ter Chiari e poi anco­ra Rena­to Ras­cel, Gigli­o­la Cin­quet­ti». Non sono man­cati uomi­ni di sport. «Veni­vano spes­so cam­pi­oni del­lo sci come Leonard Stock e Franz Klamer», inter­viene Mar­co, diret­tore delle piste del Bal­do, «per loro era come scia­re ver­so il lago». Pec­ca­to che la sciovia Panora­ma, quel­la che scende lun­go il ver­sante lago del­la mon­tagna, oggi riman­ga des­o­lata­mente chiusa.

Parole chiave: -