Dopo un inizio stagione da cancellare, il peggio sembra passato ma chi sceglie il lago preferisce soggiorni sempre più brevi

È l’estate del turismo mordi e fuggi

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La delu­sione per i dati tur­is­ti­ci con il seg­no neg­a­ti­vo, nei pri­mi sei mesi dell’anno, in questi giorni ha pian piano las­ci­a­to il pos­to alla mod­er­a­ta sod­dis­fazione per i buoni numeri reg­is­trati in luglio e le dis­crete proiezioni per il mese d’agosto.Ovvio i con­ti, come sem­pre, si fan­no al ter­mine dell’anno solare, anche se poi appare evi­dente che molto dif­fi­cil­mente si rius­cirà ad abbat­tere sul­la spon­da garde­sana del Gar­da la soglia dei 10 mil­ioni di pre­sen­ze. Un obi­et­ti­vo aus­pi­ca­to a inizio sta­gione sul­la scor­ta dei numeri più che otti­mi reg­is­trati nel 2007.«Purtroppo la sta­gione è par­ti­ta in modo lento anche per via di una Pasqua giun­ta trop­po presto. E le gior­nate di pre­sen­ze perse dif­fi­cil­mente si recu­per­a­no nel cor­so del­la sta­gione», anal­iz­za Sara Pinali, pres­i­dente degli alber­ga­tori di Tor­ri. «Sarà comunque il mese di set­tem­bre la carti­na di tor­na­sole in gra­do di deter­minare la pos­i­tiv­ità o meno del­la sta­gione. Per quel­lo che riguar­da Tor­ri, il nos­tro uffi­cio preno­tazioni reg­is­tra dati in lin­ea con l’anno prece­dente. Insom­ma, il pas­sag­gio c’è anche se poi nel nos­tro paese lavo­riamo per lo più con una clien­tela affezion­a­ta che tor­na ogni anno».«Non c’è dub­bio», con­clude Pinali, «che sul­la spe­sa dei tur­isti ha inciso e non di poco il caro petrolio».Pochi chilometri più a sud, a Gar­da, i dis­cor­si non cam­biano di molto. «La Pasqua antic­i­pa­ta e il mal­tem­po di mag­gio han­no ral­len­ta­to l’afflusso tur­is­ti­co e han­no cre­ato le con­dizioni per un’annata dif­fi­cile», inter­viene Simone Zeni, a capo dell’associazione alber­ga­tori locale, che di con­tro sot­to­lin­ea come l’ufficio preno­tazione del paese lacus­tre abbia aumen­ta­to del 20–25 per cen­to il vol­ume d’affari.«I dati si riferiscono solo a fine giug­no e rap­p­re­sen­tano un inizio sta­gione non entu­si­as­mante», affer­ma pres­i­dente degli alber­ga­tori di Bar­dolino, «fat­tore inter­es­sante rimane l’aumento degli arrivi: vista la dimin­uzione delle pre­sen­ze, viene con­fer­ma­ta la ten­den­za degli ulti­mi anni ver­so un sog­giorno breve (la media è di 3 o 4 giorni)».«Il nos­tro», pros­egue Ivan De Beni, «è un tur­ista sem­pre più dinam­i­co e atten­to a quan­ti sol­di spendere, e per cosa. È in via di estinzione il vacanziero che fa pen­sione com­ple­ta ed è in dimin­uzione anche quel­lo a mez­za pen­sione; tur­ista che sog­gior­na in più local­ità con occhio vig­ile alla qual­ità dei servizi offerti».«A liv­el­lo di arrivi, tiene abbas­tan­za bene il mer­ca­to tedesco», con­tin­ua De Beni. «Riscon­tri­amo poi un costante inter­esse da parte degli ingle­si e ver­i­fichi­amo un ritorno, con un pic­co­lo aumen­to, perfi­no del­la clien­tela olandese».Per il futuro? «È aus­pi­ca­bile la col­lab­o­razione fra tutte le cat­e­gorie pro­dut­tive di tutte le local­ità bena­cen­si per adottare una strate­gia com­mer­ciale comune».«Dobbiamo abbat­tere i cam­panil­is­mi, sia fra i sin­goli comu­ni del che fra questi pae­si e il capolu­go, Verona; un fenom­e­no che ci fa solo perdere mer­ca­to e oppor­tu­nità. Sul­la riv­iera romag­no­la Rim­i­ni, Ric­cione e Bibione da anni che col­lab­o­ra­no fra loro», con­clude il pres­i­dente degli alber­ga­tori di Bardolino.Chi invece si scaglia con­tro l’eccessiva tas­sazione è Elsa Zan­deri­go, vicepres­i­dente degli alber­ga­tori di Lazise. «Nel tur­is­mo la crisi c’è e si sente e non si può par­lare solo di prospet­tive di per­centu­ali di arrivi e pre­sen­ze. Noi oper­a­tori siamo demor­al­iz­za­ti per­ché si pagano troppe tasse e siamo sem­pre più alle prese con una ecces­si­va burocrazia».Sposta il tiro su un dis­cor­so più gen­erale Anto­nio Pasot­ti, pres­i­dente dell’Ugav, asso­ci­azione che rag­grup­pa qua­si quat­tro­cen­to strut­ture alberghiere del lago di Garda.«I numeri», dice Pasot­ti, «par­lano chiaro ed evi­den­ziano un calo gen­erale delle pre­sen­ze. Un dato che se raf­fronta­to con le local­ità tur­is­tiche di mare evi­den­zia però come il Gar­da riman­ga un’isola felice. E non è un caso se pen­si­amo alla qual­ità dei servizi offer­ti e la capac­ità del­la nos­tra cat­e­go­ria di con­tenere i costi: a fronte di un aumen­to dell’inflazione del 3,36 per cen­to i prezzi delle strut­ture alberghiere sono aumen­tati solo del­lo 0,2. Comunque pri­ma di trarre delle con­clu­sioni sul­la sta­gione tur­is­ti­ca con­viene aspettare fine otto­bre. Quel­lo è il tem­po delle anal­isi e dei conti».

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