Sono oltre duecento gli iscritti all’Associazione remiera guidata dal costruttore e presidente Gianfranco De Iseppi «Abbiamo due obiettivi: aprire il Palio delle Mura alle giovani leve e diventare un polo alternativo a Venezia»

È l’unica scuola del lago che insegna la voga alla veneta

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Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Un baci­no impec­ca­bile, una tradizione che è sem­pre esis­ti­ta. Su ques­ta iden­tità si muove l’Associazione remiera di Peschiera, che sta incre­men­tan­do il pro­prio con­sen­so ed aumen­tan­do le iscrizioni. A «cap­i­tanare» ques­ta asso­ci­azione, nel­la veste di pres­i­dente, è Gian­fran­co De Isep­pi. «Sono cir­ca 220 i soci attuali, tra i quali una buona per­centuale è cos­ti­tui­ta da gio­vani. È l’unica asso­ci­azione del lago che si è can­di­da­ta come scuo­la per l’insegnamento del­la voga vene­ta. Uno stile di arte remiera, quel­lo del­la gon­do­la garde­sana a due remi, che, poi, è diven­ta­ta essen­ziale per pot­er parte­ci­pare al Palio delle Mura». «Ma al di là di tut­to ciò», seg­nala De Isep­pi, «dal 1998, anno di fon­dazione del­la nos­tra asso­ci­azione, abbi­amo quin­tu­pli­ca­to gli iscrit­ti. Seg­no evi­dente che alcune per­sone han­no riscop­er­to inter­esse in quel­lo che sti­amo pro­po­nen­do da tem­po». Ma come è venu­ta l’idea di creare ques­ta asso­ci­azione-scuo­la? «È nata dal­la fusione di 10 per­sone che face­vano parte del “grup­po bisse” e da un diret­ti­vo in dis­ar­mo del Canoa Club Peschiera». In che cosa con­siste la scuo­la? «In cor­si di , che coin­vol­go­no i parte­ci­pan­ti in lezioni di una dura­ta mas­si­ma di dieci giorni. Il cor­so si svilup­pa, a cura di istrut­tori spe­cial­iz­za­ti, su due diret­tri­ci: teo­ria e prat­i­ca. Alla fine chi esce dal cor­so, oltre che dilet­tar­si per sé, può parte­ci­pare ai cam­pi­onati inter­provin­ciali che ven­gono orga­niz­za­ti, ogni anno, in Peschiera nel mese di giug­no. Oppure può pren­dere parte alla Rega­ta stor­i­ca di Venezia, alla quale siamo sem­pre invi­tati». Cosa vuole inseguire il club aril­i­cense? «Sono essen­zial­mente due gli obi­et­tivi che sarebbe gius­to inseguire», com­men­ta De Isep­pi. «Il pri­mo è lega­to alla pos­si­bil­ità di diventare un polo per la voga vene­ta al di fuori dall’ingerenza di Venezia. Inten­do dire un’alternativa per questo tipo di attiv­ità remiera. Il sec­on­do è lega­to mag­gior­mente al nos­tro Palio delle Mura. Riten­go sia giun­to il momen­to di creare una cat­e­go­ria aper­ta agli junior con barche del tipo “gon­do­lino garde­sano” di dimen­sioni leg­ger­mente più ridotte, mag­gior­mente gov­ern­abili da gio­vani in cer­ca di nuove avventure».

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