Ieri l’inaugurazione del Centro sanitario polifunzionale che ospiterà pazienti che non sono curabili a domicilio. Il primo della provincia, è dedicato a Campedelli ex direttore dell’Ulss 21

E’ nato l’ospedale di comunità

21/01/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Inau­gu­ra­to ieri il pri­mo ospedale di Comu­nità (o coun­try hos­pi­tal) del­la nos­tra provin­cia. Ora il noso­comio è di fat­to con­ver­ti­to nel Cen­tro san­i­tario polifun­zionale, che por­ta il nome di Ange­lo Campedel­li, il medico capri­nese venu­to a man­care il 30 gen­naio dell’anno scor­so, quan­do era diret­tore dell’Ulss 21 di Leg­na­go. Pri­ma era sta­to assis­tente medico nel­la divi­sione di med­i­c­i­na a Capri­no dove negli anni ‘70 ave­va lavo­ra­to come medico con­dot­to e uffi­ciale san­i­tario. La tar­ga in mar­mo, con inciso il pro­fi­lo del suo volto, è sta­ta scop­er­ta ieri durante la cer­i­mo­nia orga­niz­za­ta dall’Ulss 22 di Bus­solen­go, a cui han­no parte­ci­pa­to autorità region­ali e provin­ciali, le ammin­is­trazioni del Bal­do Gar­da con in tes­ta il sin­da­co Ste­fano San­dri. C’erano anche i famil­iari di Campedel­li, le sorelle Luig­i­na e Maria Luisa con i figli Alber­to e Ste­fano, il par­ro­co don Car­lo Mot­ta e la popolazione.L’intitolazione è sta­ta decisa dal diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 Rena­to Pic­coli che, nel ricor­dar­lo, si è com­mosso, poi il diret­tore san­i­tario Ennio Car­done ha det­to: «Mi auguro che la tar­ga com­mem­o­ra­ti­va non fos­silizzi nel mar­mo il ricor­do del dot­tor Campedel­li, ma sia un seg­no per­ma­nente che potrà tras­fondere in chi opera in questo cen­tro san­i­tario la stes­sa pas­sione civile e sociale che ani­ma­va lui».Poi l’ospedale di comu­nità è sta­to fat­to vis­itare ai pre­sen­ti: «Campedel­li ha col­lab­o­ra­to con questo prog­et­to che por­ta un servizio socio san­i­tario impor­tante che darà cer­ta­mente rispos­ta alle esi­gen­ze del­la popo­lazione di Capri­no e del com­pren­so­rio», ha det­to l’assessore regionale alla san­ità . «È un mod­el­lo», ha con­tin­u­a­to, «che inten­di­amo esten­dere in tut­to il Vene­to, nel Veronese la giun­ta regionale ha avvi­a­to l’iter per Treg­nano e si vaglierà la pro­pos­ta per Valeggio».L’ospedale di comu­nità, in fun­zione dall’8 gen­naio, pro­cede sul­la base di un accor­do fir­ma­to tra Ulss 22 e le orga­niz­zazioni sin­da­cali dei medici di med­i­c­i­na gen­erale che gesti­ran­no la strut­tura in maniera inte­gra­ta. La respon­s­abil­ità orga­niz­za­ti­va fun­zionale ed igien­i­ca è dell’azienda san­i­taria 22 sot­to la direzione del dot­tor Carmine Capal­do, diret­tore del dis­tret­to numero 2 di Domegliara, e del diri­gente medico Fer­di­nan­do Ambrosi. La respon­s­abil­ità clin­i­ca dei pazi­en­ti è invece affi­da­ta ai medici di med­i­c­i­na gen­erale del Bal­do Gar­da. Si trat­ta di una sper­i­men­tazione che pro­cede sul­la scor­ta delle linee pro­gram­matiche region­ali e si pone come pun­to di rac­cor­do tra la realtà ospedaliere e le risposte assis­ten­ziali domi­cil­iari. «È una strut­tura assis­ten­ziale di gra­do inter­me­dio per malati che han­no bisog­no di essere accolti in ambi­ente pro­tet­to». Il pro­fi­lo del paziente ammis­si­bile all’ospedale di comu­nità è infat­ti questo: «Pazi­en­ti anziani in arri­vo da divi­sioni ospedaliere in regime di dimis­sioni pro­tette, che neces­si­tano di con­trol­li assidui o la cui malat­tia si è ria­c­u­tiz­za­ta», spie­ga Capal­do, «pazi­en­ti non assistibili a casa, pazi­en­ti già ospi­tati in strut­ture res­i­den­ziali aggra­vatisi, pazi­en­ti affet­ti da gravi patolo­gie neu­ro­logiche in ven­ti­lazione assis­ti­ta, pazi­en­ti ter­mi­nali». L’accesso avviene su val­u­tazione effet­tua­ta in sede di Unità val­u­ta­ti­va mul­ti-dimen­sion­ale dis­tret­tuale (Uvmd). Tale repar­to dipende dal dis­tret­to socio san­i­tario di Domegliara e l’ammissione è ris­er­va­ta a res­i­den­ti nei Comu­ni dell’Ulss 22. «Il ricovero è gra­tu­ito», pre­cisa Capal­do, «ma deve essere tem­po­ra­neo, pos­si­bil­mente di dura­ta non supe­ri­ore ai 30 giorni. Al ven­tes­i­mo giorno il paziente è riva­l­u­ta­to per sta­bilire se pros­eguire o meno la degenza».I posti let­to sono 10 con fun­zione assis­ten­ziale 24 ore su 24. Vi lavo­ra­no due ammin­is­tra­tivi, il capos­ala coor­di­na­tore infer­mieris­ti­co Cesare Grisan­ti, 23 dipen­den­ti tra infer­mieri e oper­a­tori socio san­i­tari addet­ti all’assistenza in comune con l’Rsa, è atti­vo il servizio di fisioter­apia. La fun­zione clin­i­co assis­ten­ziale è garan­ti­ta dal diri­gente medico e dai quat­tro medici di med­i­c­i­na gen­erale del­la zona resisi disponi­bili: saran­no cioè pre­sen­ti a turno per 3 ore al giorno nei feri­ali, un’ora nel­la mat­ti­na­ta del saba­to e rag­giun­gi­bili tele­foni­ca­mente dalle 8 alle 20. La con­ti­nu­ità assis­ten­ziale nelle 24 ore è garan­ti­ta dal­la guardia med­ica. Le emer­gen­ze saran­no assi­cu­rate dai servizi di emer­gen­za-urgen­za ter­ri­to­ri­ale.

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