È partito dalla stazione ferroviaria di Lonato del Garda il corteo del Centenario della “Grande Guerra”

06/11/2018 in Attualità
Di Redazione

Par­ti­ta dal piaz­za­le del­la stazione fer­roviaria la man­i­fes­tazione, con cor­teo, per la cel­e­brazione del Cen­te­nario del­la Vit­to­ria del­la “Grande Guer­ra”:  come mai?

La pro­pos­ta è sta­ta avan­za­ta dal­la locale Asso­ci­azione Fan­ti all’Amministrazione comu­nale e da ques­ta accol­ta favorevol­mente insieme alle altre asso­ci­azioni d’arma lonate­si. Il piaz­za­le del­la Stazione è infat­ti inti­to­la­to alla cit­tà di VITTORIO VENETO: la cit­tà del­la Vit­to­ria del­la Grande guer­ra e, dunque, quale luo­go migliore per questo inizio di man­i­fes­tazione?  Si aggiun­ga che dal­la piaz­za di diparte anche via 4 Novem­bre.

Sarà sta­to un caso quel­lo che ha por­ta­to gli ammin­is­tra­tori del tem­po a vol­er inti­to­lare così quel­la piaz­za? Cre­di­amo pro­prio di no ed a noi fan­ti piace pen­sare che sia sta­ta una scelta ragion­a­ta, frut­to di un pen­siero pro­fon­do in memo­ria dei cadu­ti e di tut­ti i reduci del­la Grande Guer­ra.

Fu infat­ti dal­la stazione fer­roviaria che pres­soché tut­ti i sol­dati lonate­si las­cia­rono le loro case e le loro famiglie per avven­tu­rar­si in guer­ra. In 184 non tornarono ed in quel piaz­za­le, in quel­la stazione fecero i loro ulti­mi pas­si sul­la ter­ra che li ave­va visti nascere e crescere.

L’intitolazione a Vit­to­rio Vene­to di uno spazio prospiciente la stazione è per noi sim­bo­lo del pen­siero riv­olto ai cadu­ti ed ai reduci e ci spin­giamo a dire che sta­mat­ti­na, quan­do da la siamo par­ti­ti, insieme a noi sfila­vano anche tut­ti i nos­tri cadu­ti. Tut­ti quei sol­dati che a Vit­to­rio Vene­to non arrivarono e non conob­bero la vit­to­ria per­ché morirono nelle trincee lo han­no fat­to sim­boli­ca­mente oggi.

Siamo andati in Stazione ad accoglier­li, per­ché li avreb­bero volu­to tornare, e li abbi­amo pre­si sim­boli­ca­mente con noi per non scor­dar­li mai.

Noi vuol dire noi Fan­ti d’Italia che rap­p­re­sen­ti­amo l’arma che ha dato alla Patria cir­ca 400.000 dei 650.000 sol­dati cadu­ti com­p­lessi­va­mente. Ci siamo dunque sen­ti­ti forte­mente moti­vati in ques­ta gior­na­ta e sta­mat­ti­na, con nat­u­rale stu­pore, ci siamo resi con­to che non furono solo i sol­dati di 100 anni orsono a par­tire dal­la stazione fer­roviaria. Da li sono par­ti­ti per cer­to anche i sol­dati delle sec­on­da guer­ra mon­di­ale ed anche tut­ti noi che oggi ves­ti­amo i col­ori sociali dell’Associazione Nazionale del Fante abbi­amo ricorda­to che il nos­tro peri­o­do di servizio di leva iniz­iò pro­prio da li: per tut­ti noi!

Quel luo­go è davvero il luo­go che acco­mu­na tut­ti i lonate­si che han­no servi­to il paese in armi in tem­pi lon­tani ed anche recen­ti.

Nel­la foto, da sin­is­tra a destra:

Gui­do Zeni, nel set­tem­bre 1970 da li partì per Siena. Restò sot­to le armi per 15 mesi

Luciano Paghera, nel luglio 1964 partì in treno da Lona­to per Casale Mon­fer­ra­to. Ai tem­pi la leva dura­va già 15 mesi

Alessan­dro Paghera fu arruo­la­to nel 1990 e la sua des­ti­nazione fu Orvi­eto. Tornò dopo 12 mesi.