L’ospedale di Montecroce festeggia un record di lieti eventi. Ben 120 neonati in un mese, molti i «forestieri»

E’ tornato il «baby boom»

Di Luca Delpozzo

Fioc­cano le nascite al repar­to di Oste­tri­cia del­l’ospedale di Desen­zano. In un mese, fuori dalle stanze di degen­za, sono sta­ti appe­si ben 120 fioc­chi rosa e azzur­ri: quat­tro nascite al giorno, il 20% in più rispet­to allo stes­so peri­o­do dell’anno scor­so. E’ una gioia per il cuore, un vero record per le sta­tis­tiche. Va det­to però che questi neonati non sono tut­ti desen­zane­si, anzi: all’ospedale di Mon­te­croce ven­gono a par­torire mamme di tut­ta la provin­cia, e anche da fuori. Pure ques­ta è una notizia incor­ag­giante sul­la qual­ità del servizio san­i­tario. Quat­tro nascite al giorno, che san­no qua­si di mira­co­lo. Per­ché, nel recente pas­sato, i par­ti nel­la divi­sione di Mater­nità del­l’ospedale garde­sano avveni­vano con il con­tagoc­ce. Adesso, invece, un po’ per il pres­ti­gio del nuo­vo pri­mario Sil­vano Zaglio (prove­niente dal­la stor­i­ca divi­sione di Oste­tri­cia del Civile di Bres­cia, diret­to dal pro­fes­sor Attilio Gastal­di), un po’ per una migliore orga­niz­zazione del repar­to, le mamme preferiscono venire a dare alla luce i loro figli al Mon­te­croce, come del resto avveni­va nel­l’e­poca d’oro del pro­fes­sor Car­lo Pez­zoli, mai dimen­ti­ca­to, e del­la sua pres­ti­giosa équipe. «Noto con piacere che le donne stan­no ridan­do fidu­cia al nos­tro repar­to, tan­to da dover reg­is­trare in un mese ben 120 par­ti. Un trend che è in con­tin­ua cresci­ta, il cui dato è sig­ni­fica­ti­vo: il 20% in più rispet­to allo scor­so anno». Quan­to ai par­ti con taglio cesareo, il pro­fes­sor Zaglio face­va notare che il 26% sul totale dei par­ti ese­gui­ti sta a tes­ti­mo­ni­are «una deter­mi­na­ta qual­ità ed una buona oste­tri­cia». Infat­ti, la divi­sione del Mon­te­croce è da tem­po clas­si­fi­ca­ta come «Pun­to-nasci­ta di 2° liv­el­lo», ovvero dove si pos­sono accogliere neonati già dal­la 32esima set­ti­mana. Ma non è fini­ta, per­ché anche i par­ti indo­lore (con anal­ge­sia epidu­rale) han­no toc­ca­to per­centu­ali di tut­to rispet­to: qua­si il 25%. Da ricor­dare che questi inter­ven­ti sono a paga­men­to, per­ché inter­es­sano diver­si spe­cial­isti: dal­l’ostet­ri­ca al medico, all’aneste­sista. Buona anche la rispos­ta da parte delle neo­mamme alla don­azione del cor­done ombe­l­i­cale il cui sangue può essere mes­so a dis­po­sizione di pazi­en­ti ricoverati per gravi patolo­gie. Ovvi­a­mente c’è un pro­to­col­lo medico ben pre­ciso da seguire. «Davan­ti a tan­to lavoro nel nos­tro repar­to e alla cron­i­ca caren­za di per­son­ale mi piace seg­nalare — aggiunge il pri­mario — che sono state asseg­nate tre nuove ostet­riche: e questo ci per­me­t­terà di res­pi­rare per­ché le nuove fig­ure pro­fes­sion­ali elim­i­nano una caren­za non di poco. Insom­ma, le nos­tre richi­este sul­la base di un pro­gram­ma di lavoro ha fat­to sì che la direzione gen­erale decidesse con rapid­ità l’asseg­nazione delle ostet­riche». Ma le ragioni di tan­to suc­ces­so sono da ricer­care anche in un pro­gram­ma di val­oriz­zazione con­tin­uo del per­son­ale. «Abbi­amo cre­ato un team nel quale sti­amo esaltan­do le rispet­tive pro­fes­sion­al­ità — può aggiun­gere sod­dis­fat­to Zaglio -: è una sor­ta di gio­co di squadra che si tra­duce in qual­ità di risposte alle esi­gen­ze delle pazi­en­ti». Da notare, infine, che come un po’ in altre realtà ospedaliere del­la nos­tra provin­cia, non sono pochi i prob­le­mi che devono essere affrontati dal per­son­ale di un repar­to di Oste­tri­cia quan­do si pre­sen­tano donne di reli­gione diver­sa da quel­la cris­tiana. «Occorre grande tat­to e com­pren­sione ver­so di queste pazi­en­ti», con­clude il primario.