La Provincia ha approvato lo studio di fattibilità: collegherà Verona a Peschiera, Lazise, Bardolino e Garda I sindaci: «Non sappiamo nulla»

E’ una metropolitana fantasma

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Di Luca Delpozzo
Camilla Ferro

«Cosa? La metro che?». Non sa cos’è, non ne è mai sta­to infor­ma­to, tan­to meno ha un’idea di dove pos­sa pas­sare. Il sin­da­co di Bar­dolino Arman­do Fer­rari cade dalle nuv­ole: del­la metro­tramvia che la Provin­cia vuole real­iz­zare da Verona a Gar­da — con fer­mate a Castel­n­uo­vo, Peschiera, Pacen­go, Lazise e Bar­dolino- fat­i­ca qua­si a pro­nun­cia­re il nome. Il suo col­le­ga aril­i­cense, Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na ha bisog­no di tem­po per recu­per­are nei ricor­di una «chi­ac­chier­a­ta fat­ta al riguar­do più di un anno fa con l’assessore Poz­zani, ma si trat­ta­va di una ipote­si but­ta­ta lì insieme ad altre. Stu­dio di fat­tibil­ità? Non ne so nul­la, sul­la fac­cen­da il mio Comune non è sta­to coin­volto». Stra­no, il prog­et­to prevede una «stazione» anche a casa sua: «così», ha dichiara­to lo stes­so Poz­zani, «anche dal­la cit­tà si potran­no rag­giun­gere più facil­mente i gran­di parchi del­la zona, da Gardalan a Cane­va fino allo zoo safari». Con­trorepli­ca: «ma sì, può essere una buona opera, vedremo cosa salterà fuori». Scuote il capo Davide Bendinel­li, sin­da­co di Gar­da (capo­lin­ea del prog­et­to), che molto più prati­ca­mente pon­tif­i­ca: «Ce n’è di cose da fare pri­ma del­la metro­tramvia». E spie­ga: «I prob­le­mi del­la via­bil­ità sul lago non si risolvono così, soprat­tut­to per­ché a rimanere scop­er­ta, anco­ra una vol­ta, sarebbe la parte da Affi in su, quel­la più penal­iz­za­ta per man­can­za di strade sia lun­go la cos­ta che di col­lega­men­to con l’interno». Parten­za in soli­taria: la metro­tramvia, per ora, piace solo a Poz­zani. L’assessore provin­ciale alla via­bil­ità ce l’ha con chi gli dà con­tro. «Ma come?», repli­ca agli attac­chi dei sin­daci, «pri­ma ci accu­sano di immo­bil­is­mo e di man­can­za di prog­et­tual­ità, poi, quan­do sul­la car­ta decidi­amo di stu­di­are la fat­tibil­ità di infra­strut­ture che cam­biereb­bero la via­bil­ità nei pun­ti più crit­i­ci del ter­ri­to­rio, ci con­tes­tano. Sin­ce­ra­mente non capis­co», si arrab­bia, «e non accet­to neanche che si dica che la Provin­cia va avan­ti da sola: è tut­to scrit­to nero su bian­co sul Piano Ter­ri­to­ri­ale Provin­ciale, i sin­daci ne han­no copia e in varie occa­sioni è sta­to loro illus­tra­to. Se di metro­tramvia non han­no mai sen­ti­to par­lare, si informi­no e leggano questo Ptp, che riguar­da anche loro». Nel piano appe­na vara­to, la Provin­cia descrive quat­tro trat­te del­la metro­tramvia: Verona-San Gio­van­ni Lupa­to­to-Zevio; Parona-Arbiz­zano-San Pietro in Cariano-Sant’Ambrogio; Verona-Grez­zana e Verona-Castel­n­uo­vo (futuro casel­lo) — Peschiera-Pacen­go-Lazise-Bar­dolino-Gar­da. «Quan­to agli obi­et­tivi», si legge, «l’amministrazione provin­ciale svilup­pa tutte le azioni nec­es­sarie per la real­iz­zazione di un sis­tema che cos­ti­tu­is­ca l’estensione di quel­lo cit­tadi­no ai cen­tri a mag­giore inten­sità inse­dia­ti­va e il col­lega­men­to di pun­ti strate­gi­ci ad alta con­cen­trazione res­i­den­ziale e tur­is­ti­ca». Da qui, due indi­cazioni ai sin­daci: «in cor­rispon­den­za delle stazioni fer­roviarie orga­niz­zate le vostre pre­vi­sioni inse­dia­tive pro­muoven­do la riv­i­tal­iz­zazione dei cen­tri urbani e cre­ate cen­tri e spazi di natu­ra com­mer­ciale e di servizi agli uten­ti». I dub­bi di Fer­rari, di Dal­la Pel­le­g­ri­na e di Bendinel­li, Poz­zani pro­prio non li capisce. «Ques­ta è un’occasione impor­tante, alta­mente strate­gi­ca», insiste, «per risol­vere i prob­le­mi del­la via­bil­ità veronese in gen­erale e del Gar­da nel­lo speci­fi­co. Abbi­amo deciso di avviare lo stu­dio di fat­tibil­ità pro­prio per indi­vid­uare soluzioni alter­na­tive alle strade ormai con­ges­tion­ate: la Giun­ta ha dato il nul­la osta e incar­icherà uffi­cial­mente l’ingegnere Berni­ni di Man­to­va, esper­to di met­ro­pol­i­tane di super­fi­cie. Tor­nan­do ai sin­daci», con­fes­sa Poz­zani, «mi stupisce che non capis­cano che ques­ta opera potrebbe risol­vere gran parte dei loro prob­le­mi: portare la met­ro­pol­i­tana fuori da Verona ver­so il lago con fer­mate stu­di­ate all’altezza dei gran­di parchi, sia nat­u­ral­is­ti­ci che di diver­ti­men­to, sig­nifi­ca pot­er togliere dal­la stra­da mil­ioni di mezzi in mar­cia ver­so , Cane­va o lo zoo Safari, riducen­do così le storiche code sul­la Garde­sana». «Va bene», repli­ca il sin­da­co di Bar­dolino, «ma bisogna che la Provin­cia si met­ta in mente di coin­vol­gere i prin­ci­pali attori del­la vita ammin­is­tra­ti­va dei pae­si nei quali andrà a real­iz­zare opere impo­nen­ti come ques­ta. Ripeto, qua non ne sape­va­mo nul­la. Ad esem­pio: si è dis­cus­so del trac­cia­to? Di tut­ti i prob­le­mi col­le­gati alla real­iz­zazione di ques­ta nuo­va infra­strut­tura? Di quan­to costerà? E dove si tro­ver­an­no i finanzi­a­men­ti? Insom­ma», con­clude stizzi­to Fer­rari, «mi pare che abbi­amo a che fare con i soli­ti gio­chet­ti di pro­mozione polit­i­ca più che con altro. Purtroppo».

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