Casa di riposo, ospiti «cronisti» del passato I nonni raccontano la guerra e scrivono delle grandi nevicate

E’ uscito l’ultimo numero del periodico «Noi»

10/03/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Alla Casa di riposo di Salò il cuo­co Attilio e il suo staff di tren­tuno col­lab­o­ra­tori lavo­ra­no dalle 6.30 del mat­ti­no fino alle 20. Con­fezio­nano pasti anche per numerose realtà esterne: scuole, asili, aziende pri­vate e vig­ili del fuo­co. «Ogni giorno — spie­gano — ne sfor­ni­amo più di 1.300, e abbi­amo 15 menù diver­si. Com­p­lessi­va­mente ven­gono con­sumati 4 mila chili di pas­ta ogni tre mesi». Il tema dell’alimentazione è una delle curiosità del nuo­vo numero di «Noi», il peri­od­i­co che rac­coglie la voce dei 120 ospi­ti del­la res­i­den­za san­i­taria assis­ti­ta. Per l’angolo del­la cronaca, gli anziani han­no trat­ta­to il tema del­la neve. «Mi è venu­to in mente quan­do gio­ca­vo a bag­n­ar­mi le gambe fino al ginoc­chio — ricor­da Velle­da -. Allo­ra le strade non era­no asfal­tate, e ci si sporca­va di più. Però quan­to era bel­la la neve bian­ca. La nos­tra pas­sione dura­va un girono solo, poi i batuffoli si scioglievano al sole». E Anto­nia: «Vive­vo a Ficè, in provin­cia di Bolzano. E fin da bam­bi­na, aven­do impara­to a scia­re, ama­vo scen­dere per le mon­tagne. Un giorno vin­si una cop­pa gigante, durante una gara mem­o­ra­bile. Il rica­va­to l’ho poi devo­lu­to in benef­i­cen­za. Ques­ta neve mi fa venire un po’ di nos­tal­gia, soprat­tut­to per il mio paesino, le galline, il bur­ro, il lar­do, lo speck, le ver­dure di mon­tagna, la frut­ta, le mele scure mat­u­rate nel fieno». Eleono­ra: «Ven­ti anni fa Bres­cia e la provin­cia furono par­al­iz­zate da un metro di neve. Uno dei rischi più gravi fu l’esaurimento delle scorte di car­bu­rante e gaso­lio. Le auto­bot­ti non pote­vano cir­co­lare. Per lib­er­are i tir bloc­cati sul­la tan­gen­ziale inter­ven­nero i mezzi cin­go­lati del battaglione Monte S.Michele, di stan­za alla caser­ma Papa. Altri even­ti eccezion­ali? Nel gen­naio 1954 ci furono 12 giorni di gelo, la tem­per­atu­ra scese a ‑16 gran­di e la cit­tà fu bloc­ca­ta dal­la neve. Nel 1709 ghi­ac­cia­rono addirit­tura le acque del ». Poi ci sono le pagine ded­i­cate agli incon­tri coi ragazzi delle ele­men­tari, inter­es­sati a capire il modo di vita di un tem­po: cosa si man­gia­va, come ci si ves­ti­va, come era orga­niz­za­ta la scuo­la. Rac­con­ta anco­ra Pie­ri­na: «i bam­bi­ni fan­no domande sem­pli­ci ma ben appro­fon­dite. E ris­er­vano sem­pre sor­p­rese fan­tas­tiche». Mar­i­ano: «è bel­lo ved­er­li così curiosi. Noi rac­con­ti­amo cose di vita quo­tid­i­ana. Mi han­no fat­to ricor­dare i maestri di 80 anni fa. Allo­ra le regole era­no più rigide». I dati saran­no poi rac­colti in pic­cole mono­grafie, nell’ambito di un prog­et­to denom­i­na­to «I non­ni rac­con­tano». Per l’angolo del­la memo­ria, Mil­ly, orig­i­nar­ia di Cre­ma, par­la di quan­do lavo­ra­va in un calz­i­fi­cio e dei cinque chilometri da per­cor­rere al mat­ti­no in bici­clet­ta. Gio­van­ni si sof­fer­ma sui mesi suc­ces­sivi all’8 set­tem­bre ’43. «Abita­vo in piazzetta S.Antonio, dietro al munici­pio di Salò — scrive -. In quei giorni ne suc­cede­vano di belle. Capan­nel­li di uomi­ni dis­cute­vano se guer­ra fos­se fini­ta o meno, esprimevano pareri sul re e su Badoglio. Ave­vo 11 anni. Cer­ca­vo di rubare qualche notizia, ma capi­vo solo che c’era tan­ta con­fu­sione. La gente ave­va anco­ra pau­ra di par­lare chiara­mente». Arrivarono i mil­i­tari tedeschi, e ricom­parvero i fascisti. Gio­van­ni ricor­da la sua famiglia, il papà (con­trario al Duce) giu­di­ca­to un sovver­si­vo e mes­so in pri­gione ogni vol­ta che arriva­vano delle autorità per una cer­i­mo­nia pub­bli­ca, il colpo di mano nel mar­zo ’45 dei par­ti­giani del­la Valle Sab­bia per lib­er­are tre loro com­pag­ni fer­i­ti in uno scon­tro a fuo­co e ricoverati all’ospedale, la lib­er­azione. «Noi» rap­p­re­sen­ta soltan­to un aspet­to dell’attività ricre­ati­vo-cul­tur­ale del­la Casa di riposo dove è sta­to defini­to il cal­en­dario men­sile delle attiv­ità: lunedì la tombo­la, mart­edì le proiezioni, mer­coledì la zin­gara, giovedì la gin­nas­ti­ca di grup­po, ven­erdì il cru­civer­bone, saba­to il lab­o­ra­to­rio addob­bi. E anco­ra: la let­tura del gior­nale, la cuci­na, le cure estetiche.

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