Già tutto esaurito per la serata in programma sabato con i Virtuosi Italiani

Eccezionale: musica d’acqua e fuoco sull’Isola del Garda

Di Luca Delpozzo

Musi­ca sul­l’ac­qua e fuochi d’ar­ti­fi­cio in una cor­nice d’ec­cezione. Saba­to 5 agos­to, per l’Es­tate musi­cale del Gar­da, l’ensem­ble Vir­tu­osi Ital­iani ter­rà un con­cer­to sul­l’, uno dei luoghi più incan­tevoli del nos­tro Paese, dichiara­to mon­u­men­to nazionale nel 1981 e nor­mal­mente chiu­so al pub­bli­co. In quest’oc­ca­sione, gra­zie alla sen­si­bil­ità degli attuali pro­pri­etari — i con­ti Cavaz­za — sarà pos­si­bile vis­itare l’iso­la ed ammi­rare le architet­ture moresco-veneziane del­la vil­la neo-got­i­ca che sovras­ta uno splen­di­do par­co all’in­glese e un gia­rdi­no all’italiana. L’or­ga­niz­zazione ha reso noto che tut­ti i bigli­et­ti sono già sta­ti ven­du­ti nei giorni scor­si. Il pro­gram­ma del con­cer­to, scel­to in fun­zione del con­testo, include due cele­bri cap­ola­vori di Hän­del: la «Musi­ca sul­l’ac­qua» e la «Musi­ca per i reali fuochi d’ar­ti­fi­cio». Entrambe le par­ti­ture, che preve­dono un organ­i­co con numerosi stru­men­ti a fia­to, furono com­poste in uno stile fas­toso per ono­rare i sovrani d’Inghilter­ra. La «Water Music» fu ese­gui­ta durante un grandioso par­ty sul Tami­gi a cui parte­cipò lo stes­so sovra­no Gior­gio I con il fior fiore del­l’aris­tocrazia londi­nese. Un trat­ta­to di pace fornì invece lo spun­to per l’al­tra Suite, des­ti­na­ta ad accom­pa­gnare lo spet­ta­co­lo dei reali fuochi d’ar­ti­fi­cio. L’ensem­ble dei Vir­tu­osi Ital­iani ha col­lab­o­ra­to con solisti e can­tan­ti liri­ci di fama inter­nazionale, da Cecil­ia Gas­dia a , da Giu­liano Carmigno­la a Fabio Bion­di. Nel­l’am­bito del­la musi­ca baroc­ca han­no recen­te­mente ese­gui­to al Fes­ti­val di Cre­mona la «Johannes­pas­sion» di Bach con la direzione di Michael Rad­ules­cu. Il grup­po affronta spes­so anche un reper­to­rio di con­fine: a questo propos­i­to van­no ricor­date le col­lab­o­razioni con Chick Corea, Goran Bre­gov­ic, Michael Nyman e Fran­co Bat­tia­to. L’Iso­la del Gar­da ha una lun­ga sto­ria che affon­da le sue radi­ci nel­l’an­ti­chità. I Romani ne ave­vano fat­to una colo­nia, ma dopo la cadu­ta del­l’Im­pero se ne impadronirono dap­pri­ma i Goti, quin­di i . Nel 1220, all’e­poca di Bar­barossa, san Francesco d’As­sisi vis­itò questo scoglio per fon­darvi un monas­tero nel­la parte più alta: in due anni i monaci piantarono olivi, limoni e vigneti. Nel 1817 l’isola passò ai con­ti Lechi, e, nel 1870, al duca Gae­tano de Fer­rari, ric­co banchiere, che trasfor­mò l’iso­la nel roman­ti­co gia­rdi­no che è oggi, affi­dan­do la costruzione del nuo­vo com­p­lesso, all’inizio del Nove­cen­to, all’architetto Lui­gi Rovelli.