La Compagnia, presieduta da Bisagno, è ospite domenica del palio di Soriano nel Cimino

Ecco gli ambasciatori della castagna montebaldina

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Di Luca Delpozzo
a.p.

Castagna in for­ma­to esportazione. Domeni­ca 8 otto­bre i rap­p­re­sen­tan­ti del­la «Com­pag­nia de la castagna dei pal­a­di­ni di Cà Mon­tagna» saran­no fra i cinque­cen­to parte­ci­pan­ti in cos­tume stori­co del­la sfi­la­ta del palio di Sori­ano nel Cimi­no. La con­fra­ter­ni­ta di San Zeno di Mon­tagna, gui­da­ta dall’avvocato Mar­co Bis­ag­no, che veste i pan­ni del Gran pal­adi­no, è sta­ta uffi­cial­mente invi­ta­ta a pren­dere parte all’imponente man­i­fes­tazione di questo cen­tro nel Viterbese, che da anni è in rap­por­ti di col­lab­o­razione con San Zeno di Mon­tagna nel nome del­la comune tradizione cas­tan­i­co­la. Per il palio, il bor­go medievale di Sori­ano si divide in quat­tro con­trade: Papac­qua, Roc­ca, Trinità e San Gior­gio. Il cor­teo è grandioso. Di grande richi­amo sono anche le esi­bizioni degli spadac­ci­ni del­la con­tra­da Roc­ca e degli sbandier­a­tori del­la Trinità. Sim­bo­lo del palio è un gigan­tesco ric­cio di castagne: la cas­tan­i­coltura qui ha orig­ine anti­ca ed era già tute­la­ta dagli statu­ti medievali. Intan­to la castagna, o meglio, il mar­rone tipi­co di San Zeno di Mon­tagna, sta riscuo­ten­do inter­esse anche sul­la stam­pa nazionale. Il numero di otto­bre de «La Cuci­na Ital­iana» ded­i­ca otto pagine alla cuci­na di castagne, e nell’introduzione par­la espres­sa­mente del­la castagna di San Zeno. «L’apprezzamento degli inten­di­tori per questo frut­to autun­nale e per i suoi moltepli­ci usi gas­tro­nomi­ci », si legge nel servizio fir­ma­to da Manuela Laz­zara , «è tes­ti­mo­ni­a­to da inizia­tive come la recente cos­ti­tuzione a San Zeno di Mon­tagna, in provin­cia di Verona, di una con­fra­ter­ni­ta per la val­oriz­zazione del­la locale castagna di Monte ». Alla nasci­ta del­la «Com­pag­nia de la castagna», del resto, la redazione de «La Cuci­na Ital­iana» ave­va già dato un impor­tante con­trib­u­to: Toni Cuman, gior­nal­ista del men­sile, è sta­to, nel giug­no scor­so, il pri­mo pal­adi­no ad hon­orem del sodal­izio. E alla pre­sen­tazione era pre­sente anche Pao­la Ric­as, diret­trice del­la pres­ti­giosa riv­ista. «La Cuci­na ital­iana» dà men­zione anche di quan­to accade nel­la ris­torazione baldense. Fra otto­bre e novem­bre, ricor­da il peri­od­i­co, i ris­toran­ti di San Zeno «pro­pon­gono ricette storiche e cre­ative che imp­ie­gano questo frut­to». Quest’anno i ris­toran­ti ammes­si alla rasseg­na «San Zeno castagne & » sono quat­tro: alla ter­na dei «fonda­tori» cos­ti­tui­ta da Costa­bel­la, Kus e Zeno, s’è aggiun­ta La Casa degli Spir­i­ti. L’iniziativa che sposa la cuci­na di castagne coi vini garde­sani è pro­mossa dal­la con­dot­ta del Gar­da Veronese di Slow Food, col patrocinio dell’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca del­la Riv­iera degli Olivi, del Comune di San Zeno di Mon­tagna, del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do, dell’ asso­ci­azione cas­tan­i­coltori del monte Bal­do e del­la «Com­pag­nia de la castagna».

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