«Emozioni». Così è stato battezzato il cartellone 2000 degli spettacoli estivi del Vittoriale, rinnovato nei modi e nei contenuti dal neodirettore artistico della Fondazione dannunziana, prof. Paolo Bosisio.

Ecco il cartellone estate 2000

12/05/2000 in Spettacoli
Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

«Emozioni». Così è sta­to bat­tez­za­to il cartel­lone 2000 degli spet­ta­coli estivi del Vit­to­ri­ale, rin­no­va­to nei modi e nei con­tenu­ti dal neodi­ret­tore artis­ti­co del­la Fon­dazione dan­nun­ziana, prof. Pao­lo Bosi­sio. Le novità, dopo anni di pro­gram­mazioni non sem­pre apprez­zate dal pub­bli­co, sono numerose. Innanzi tut­to la sta­gione «rad­doppia», abbrac­cian­do l’arco di qua­si due mesi. Rad­doppia anche il numero degli spet­ta­coli: 26 con­tro i 13–14 degli anni scor­si. Il teatro più impor­tante del Gar­da si pre­sen­ta rin­no­va­to anche nelle infra­strut­ture: la platea da 500 posti è sta­ta resa final­mente fun­zionale e como­da; si è inoltre recu­per­a­to il «gol­fo mist­i­co» che ospiterà le orchestre. Ulte­ri­ore novità: da quest’anno è pos­si­bile acquistare i bigli­et­ti «on line» (www.vittoriale.it), sceglien­do il pos­to numer­a­to tra quel­li anco­ra disponi­bili. Sono inoltre pre­viste tre diverse forme di abbona­men­to: per tut­ti gli spet­ta­coli e per 5 o 10 ser­ate. Novità orga­niz­za­tive, strut­turali e pro­mozion­ali «approntate con l’obiettivo — spie­ga Bosi­sio — di accrescere il numero degli spet­ta­tori, vis­to che il teatro sen­za pub­bli­co è un teatro inutile, e di rilan­cia­re il Vit­to­ri­ale nel suo com­p­lesso». Quan­to agli spet­ta­coli, il cartel­lone 2000 pre­sen­ta momen­ti ded­i­cati a «tutte le arti sorelle», con una par­ti­co­lare atten­zione ris­er­va­ta al lin­guag­gio più uni­ver­sale: quel­lo del­la musi­ca. L’esordio è una pro­duzione dan­nun­ziana del Vit­to­ri­ale, in col­lab­o­razione con il Thèâtre des Ital­iens di Pari­gi diret­to da Mau­r­izio Scaparro. Lo spet­ta­co­lo, inti­to­la­to «Recita stra­or­di­nar­ia del Mar­tyre de Saint Sebastién, offer­ta da Ida Rubin­stein e Claude Debussy al Poeta », è una novità asso­lu­ta, in cui la recitazione si alter­na alla musi­ca di Debussy, ese­gui­ta dal vivo, al can­to e alla dan­za per opera di un grup­po di gio­vani pro­fes­sion­isti. L’apertura ai gio­vani carat­ter­iz­za anche i con­cer­ti di due tra le più impor­tan­ti orchestre sin­foniche del mon­do nelle loro com­pagi­ni gio­vanili: l’australiana Queens­land Orches­tra Coun­cil e l’inglese Lon­don Sim­pho­ny Orches­tra. Agli aman­ti del­la prosa, con lo spet­ta­co­lo d’esordio, viene pro­pos­ta la com­me­dia shake­spear­i­ana «I due gen­tilu­o­mi­ni di Verona», inter­pre­ta­to e diret­to da gio­vani pro­fes­sion­isti for­mati dal­la scuo­la del Pic­co­lo di . Cinque gli appun­ta­men­ti con la dan­za. Il bal­let­to di Sta­to dell’Ucraina pro­por­rà «Romeo e Giuli­et­ta — Francesca da Rim­i­ni» e «Il lago dei cig­ni», due cap­ola­vori del­la grande tradizione bal­let­tis­ti­ca. A questi si aggiun­gono tre spet­ta­coli di dan­za con­tem­po­ranea, gra­zie alla col­lab­o­razione con «Gar­dadan­za»: «A fuego lento» con la scenografia e l’interpretazione di Cather­ine Berbessou; «Anto­nio Lig­a­bue» con la Com­pag­nia Artemis Mon­i­ca Casadei e «Otel­lo s’è per­du­to» con la regia di Lau­ra Cor­ra­di. Sul pal­co gar­donese tro­verà spazio anche l’opera lir­i­ca: la Tosca (tra gli inter­preti Nau­si­caa Poli­ci­c­chio e Ste­fano Ansel­mi), il Trova­tore (Enri­ca Bas­sano e Andrea Ele­na) e la Travi­a­ta (anco­ra Enri­ca Bas­sano e Andrea Ele­na). Saran­no opere in sen­so pro­prio, pur con alles­ti­men­ti con­tenu­ti. Per le operette Bosi­sio si è affida­to alla Com­pag­nia Edi­pus, con Pip­po San­tonas­ta­so. Non man­cano i nomi di richi­amo, conosciu­ti dal grande pub­bli­co tele­vi­si­vo, per quan­to con­cerne il teatro comi­co e il cabaret: Tul­lio Solenghi e il duo Gas­pare e Zuz­zur­ro. Una rin­no­va­ta atten­zione infine per la musi­ca leg­gera, con i con­cer­ti di Enzo Jan­nac­ci e, per i più gio­vani, dell’emergente , ex-Tim­o­ria. A chi­ud­ere la sta­gione un doppio musi­cal in lin­gua inglese, «Cats» e «Il re leone», con la parte­ci­pazione di Andrè de la Roche e Howard Ray.