Il Gruppo di impegno missionario ha ricevuto la visita del vescovo bresciano, che dirige l’organizzazione «Hogar de Cristo». E’ mons. Lorenzo Voltolini, che a Portoviejo costruisce abitazioni

Ecco il «Marcolini» dell’Ecuador

03/12/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Nei giorni scor­si è sta­to ospite del Grup­po di impeg­no mis­sion­ario (Grimm) di Esen­ta di Lona­to mons. Loren­zo Voltoli­ni, vesco­vo ausil­iare del­la dio­ce­si ecuadoreg­na di Por­toviejo. Il prela­to, 58 anni orig­i­nario di Pon­car­ale, opera nel Paese lati­noamer­i­cano dal lon­tano ’79 ed è vesco­vo dal ’93 di una delle dio­ce­si più povere del­lo Sta­to sudamer­i­cano. Mons. Voltoli­ni da una deci­na di anni è diven­ta­to il «padre Mar­col­i­ni» dell’Ecuador: dirige infat­ti anche l’or­ga­niz­zazione «Hog­ar de Cristo», cre­a­ta per la costruzione di case per i più poveri, soprat­tut­to «per col­oro che non pos­sono avere un mutuo, per­ché privi di beni e di lavoro in garanzia», come tiene a sot­to­lin­eare il vicepres­i­dente del grup­po di volon­tari­a­to, Mau­ro Terzi.Le abitazioni real­iz­zate sono già oltre 8.000, di cui 29 costru­ite dai volon­tari che lavo­ra­no nei cantieri di sol­i­da­ri­età del Grimm. «Non sarebbe sta­to pos­si­bile rag­giun­gere questo tra­guar­do — spie­ga Terzi — se in numerose occa­sioni non fos­sero arrivate le offerte di pri­vati e di orga­niz­zazioni car­i­ta­tive bres­ciane. I nos­tri volon­tari han­no com­pi­u­to due spedi­zioni in Ecuador per ren­der­si con­to del lavoro fat­to e per dare una mano nel­la costruzione di alcune casette».Le case real­iz­zate dagli oper­a­tori bres­ciani, in leg­no e bam­bù, sep­pure non defin­i­tive, sono pur sem­pre una rispos­ta conc­re­ta a una neces­sità urgente di dimore dig­ni­tose per famiglie in emer­gen­za. «In tal modo — aggiunge Terzi — le famiglie, qua­si sem­pre con un solo gen­i­tore, sostenute in genere dal­la sola don­na con numerosi figli, trovano subito un allog­gio, che pagher­an­no, tut­to o in parte, in due anni».«Hogar de Cristo — sot­to­lin­ea Terzi — non può e non deve regalare case, per­ché questo sarebbe dise­d­uca­ti­vo, ma riesce a dare le case, pre­fab­bri­cate, a rate men­sili di cir­ca 20 dol­lari per due anni. Gio­va ricor­dare che l’af­fit­to più modesto in Ecuador supera i 50 dol­lari mensili».La casa di leg­no e bam­bù può durare dai 10 ai 20 anni, a sec­on­do del­la manuten­zione, ma serve per­ché la famiglia, men­tre cresce, si orga­nizzi sen­za pres­sioni eco­nomiche gravose ed impari l’arte del risparmio, com­ple­ta­mente sconosci­u­ta tra i popoli che vivono all’e­qua­tore, per­ché abit­uati ad avere i beni di pri­ma neces­sità a dis­po­sizione, dalle banane alle patate, dal riso ai pomodori. In una cer­i­mo­nia sem­plice ma sig­ni­fica­ti­va, ric­ca di ricor­di e aned­doti, svoltasi nel­la Casa di via San Mar­co 51 inti­to­la­ta al com­pianto don Ser­afi­no Ronchi (fonda­tore del Grimm), mons. Loren­zo Voltoli­ni ha con­seg­na­to le minia­ture delle casette ai bene­fat­tori, che con l’of­fer­ta di 540 euro han­no sostenu­to la costruzione delle abitazioni.