Per la settimana dell’arte il Museo delle Grotte esporrà l’eccezionale reperto ed altre antichità.
Trovato un affresco, simile a quello di Pompei, col poeta in toga

Ecco il «ritratto» di Catullo

20/05/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’amore di Cat­ul­lo, grande poeta lati­no, per Sirmione è cosa nota, soprat­tut­to per i bel­lis­si­mi ver­si che descrivono la «per­la del Bena­co». Ora c’è un’ulteriore con­fer­ma del­la sua pre­sen­za nel­la peniso­la garde­sana e, in par­ti­co­lare, nel­la vil­la che lui abitò con la famiglia di orig­ine veronese. In segui­to agli scavi ese­gui­ti recen­te­mente dal­la Soprint­en­den­za nell’area del­la vil­la romana, è affio­ra­to tra gli altri un fram­men­to di affres­co, con una figu­ra di poeta nel­la quale è sta­to riconosci­u­to il ritrat­to di Cat­ul­lo. Una tes­ti­mo­ni­an­za ulte­ri­ore del­la pre­sen­za del poeta lati­no, resa pos­si­bile gra­zie ad un con­fron­to con una pit­tura del­la «casa con bib­liote­ca» di Pom­pei, data­ta tra il 40 e il 30 a.C., dunque quindi­ci anni cir­ca dopo la morte del poeta lati­no (54 a.C.), che raf­figu­ra le immag­i­ni di Vir­gilio e Cat­ul­lo. Nel­la pit­tura pom­peiana, spie­gano gli esper­ti del­la Soprint­en­den­za lom­bar­da, Cat­ul­lo è rap­p­re­sen­ta­to con la «toga exigua», dec­o­ra­ta di una striscia pur­purea, iso­la­to al cen­tro di un’esedra, modal­ità che attribuisce alla «figu­ra del poeta già defun­to un ruo­lo eroiz­za­to ed un’esaltazione pro­pria di un sim­u­lacro divinizzato».Le analo­gie nelle raf­fig­u­razioni di Pom­pei e Sirmione fan­no quin­di ritenere con certez­za che entrambe ripro­d­u­cano l’immagine di Cat­ul­lo. Anche nel fram­men­to scop­er­to a Sirmione si può notare dis­tin­ta­mente il poeta veronese con una toga dec­o­ra­ta da una striscia pur­purea, seg­no di apparte­nen­za all’ordine dei cav­a­lieri, che regge fra le mani un rotolo.Ieri mat­ti­na, in occa­sione del­la VII Set­ti­mana dell’Arte, in cui è rien­tra­ta anche Sirmione con le Grotte, sono sta­ti esposti per la pri­ma vol­ta al pub­bli­co sia il fram­men­to di Cat­ul­lo sia altri eccezion­ali reper­ti, come i corre­di del­la necrop­oli lon­go­b­ar­da sca­v­a­ta nei parag­gi del­la chiesa di S. Pietro in Mavi­no. Si trat­ta di un com­p­lesso di ogget­ti di grande inter­esse stori­co, che van­no ad inte­grare il già abbon­dante mate­ri­ale di età lon­go­b­ar­da espos­to nel museo del­la .Inoltre nel cen­tro stori­co del­la cit­tad­i­na sono state pre­sen­tate due nuove aree arche­o­logiche: una val­oriz­za­ta dal Comune attra­ver­so un par­co pub­bli­co, l’altra dal­la par­roc­chia di S. Maria del­la Neve, ret­ta da mons. Eveli­no Dal Bon, che ha con­ces­so di pot­er vis­itare un vas­to locale nell’edificio del­la canon­i­ca che cos­ti­tu­i­va uno degli ambi­en­ti del­la maestosa vil­la romana.L’area arche­o­log­i­ca delle Grotte di Cat­ul­lo è sta­ta inclusa fra le Top 10 per numero di vis­i­ta­tori fra i musei ital­iani, con un incre­men­to del 6,5% nel 2006.Alla Set­ti­mana dell’arte l’area arche­o­log­i­ca di Sirmione è potu­ta arrivare in for­ma smagliante anche gra­zie al con­trib­u­to del­la soci­età Terme, che ha spon­soriz­za­to l’intera ele­gante seg­nalet­i­ca in cinque lingue, ed al Comune che ha investi­to oltre 600 mila euro per il restyling del­la piaz­za anti­s­tante la vil­la romana. Alla pre­sen­tazione dell’evento han­no parte­ci­pa­to la soprint­en­dente Elis­a­bet­ta Rof­fia, il sin­da­co Mau­r­izio Fer­rari, il pres­i­dente delle Terme, Fil­ip­po Fer­né, e altre autorità.

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