Il presidente di Apindustria torna a chiedere ai bresciani la gestione diretta del «Gabriele D’Annunzio»

«Ecco la nuova societàche gestirà l’aeroporto»

04/07/2007 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

La diri­gen­za bres­ciana in genere? «È come quel­la lep­re che si bloc­ca in mez­zo alla stra­da, abbagli­a­ta dai fari di notte». Flavio Pasot­ti, pres­i­dente dell’Api, le pic­cole indus­trie bres­ciane tor­na a pun­gere sul­la ges­tione dell’aeroporto «» di Mon­tichiari e la con­ces­sione che riven­di­ca ai bres­ciani. «Si aprono due anni di cam­pagna elet­torale e non si pen­si che ce ne stare­mo in silen­zio, qualo­ra doves­si­mo perdere la con­ces­sione — ha rib­a­di­to ieri in una con­feren­za stam­pa il pres­i­dente — gli ammin­is­tra­tori che pos­sono decidere il futuro del nos­tro aero­por­to sono ostag­gi del­la polit­i­ca ed in cer­ti casi le dimis­sioni sono la soluzione migliore per sbat­tere sul tavo­lo situ­azioni incan­cren­ite. Desidero — ha poi det­to Pasot­ti — lan­cia­re un allarme e qualche idea».LA SITUAZIONE. «Le prossime due set­ti­mane saran­no fon­da­men­tali per la con­ces­sione quar­an­ten­nale riguardante il nos­tro aero­por­to. Il min­is­tero dei Trasporti e l’Enac stan­no deci­den­do a chi affi­dar­la. Dob­bi­amo chieder­la anche noi bres­ciani ed ecco che pro­pon­go la cos­ti­tuzione di una soci­età nuo­va, cos­ti­tui­ta da noi bres­ciani, aper­ta al pub­bli­co ed al pri­va­to, che gestis­ca il più impor­tante tesoro che abbi­amo a Bres­cia, l’aeroporto, ponte di col­lega­men­to con il mon­do intero». Ha poi annun­ci­a­to che due par­la­men­tari bres­ciani di pri­mo piano «per­ché dinam­i­ci», con un’operazione bipar­ti­san, Emilio Del Buono e Ste­fano Saglia, stan­no già inter­es­san­dosi a Roma per capire che cosa si può fare».«Invito la diri­gen­za bres­ciana dell’aeroporto non solo polit­i­ca a rivedere i pro­pri piani per il futuro ed a met­tere in pri­ma lin­ea l’acquisizione di ques­ta con­ces­sione — ha rib­a­di­to Pasot­ti, ripresen­tan­do l’idea di cui da tem­po è l’alfiere — Se ci fac­ciamo sen­tire in tem­po potremo almeno ottenere un rin­vio del­la deci­sione dell’Enac». Per lui la soci­età D’Annunzio può anche rimanere al suo pos­to, «resterà al servizio del­la nuo­va soci­età, così come lo è oggi per il Cat­ul­lo, al suo servizio come un’impresa di pulizie, mi si pas­si il ter­mine». Pasot­ti ha già pron­to il nome del­la nuo­va soci­età. Potrebbe chia­mar­si «Bres­cia Por­tau­tor­i­ty» parte­ci­pa­ta da Provin­cia, Comune di Bres­cia, la Cam­era di com­mer­cio ed i comu­ni lim­itrofi l’aeroporto». Sarebbe poi aper­ta ad una soci­età di ges­tione aero­por­tuale euro­pea, a banche e indus­trie pri­vate «anche alla Sacbo ed al Cat­ul­lo, se vogliono inve­stire», il tut­to gesti­to da un pro­prio man­age­ment. «Asso­ci­azioni ed aziende inter­es­sate ci sono, bas­ta invi­tar­le — sug­gerisce Pasot­ti, che sem­bra accennare ad una cor­da­ta pronta. «Cer­to saran­no quelle che non odor­a­no di vec­chio, des­ti­nate a morire. Ma molte altre come le nos­tre Bcc, san­no rin­no­var­si e guardare avanti».I VERTICI. Gli incon­tri in Bro­let­to del­lo scor­so anno? «Non han­no por­ta­to a nul­la di fat­to ed il Cat­ul­lo ha con­tin­u­a­to a far di tes­ta sua. Ma i diri­gen­ti bres­ciani sap­pi­ano che se va male sull’aeroporto è gius­to che si vada tut­ti a casa». Il capo dell’Api ha poi con­tin­u­a­to a sot­to­lin­eare l’importanza di «difend­ere il nos­tro ter­ri­to­rio, di esserne padroni per­ché quell’area del­la Fas­cia d’Oro ha una poten­zial­ità di molto supe­ri­ore sia all’aeroporto berga­m­as­co che a quel­lo veronese di Vil­lafran­ca. Solo Malpen­sa ne è all’altezza».

Parole chiave: