Una mostra itinerante racconta la storia delle malghe dall’epoca romana fino ai nostri giorni

Ecco le navi del Monte Baldo

07/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Una trenti­na di fotografie che illus­tra­no le carat­ter­is­tiche del­la mal­ga baldense, la sua sto­ria, la vita che vi si svol­ge­va. E in aggiun­ta ogget­ti d’uso quo­tid­i­ano tradizional­mente usati nel­la lavo­razione del lat­te e del suoi derivati. È il mate­ri­ale che com­pone la mostra «Le navi del . Le mal­ghe tra pas­sato e pre­sente», una espo­sizione itin­er­ante orga­niz­za­ta per rac­con­tare appun­to la sto­ria di una strut­tura ma anche di un modo di vivere che han­no carat­ter­iz­za­to il Monte Bal­do dall’epoca romana ai giorni nos­tri. Ad accom­pa­g­narla un opus­co­lo sud­di­vi­so in tre argo­men­ti: la pas­tor­izia e l’alpeggio sul Monte Bal­do; la mal­ga baldense, una descrizione soprat­tut­to architet­ton­i­ca dell’edificio; la tradizionale lavo­razione del lat­te nelle mal­ghe balden­si. Le mal­ghe sono 54 in tut­to il Bal­do, sud­di­vise nel ter­ri­to­rio dei Comu­ni di Capri­no, San Zeno, Bren­zone e Fer­rara per un totale di cir­ca 5.400 ettari di pas­co­lo. Molte sono di pro­pri­età comu­nale, altre apparten­gono a privati.

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