L’aeroporto «D’Annunzio» di Montichiari ha elaborato alcune proposte per limitare i disagi lamentati dai Comuni per i voli postali e merci. Ma i tempi si annunciano lunghi. Il 19 si riunisce la commissione aeroportuale

«Ecco le rotte per ridurre i rumori»

17/04/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
William Geroldi

I trac­ciati delle nuove rotte in gra­do di ridurre i rumori causati dagli aero­plani in arri­vo e decol­lo da Mon­tichiari sono sta­ti mes­si nero su bian­co e con­seg­nati ai Comu­ni del cir­con­dario. Elab­o­rate dal­la soci­età di ges­tione del «D’Annunzio», le pro­poste dovran­no ora pas­sare l’esame del­la Com­mis­sione aero­por­tuale a cui com­pete l’approvazione. A esprimer­si comunque sul­la prat­i­ca­bil­ità dei per­cor­si saran­no Enav (Ente nazionale per l’assistenza al volo) e avi­azione mil­itare che han­no com­pe­ten­za sul­lo sca­lo bresciano.Tempi quin­di non pro­prio rapi­di, ammette l’ingegner Anto­nio Zer­man, diret­tore infra­strut­ture dell’aeroporto mon­te­clarense. Un’attesa che i pae­si del­la zona non sem­bra­no inten­zionati ad accogliere con rasseg­nazione a giu­di­care dal rin­caro delle proteste per la rumor­osità dei voli postali che dal due aprile, dal lunedì al ven­erdì, affol­lano i cieli not­turni del­lo sca­lo bresciano.Che cosa è pos­si­bile fare nel frat­tem­po per lim­itare i dis­a­gi? «I sin­daci – risponde Zer­man – han­no sostenu­to che le pro­ce­dure non ven­gono rispet­tate dagli aerei. E questo è un prob­le­ma da affrontare. Chiari­amo subito che gli aerei pos­sono usare solo le rotte pub­bli­cate sulle carte in vig­ore, non pos­sono inven­tar­si qual­cosa di nuo­vo. Il rispet­to delle pro­ce­dure da parte dei vet­tori potrebbe essere con­trol­la­to attra­ver­so i trac­ciati radar che ci dicono che cosa fa l’aereo in volo. Il D’Annunzio tut­tavia — con­tin­ua Zer­man – non dispone del radar di avvic­i­na­men­to, se ne occu­pa Verona, e quin­di nem­meno dei trac­ciati. Abbi­amo chiesto aiu­to al radar di Verona, ma per ques­tioni tec­niche l’impianto di quell’aeroporto indi­vid­ua l’aereo soltan­to quan­do ha rag­giun­to una cer­ta altez­za, e questo non ci per­me­tte di val­utare se pri­ma il veliv­o­lo ha rispet­ta­to le pro­ce­dure. Ci siamo riv­olti alla torre di Orio al Serio ed abbi­amo vis­to che il loro radar potrebbe invece esser­ci d’aiuto; ora sti­amo ver­i­f­i­can­do come pro­cedere. Così avre­mo la pos­si­bil­ità di con­testare agli aerei even­tu­ali dif­for­mità rispet­to alle pro­ce­dure cor­rette e com­minare anche delle sanzioni».Esistono delle azioni tat­tiche, così le definisce Zer­man, per cer­care di ridurre il liv­el­lo di rumor­osità, come il ricor­so a un mix di rotte, sem­pre ovvi­a­mente nell’ambito dei piani esisten­ti. I postali, ad esem­pio, dopo il decol­lo vira­no a sin­is­tra anziché a destra per evitare il pas­sag­gio sopra l’abitato di Cas­tenedo­lo. Ven­gono anche invi­tati i piloti in atter­rag­gio ad evitare pro­ce­dure rumor­ose quali, ad esem­pio, l’utilizzo dei reverse, l’invertitore di mar­cia che ral­len­ta la cor­sa dell’aereo pro­ducen­do però un for­tis­si­mo rumore. C’è anche un prob­le­ma di mod­el­li. Se è vero, ad esem­pio, che gli Md80 e gli Antonov del servizio postale rispet­tano gli stan­dard di legge (capi­to­lo 3 Icao, in ger­go), ugual­mente il rumore prodot­to è ben più forte rispet­to ad altri aero­plani. Ma pro­prio per val­utare i liv­el­li di rumor­osità si atten­dono i dati dei ril­e­va­tori, quat­tro, dis­lo­cati dal «D’Annunzio» intorno allo sca­lo; altri sen­sori sono sta­ti piaz­za­ti dall’Arpa.LE NUOVE ROTTE. L’argomento ver­rà affronta­to nel­la prossi­ma riu­nione del­la Com­mis­sione aero­por­tuale in pro­gram­ma giovedì 19 aprile (ne esiste una per ogni sca­lo) pre­siedu­ta dall’Enac (Ente nazionale dell’aviazione civile) e di cui fan­no parte numerosi sogget­ti, dai Comu­ni all’Arpa, dal min­is­tero dell’Ambiente all’Enav e all’Aeronautica mil­itare, con queste ultime due a cui spet­ta definire la «vola­bil­ità» delle nuove rotte. Il «D’Annunzio», sot­to­lin­ea Zer­man, per trovare una soluzione ai dis­a­gi lamen­tati dai Comu­ni ha elab­o­ra­to un mod­el­lo matem­ati­co che indi­vid­ua rotte alter­na­tive in gra­do di lim­itare i dis­a­gi. Si trat­ta, sem­pli­f­i­can­do, di cor­ri­doi che dopo il decol­lo ver­so nord, Cas­tenedo­lo per capir­ci, antic­i­pano la vira­ta sia a destra che a sin­is­tra rispet­to all’attuale (le due soluzioni sono indi­cate nei grafi­ci accan­to); e altret­tan­to è pre­vis­to nell’altra direzione, ver­so sud, Carpen­do­lo per intenderci.Il mod­el­lo matem­ati­co ha evi­den­zi­a­to in alcu­ni casi una riduzione dei deci­bel. C’è poi la ques­tione degli aerei in atter­rag­gio che sor­volano l’abitato di Carpen­do­lo, a tre chilometri cir­ca dal­la pista e quin­di con i veliv­oli in fase di disce­sa, ad un’altezza che oscil­la tra i 350 e i 500 metri cir­ca. Una soluzione rispet­to all’attuale rot­ta è sta­ta indi­vid­u­a­ta, anche se gli esper­ti nutrono qualche dub­bio sul­la sua prat­i­ca­bil­ità, per ques­tioni tec­niche e di pos­si­bili «inter­feren­ze» con Ghe­di. Di cer­to tut­tavia, le rotte alter­na­tive esistono e la com­mis­sione aero­por­tuale sarà chia­ma­ta a delib­er­ar­le. Dopodichè – e forse è pro­prio questo il pas­sag­gio che si annun­cia lun­go – saran­no Enav e Aero­nau­ti­ca mil­itare a dare l’ok al varo del nuo­vo «stradario» del cielo.