Il Tavolo di confronto tra amministratori, Asl e Azienda di Desenzano delinea la nuova rete ospedaliera. Chiude Fasano, potenziato Gavardo, arrivano i country hospital

Ecco le scelte per la sanità

Di Luca Delpozzo
Claudia Ziliani

I servizi san­i­tari e di emer­gen­za nel­l’area del Gar­da e del­la Valsab­bia sono per­fet­ta­mente in gra­do di rispon­dere alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni. L’ospedale San­ta Coro­na di Fasano chi­ud­erà entro il 2005, la strut­tura di Gavar­do ver­rà poten­zi­a­ta men­tre quel­la di Salò ver­rà accor­pa­ta. Sul medio e alto Gar­da potreb­bero sorg­ere due «coun­try hos­pi­tal», det­ti anche ospedali di comu­nità. Queste le soluzioni pro­poste ieri al Tavo­lo di con­fron­to tenu­to nel­la sede del­l’Asl di via Duca degli Abruzzi in cit­tà com­pos­to dai sin­daci, dai pres­i­den­ti delle Comu­nità mon­tane e dai diret­tori delle strut­ture ospedaliere del com­pren­so­rio di Gar­da e Valsab­bia, dai ver­ti­ci del­l’Asl — il diret­tore san­i­tario Anna Maria Indel­i­ca­to (incar­i­ca­ta del­la relazione tec­ni­ca) e il diret­tore gen­erale Carme­lo Scar­cel­la — , dal diret­tore gen­erale degli Spedali Civili Lucio Mas­tro­mat­teo e dai rap­p­re­sen­tan­ti sin­da­cali. Obi­et­ti­vo del Tavo­lo era dis­cutere sul­lo sta­to dei servizi e definire le even­tu­ali inizia­tive da pot­er adottare anche nei con­fron­ti del­la Regione. Ebbene i dati pre­sen­tati sono molto elo­quen­ti: sia per la doman­da di ricov­eri per acu­ti che per quel­la di ricov­eri in riabil­i­tazione i dis­tret­ti sociosan­i­tari 11 (Gar­da) e 12 (Valle Sab­bia) han­no saputo rispon­dere in modo con­gruo con prestazioni di qual­ità. «Questo non sig­nifi­ca che non pos­sano o deb­bano miglio­rare — com­men­ta Carme­lo Scar­cel­la — mi riferisco per esem­pio agli impianti di cli­ma­tiz­zazione o all’es­pan­sione diag­nosit­i­ca». Ma, per essere con­creti, la legge dei numeri è anche quel­la del taglione: par­lan­do di rior­ga­niz­zazione non si esclude la chiusura di deter­mi­nati pre­si­di o l’aper­tu­ra di nuovi. «La Regione ha isti­tu­ito un tavo­lo tec­ni­co per val­utare i prog­et­ti di nuove strut­ture — aggiunge Scar­cel­la -. L’Asl chiede di riv­is­itare la rete di urgen­za ed emer­gen­za sul Gar­da, tenen­do con­to anche del­l’ogget­ti­va dif­fi­coltà di spostar­si sul ter­ri­to­rio, soprat­tut­to durante il peri­o­do esti­vo. Per questo sti­amo elab­o­ran­do un prog­et­to per isti­tuire due strut­ture, uno sul medio Gar­da (Salò) e l’al­tro sul­l’al­to Gar­da (Gargnano) in gra­do di gestire le urgen­ze. Si trat­terebbe di una sor­ta di ospedale di comu­nità, gesti­to da medici di base che met­tereb­bero a dis­po­sizione la loro pro­fes­sion­al­ità per offrire assis­ten­za». L’ospedale di comu­nità è già pre­sente in altre regione d’I­talia come strut­tura final­iz­za­ta alla cura dei cit­ta­di­ni res­i­den­ti con malat­tie croniche, geri­atriche, neu­ro­logiche, dove l’e­si­gen­za non è di tipo spe­cial­is­ti­ca. Un cen­tro che col­lab­o­ra con gli ospedali tradizion­ali riducen­do i ricov­eri impro­pri. Niente da fare per il San­ta Coro­na di Fasano: «I dati con­fer­mano che l’at­trazione dei milane­si per ques­ta strut­tura sta dimin­u­en­do sen­si­bil­mente — spie­ga il diret­tore del Civile Lucio Mas­tro­mat­teo-. Non ha sen­so ristrut­turare un ospedale in cui non va nes­suno. I pochi pazi­en­ti rimasti ver­ran­no con­vogliati al Domus o al Richiedei. Chi­ud­er­e­mo entro il 2005». Rimane con­ge­la­to invece il prog­et­to di riqual­i­fi­cazione del pre­sidio ospedaliero di Gavar­do. Gianan­to­nio Girelli (pres­i­dente del­l’Ente com­pren­so­ri­ale del­la Valsab­bia) e Mau­ro Borel­li (diret­tore gen­erale del­l’ospedale di Desen­zano) ne sono con­vin­ti: è l’u­ni­ca soluzione ipo­tiz­z­abile. Ma tut­to dipende dai 29 mil­ioni di euro promes­si dal­la Regione. «Quan­do arriver­an­no i sol­di fare­mo prog­et­ti» tiene a pre­cis­are Borel­li. E poi? «Gavar­do avrà una nuo­va area di degen­za, come il Satellite».