Itinerario turistico dal porto di Barbarano o da quello di Garda. Splendido esempio architettonico e naturalistico

Ecco l’isola Borghese

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

La splen­di­da ed anti­ca (o Borgh­ese) è col­le­ga­ta anche con un servizio pub­bli­co con la spon­da veronese. Dal prossi­mo 2 mag­gio la ha infat­ti isti­tu­ito, il lunedì, mer­coledì e ven­erdì (parten­za ore 9.45, rien­tro alle 13), una cor­sa con il bat­tel­lo «S.Giulio» tra Gar­da e l’isolotto di pro­pri­età del­la famiglia Cavaz­za. La moton­ave, di pic­cole dimen­sioni, che pri­ma era in servizio sul lago Mag­giore, potrà trasportare non più di cinquan­ta passeg­geri per vol­ta. Cos­to del bigli­et­to, com­pren­si­vo del­la visi­ta gui­da­ta all’isola che si tro­va al largo di San Felice del Bena­co, sarà di 29 euro. Ma l’ è servi­ta da alcu­ni anni anche da un servizio di trasporto acqueo con la vicinis­si­ma spon­da bres­ciana. Da mag­gio a set­tem­bre dal por­to di Bar­bara­no (sit­u­a­to tra Salò e Gar­done Riv­iera) mol­lano gli ormeg­gi i due grossi moto­scafi del­la famiglia Danieli che dagli anni Ses­san­ta gestisce il trasporto pub­bli­co non di lin­ea con numerosi natan­ti nel por­to di Bar­bara­no. L’imbarco è fis­sato nei giorni di mart­edì e giovedì alle 9.30, il rien­tro alle 12 cir­ca. Il prez­zo di 27 euro (15 euro per bam­bi­ni tra 6 e 12 anni, gratis per quel­li più pic­coli) com­prende il trasporto, la visi­ta gui­da­ta e un pic­co­lo rin­fres­co con «assag­gi» di prodot­ti locali del­la Valte­n­e­si (olio, vini, stuzzi­chi­ni). E’ indis­pens­abile la preno­tazione (tel. 0365.62294). L’Isola del Gar­da res­ta tut­to­ra uno splen­di­do esem­pio architet­ton­i­co e nat­u­ral­is­ti­co, gra­zie alla sen­si­bil­ità delle varie famiglie che l’hanno posse­du­ta, l’ultima delle quali, i Cavaz­za-Tal­bot, han­no saputo con­ferir­le un ulte­ri­ore toc­co di raf­fi­natez­za spalan­can­done le porte anche ai vis­i­ta­tori. Inizial­mente, nel 1221, l’isola fu un ere­mo dove San Francesco d’Assisi isti­tuì un sem­plice romi­to­rio nel­la parte scogliosa. La vil­la venne invece costru­i­ta tra il 1817 e il 1830 dal­la nobile famiglia bres­ciana dei Lechi. Suc­ces­si­va­mente nel 1890, su prog­et­to dell’architetto Lui­gi Rov­el­li, venne real­iz­za­ta una nuo­va grandiosa vil­la in stile neogoti­co-veneziano dall’allora pro­pri­etario duca Gae­tano de Fer­rari e da sua moglie l’arciduchessa Maria Annenkoff. Le fac­ciate sono trafo­rate da finestre arcoa­cute. Attorno ci sono poi delle grotte arti­fi­ciali e lo stu­pen­do che risale al 1880 all’interno del quale sono con­ser­vate alcune essen­ze e specie arboree prove­ni­en­ti da tut­to il mon­do. Vi crescono palme delle Isole Canarie, olivi, lec­ci, lau­ri e conifere nord amer­i­cane e dell’Oriente.