Oggi in piazza Vittoria il «taglio del nastro». Dono della Capitaneria di Genova ai Volontari del Garda

Ecco Volga, lo scafoche vede nei fondali

31/03/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Questo pomerig­gio alle 16, in piaz­za Vit­to­ria davan­ti al Palaz­zo comu­nale di Salò, ver­ran­no inau­gu­rati i nuovi automezzi acquisi­ti dai , gui­dati dal coman­dante Gian­fran­co Rodel­la. Si trat­ta di un’autoscala alta 32 metri, con ces­tel­lo, di un’autobotte da 2mila litri, in gra­do di effet­tuare anche il soc­cor­so alle per­sone in caso di inci­den­ti (entram­bi i mezzi, com­perati in Olan­da, sono com­ple­ta­mente autom­a­tiz­za­ti) e di uno scafo dona­to dal­la Cap­i­tane­r­ia di por­to di Gen­o­va. Al taglio del nas­tro e al suc­ces­si­vo brin­disi inter­ver­ran­no numerose autorità.L’imbarcazione usa­ta, tipo Nel­son Launch, è sta­ta rimes­sa in ses­to dagli stes­si Volon­tari. Servirà per la ricer­ca e il recu­pero sui fon­dali del lago. Lo scafo, in vetroresina, denom­i­na­to «Vol­ga», è lun­go 12 metri e mez­zo, largo 3.60, capace di andare a una veloc­ità di 21 nodi, con un’autonomia di 360 miglia. Equipag­gio for­ma­to da quat­tro uomi­ni. Dota­to di Gps, radar, ecoscan­daglio, stazione radio, due attrez­za­ture com­plete per immer­sioni, appa­ra­to Sonar e apparec­chio Rov, dispone di due motori e di ser­ba­toi in gra­do di con­tenere 1.600 litri di gaso­lio. «Sarà a dis­po­sizione di ogni ente che opera sul lago — spie­ga Rodel­la -, per miglio­rare e tenere al pas­so dei tem­pi la pos­si­bil­ità di soc­cor­so e aiu­ti a quan­ti ne abbiano bisogno».Il grup­po dei sub (respon­s­abile Mau­ro Fusato, coor­di­na­tore Luca Tur­ri­ni), una dozzi­na in tut­to, ave­va inizia­to l’attività con una pri­ma rudi­men­tale tele­cam­era appe­sa sot­to la bar­ca, che per­me­t­te­va di effet­tuare ricerche col sis­tema «a pen­do­lo». Ma il prob­le­ma mag­giore nel­la ricer­ca di un cor­po o di un relit­to sui fon­dali è rap­p­re­sen­ta­to dal­la scarsa vis­i­bil­ità (nor­mal­mente il cam­po visi­vo non supera i due metri), e dal­la dif­fi­coltà di coprire intera­mente una vas­ta area, poiché i sis­te­mi di trac­cia­men­to del per­cor­so sono poco efficaci.L’acquisto di un Rov e di un Sonar «Tritech seak­ing», istal­lati sul «Vol­ga», con­sente di fare un grande pas­so avan­ti. Il Sonar per­me­tte di scan­dagliare rag­gi di 200 metri, fino a una pro­fon­dità di 370 (si cal­co­la che, in poche ore, sia pos­si­bile dare un’occhiata a una super­fi­cie pianeg­giante di cir­ca 150mila mq, pari a 25 ter­reni da cal­cio), indi­vid­uan­do obi­et­tivi sen­si­bili, che ven­gono poi ver­i­fi­cati con le tele­camere. Il fat­to di calar­lo in ver­ti­cale, sen­za trasci­narlo sul fon­do, e la dotazione di una doppia tele­cam­era, una ante­ri­ore e l’altra pos­te­ri­ore, sul Rov (sta per «Remote oper­at­ing vehi­cle», un robot con­trol­la­to a dis­tan­za da un oper­a­tore, col­le­ga­to alla cen­trale oper­a­ti­va sul­la bar­ca tramite un cor­done ombe­l­i­cale lun­go 400 metri), aiu­tano a evitare incagli nelle reti, cor­di­ni o altri mate­ri­ali abban­do­nati dai pesca­tori. L’efficacia di una ricer­ca è lega­ta al fat­to che lo stru­men­to sia immo­bile e ver­ti­cale sul fon­do. Il sis­tema è inoltre dota­to di una bus­so­la che con­sente di definire il posizion­a­men­to geografi­co pre­ciso. Gra­zie all’interfaccia Gps col­le­ga­ta, una vol­ta che il sonar ha ese­gui­to il suo trac­cia­to cir­co­lare, è pos­si­bile ottenere le esat­te coor­di­nate dei pun­ti da vis­itare, e tornar­ci con estrema pre­ci­sione anche a dis­tan­za di tem­po. La mor­folo­gia dei fon­dali incide sui tem­pi e sui risul­tati delle ricerche. E’ preferi­bile che siano fan­gosi e pianeg­gianti, o in decliv­io costante, piut­tosto che con molte roc­ce affio­ran­ti o con pareti verticali.In questi giorni l’imbarcazione ha trova­to ospi­tal­ità nel por­to di Moni­ga, gra­zie alla disponi­bil­ità del­la Rap­py Dri­ve, e, durante le prove, ha nav­i­ga­to nelle acque del­la Valte­n­e­si. In futuro ver­rà col­lo­ca­ta a Portese (nel­la bas­sa sta­gione) e a Salò (nel peri­o­do esti­vo). A dis­po­sizione dei sub ci sono anche una bar­ca car­rel­la­ta, dota­ta di tele­camere, e due gom­moni di appog­gio (uno da sei metri, l’altro da sette e 40).

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