L’assessore Alberto Colombo ha fatto il punto sugli interventi in difesa dell’ambiente. Nuova area verde da 20 mila metri quadri. L’impianto è ecocompatibile ed è stato pagato dai gestori dei telefonini

Ecologici anche i fari dello stadio

28/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nel­l’ul­ti­mo con­siglio comu­nale di Salò si è par­la­to, fra l’al­tro, del­l’impianto di illu­mi­nazione (sor­mon­ta­to da antenne per i tele­foni­ni) instal­la­to allo sta­dio comu­nale «Lino Turi­na», uti­liz­za­to dal­la squadra di cal­cio che mili­ta nel cam­pi­ona­to di serie D e da quan­ti prat­i­cano l’atlet­i­ca. Alber­to Mari­no, medico, espo­nente di Rifon­dazione, ha richiam­a­to una mozione sul­l’elet­tros­mog, approva­ta all’u­na­nim­ità nel 2003–2004, chieden­do per­chè non esista anco­ra uno stu­dio riguardante le antenne da posizionare sul ter­ri­to­rio. «Ognuno con­tin­ua ad andare per con­to suo, e nes­suno conosce i rischi per la salute», ha affer­ma­to Mari­no. Sul­la vicen­da è inter­venu­to l’asses­sore all’E­colo­gia, Alber­to Colom­bo. «Non spet­ta a noi con­cedere i per­me­s­si, ben­sì all’Arpa e alla Soprint­en­den­za — ha spie­ga­to Colom­bo -. L’impianto di illu­mi­nazione del­lo sta­dio, appe­na com­ple­ta­to, è uno dei più bel­li d’I­talia. Io sono sta­to il pri­mo a pre­oc­cu­par­mi di even­tu­ali rischi rel­a­tivi ai campi elet­tro­mag­neti­ci, ed ho segui­to la vicen­da fin dal­l’inizio. Pos­so assi­cu­rare che l’op­er­azione è sicu­ra. Le emis­sioni saran­no mon­i­torate costan­te­mente, a cari­co del­l’im­pre­sa costrut­trice. In caso di sfo­ra­ture dai lim­i­ti imposti dal­la legge, è pre­vista, come misura estrema, la dimis­sione del­l’impianto». Al di là del dis­cor­so delle antenne per i tele­foni­ni, il nuo­vo impianto di Salò illu­mi­na sen­za inquinare, e risponde ai req­ui­si­ti delle legge regionale 17 del 2000. I fari pro­ducono una dis­per­sione di luce molto bas­sa, e garan­tis­cono pure un risparmio ener­geti­co ann­uo del 13 per cen­to. Sui quat­tro gran­di pali sono sta­ti col­lo­cati (in totale) 52 proi­et­tori asim­metri­ci, incli­nati di 90°, cioè oriz­zon­tali, anziché i tradizion­ali 60 sim­metri­ci, incli­nati di 60 gra­di. L’as­so­ci­azione “Cielobuio”, che dif­fonde la cul­tura del­l’il­lu­mi­nazione eco-com­pat­i­bile, ha elo­gia­to l’in­ves­ti­men­to (paga­to, per inciso, dai gestori dei tele­foni­ni), soste­nen­do che, se tut­ti appli­cas­sero la nor­ma­ti­va, in Italia si potreb­bero risparmi­are dai 150 ai 250 mil­ioni di euro, e 465 mila ton­nel­late di com­bustibile. Inoltre non si brucereb­bero un mil­ione e mez­zo di ton­nel­late di ossigeno, e non si immet­tereb­bero nel­l’at­mos­fera un mil­ione e 400 mila ton­nel­late di anidride car­bon­i­ca. Colom­bo ha poi rispos­to a una serie di domande riguardan­ti il suo asses­so­ra­to. «Con gli Ami­ci del gol­fo — ha det­to — sti­amo sis­te­man­do una serie di sen­tieri nel­l’en­troter­ra col­linare, per i tur­isti che apprez­zano le bellezze nat­u­rali. Per la pulizia e la manuten­zione dei tor­ren­ti, è arriva­to uno stanzi­a­men­to di un mil­ione e 200 mila euro alla Comu­nità mon­tana alto Gar­da: noi abbi­amo indi­ca­to le nos­tre neces­sità. Per le fog­na­ture negli anni scor­si sono sta­ti spe­si cir­ca due mil­ioni di euro, e nei prossi­mi giorni par­tirà un nuo­vo lot­to da un mil­ione». Le aree ver­di? «Ne real­izzer­e­mo una da 20 mila metri quadri, in local­ità Vil­la-Bura­go. Ci sarà anche un per­cor­so vita, e una zona per i cani. Non demor­do per la super­fi­cie sot­to il vec­chio cam­po sporti­vo Amadei: al momen­to la si fer­ma lì, ma l’idea è di pros­eguire fino a via San­ta Firmi­na. I 50 mila euro all’an­no stanziati per il verde riguardano il dis­er­bo, lo sfal­cio, la piantu­mazione di alberi e fiori, eccetera». Il tal­lone d’Achille è rap­p­re­sen­ta­to dal­la . «Siamo giun­ti al 27%, una per­centuale infe­ri­ore a quel­la di altre local­ità, arrivate al 50–60 per cen­to — osser­va Colom­bo -. Pos­si­amo e dob­bi­amo miglio­rare. Incon­tri­amo prob­lem­atiche legate al ter­ri­to­rio, alle aziende e alla man­can­za di una piattafor­ma ecologica».