Toscolano Maderno e Gardone firmano un protocollo all’insegna della riduzione dei consumi. Case ecologiche obbligatorie da luglio. Scatta la campagna informativa

Edilizia, l’avvenire è «bio»

03/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

di In futuro si potran­no costru­ire solo edi­fi­ci a bas­so con­sumo di ener­gia, all’insegna del­la cosid­det­ta bio-edilizia o eco-architet­tura. E sul Gar­da non per­dono tem­po per adeguar­si, preparan­do in con­tri infor­ma­tivi, ipo­tiz­zan­do sgravi sug­li oneri per chi com­in­cia da subito a prog­ettare e costru­ire in modo eco­logi­co. Del resto l’obbligo di legge in futuro var­rà per tut­ti. Meglio pen­sar­ci subito.Proprio ieri nel­la sala di Palaz­zo Bena­mati di Mader­no è sta­to illus­tra­to l’accordo tra i Comu­ni di Toscolano e di Gar­done Riv­iera per preparare il ter­reno all’«avvento» del­la bioedilizia.«In segui­to al pro­to­col­lo di Kyoto — ricor­dano i due sin­daci, Pao­lo Ele­na e Alessan­dro Baz­zani, entram­bi ingeg­neri -, l’Italia si è impeg­na­ta a ridurre i con­su­mi ener­geti­ci, tan­to che dal 1° luglio tutte le nuove costruzioni di super­fi­cie supe­ri­ore a mille metri quadri dovran­no rispettare deter­mi­nati para­metri. Ogni edi­fi­cio ver­rà poi cer­ti­fi­ca­to, come già suc­cede per gli elet­trodomes­ti­ci. Sarà impor­tante decidere se appli­care la nor­ma­ti­va anche alle ristrut­turazioni. Da noi ci sono già un alber­go, il Vil­la San­ta Maria di Fasano, e una vil­la, a Morgna­ga, real­iz­za­ti sec­on­do tali cri­teri. Ed è già l’ora di dare l’avvio a un cam­mi­no da per­cor­rere congiuntamente».Si trat­ta innanz­i­tut­to di dif­fondere la buona novel­la: «Nelle prossime set­ti­mane inten­di­amo orga­niz­zare una serie di incon­tri speci­fi­ci, ris­er­vati a prog­et­tisti, costrut­tori, tec­ni­ci, e altri riv­olti ai cittadini».«Ci attiver­e­mo per reperire i finanzi­a­men­ti — con­cludono i sindaci‑, e stu­di­are agevolazioni per chi si col­lo­ca in quest’ottica. Alleg­gerire­mo gli oneri di urban­iz­zazione pri­mari e sec­on­dari, o autor­izzer­e­mo una vol­ume­tria mag­giore. Aspet­ti da valutare».Toscolano Mader­no ha già instal­la­to il foto­voltaico sul palaz­zo munic­i­pale, per 8,5 chilo­vat­to­ra, e ora ha inizia­to i lavori, sul tet­to delle scuole medie. Più avan­ti toc­cherà all’immobile del­la e dell’emergenza.Il prog­et­to vede la parte­ci­pazione del Con­sorzio Inntec, che fa capo alla Facoltà di ingeg­ne­r­ia dell’ di Bres­cia, del Grup­po impre­sa finance e di Lavoro & inno­vazione. Rap­p­re­sen­tati, nel­la cir­costan­za, da Romano Migli­et­ti e Luca Gnali. «Il tema prin­ci­pale — ha det­to Gnali- riguar­da la bioedilizia, riv­ol­ta al res­i­den­ziale, al set­tore pub­bli­co e al set­tore tur­is­ti­co ricetti­vo, ricor­ren­do alle fonti rin­nov­abili (solare, geot­er­mi­co) e a un uso più razionale dell’energia. La nor­ma­ti­va, recepi­ta dal­lo Sta­to e dal­la Regione, entr­erà nelle norme di attuazione degli stru­men­ti urban­is­ti­ci locali. I comu­ni sta­bili­ran­no incen­tivi per le nuove costruzioni o penal­iz­zazioni per chi, invece, decide di con­tin­uare con i mate­ri­ali tradizionali».Carlo Mag­no­li, del­la Servitec, ha illus­tra­to le carat­ter­is­tiche di alcu­ni fab­bri­cati a bas­so impat­to ambi­en­tale, dove il con­sumo annuale è di 50 Kwt. per metro quadro, rispet­to ai nor­mali 250, spie­gan­do come il «Kilo­metro lan­ci­a­to», l’edificio del­la Brem­bo a fian­co dell’autostrada, nei pres­si di Dalmine, sia sta­to inser­i­to in classe A (esprime il mas­si­mo del­la qualità).«Un rap­por­to dell’Unione euro­pea spie­ga che gli immo­bili con­sumano, a liv­el­lo mon­di­ale, il 16–17% di acqua pota­bile — ha spie­ga­to Mag­no­li -, il 20% del leg­no delle foreste, il 40% di ener­gia elet­tri­ca, il 50% dei mate­ri­ali estrat­ti dal­la cros­ta ter­restre. Oltre al 20% di tut­ti i rifiu­ti, rilas­ciano nell’atmosfera il 40% di anidride car­bon­i­ca e il 25% delle emis­sioni di cloro, floro, car­buri. Da qui la neces­sità di cor­rere ai ripari, e di inver­tire la ten­den­za. Ogni anno la richi­es­ta di ener­gia aumen­ta del 12%, e negli ulti­mi tre anni ci sono sta­ti ben dod­i­ci black out. Con­sid­er­a­to che, in Italia, una casa con­suma per il riscal­da­men­to cinque volte più che nel­la fred­da Dan­i­mar­ca, è evi­dente che ad oggi c’è qual­cosa che non quadra».