Regna l’incertezza dopo la decisione della Corte Costituzionale sul Piano regolatore

Edilizia, tutti col fiato sospeso

21/12/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Sono tan­ti i lonate­si — tec­ni­ci, arti­giani, comu­ni cit­ta­di­ni — con il fia­to sospe­so in questi giorni dopo la deci­sione del­la Corte Cos­ti­tuzionale, che ha dichiara­to ille­git­ti­mo il prin­ci­pio del silen­zio-assen­so appli­ca­to agli stru­men­ti urban­is­ti­ci e, come tale, potrebbe aver annul­la­to il Piano rego­la­tore di Lona­to, fat­to approvare dal­la pas­sa­ta giun­ta leghista gui­da­ta da Man­lio Man­to­vani pro­prio in forza del silen­zio-assen­so, dopo che la Regione non l’ave­va adot­ta­to entro il ter­mine dei 180 giorni. Indub­bi­a­mente, attorno alla vicen­da non reg­na la chiarez­za. Lo stes­so sin­da­co Moran­do Peri­ni ne é con­sapev­ole: «L’in­con­tro in Regione è salta­to, in questi giorni han­no altri grat­ta­capi da risol­vere (la vicen­da Bertani-Guar­ischi, ndr.) e non sap­pi­amo quan­do potremo chiarire con i diri­gen­ti region­ali la por­ta­ta del­la sen­ten­za del­la Corte Cos­ti­tuzionale. Abbi­amo comunque fis­sato un incon­tro con i nos­tri tec­ni­ci comu­nali per abboz­zare una lin­ea comune di inter­ven­to». Par di capire, dunque, che l’at­tiv­ità edilizia ed urban­is­ti­ca sia fer­ma al palo: «Direi pro­prio di sì — risponde Peri­ni -, la Com­mis­sione edilizia è sospe­sa fino a nuo­va data, quin­di anche le licen­ze sono sospese. I legali, inter­pel­lati dal Comune, non han­no anco­ra saputo for­ni­ci una rispos­ta esauri­ente: questo vuol dire che qual­cosa sul Piano rego­la­tore deve essere suc­ces­so». Decine di lot­tiz­zazioni, di ampli­a­men­ti, di costruzioni (su tut­ti il maxi cen­tro com­mer­ciale ipo­tiz­za­to ai Cam­pag­no­li) di nuovi insiedi­a­men­ti civili e indus­tri­ali restano così bloc­cati fino a quan­do non arriverà una inter­pre­tazione chiara e defin­i­ti­va degli effet­ti sostanziali del­la sen­ten­za del novem­bre scor­so. E cioè se il Piano rego­la­tore di Lona­to, approva­to nel­l’agos­to 1995, sia da riten­er­si anco­ra vali­do o meno. Ovvero, se gli atti con­seguen­ziali fino alla data del­la sen­ten­za pos­sano risultare annul­la­bili. La par­ti­ta si gio­ca in questo stret­tis­si­mo àmbito. , che era asses­sore all’Ur­ban­is­ti­ca nel­la giun­ta leghista ed è sta­to uno dei fau­tori del­la battaglia polit­i­ca con­tro la Regione per l’ap­pli­cazione del silen­zio-assen­so, è di parere oppos­to a quel­lo del sin­da­co Moran­do Peri­ni: «Il Prg era sta­to approva­to in base a una pre­cisa serie di decreti legge, avval­o­rati dal min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci, da un’or­di­nan­za sospen­si­va ben moti­va­ta da parte del Tar, e da una costante giurispru­den­za. «La sen­ten­za del­la Corte Cos­ti­tuzionale non can­cel­la auto­mati­ca­mente il nos­tro Prg, in quan­to gli atti ammin­is­tra­tivi sor­ti sul­la base di un decre­to-legge non con­ver­ti­to, sono annul­la­bili o impugnabili per un vizio di legit­tim­ità e con­ser­vano la loro effi­ca­cia se non impug­nati». Quin­di, tut­ti quei lonate­si che han­no costru­ito per effet­to del Prg approva­to non dovreb­bero temere alcunchè? «Esat­ta­mente. Il Piano rego­la­tore è vigente e i cit­ta­di­ni han­no il pieno dirit­to di uti­liz­zar­lo e servirsene sec­on­do le con­sol­i­date pre­vi­sioni del­lo stes­so. «Invi­ti­amo l’Am­min­is­trazione comu­nale — riprende Papa — a pros­eguire lo stu­dio di un aggior­na­to stru­men­to urban­is­ti­co che tro­vi l’ap­provazione regionale; se da parte del­l’at­tuale Giun­ta esiste solo il deside­rio di una pura e sem­plice con­tin­u­azione del­la cam­pagna elet­torale, e man­ca il cor­ag­gio e la capac­ità di ammin­is­trare nel­l’in­ter­esse — al di sopra delle rival­ità politiche — l’in­vi­to è di dare le dimis­sioni». Intan­to, sarà curioso vedere, qualo­ra il Tar di Bres­cia dovesse pro­nun­cia­r­si a favore del prog­et­to-Eurosea, come il ter­mo­gen­er­a­tore pos­sa inquadrar­si in un Prg prati­ca­mente can­cel­la­to. Sec­on­do Osca Papa, invece, «il prob­le­ma non si por­rebbe in quan­to l’area su cui dovrebbe sorg­ere l’impianto è edi­fi­ca­bile con il vec­chio piano di fab­bri­cazione del 1976». Ultimis­si­ma anno­tazione, infine. Anche il sen­a­tore Mas­si­mo Wilde si è occu­pa­to del­la vicen­da e ha invi­a­to un’in­ter­rogazione par­la­mentare ai min­istri del­la Gius­tizia e del­la Fun­zione pub­bli­ca per chiedere chiari­men­ti cir­ca l’ap­plic­a­bil­ità o meno del­la sen­ten­za sul Prg di Lonato.

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