Elena: «La 45 bis è obsoleta» Rossi: «Serve la strada-cornice»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Un dis­as­tro — com­men­ta l’ingeg­n­er Pao­lo Ele­na, sin­da­co di Toscolano Mader­no -. A parte l’inizia­ti­va del­la gal­le­ria lun­ga un chilometro e 250 metri che la Provin­cia di Tren­to ha deciso di costru­ire, occorre stanziare alcu­ni mil­iar­di per sis­temare il trat­to di stra­da dis­trut­to nei giorni scor­si. Le due opere devono pro­cedere par­al­le­la­mente. Non è pos­si­bile las­cia­re Limone e il medio-alto lago sen­za col­lega­men­ti con Riva». Nelle set­ti­mane scorse, con la chiusura a sud di Limone, gli auto­mo­bilisti ave­vano la pos­si­bil­ità di avven­tu­rar­si in col­li­na, pas­san­do da Volti­no e Tremo­sine. Adesso, con la frana a nord, non esiste più nem­meno tale alter­na­ti­va. «Siamo davvero tut­ti nei guai: Tig­nale, Gargnano, Toscolano Mader­no — pros­egue Ele­na -. Ho appe­na sen­ti­to il sin­da­co limonese Bat­tista Mar­tinel­li, per con­cor­dare un’azione comune. Alcu­ni nos­tri col­leghi sono in ferie. Aspet­ti­amo che rien­tri­no, poi ci muover­e­mo assieme. Pen­si­amo di incon­trare gli espo­nen­ti di Tren­to per con­vin­cer­li a venire sulle nos­tre posizioni. Dob­bi­amo inoltre pren­dere atto che la Garde­sana è cot­ta. «E’ nec­es­sario rompere gli indu­gi — con­tin­ua il sin­da­co Ele­na — e guardare al futuro. Il tun­nel da 75 mil­iar­di sot­to la Roc­chet­ta (e, spe­ri­amo, una sis­temazione più rap­i­da del trac­cia­to esistente) non risolve defin­i­ti­va­mente il nodo. Per­chè, in ter­ri­to­rio bres­ciano, la situ­azione rimane sem­pre a ris­chio». «Siamo pre­oc­cu­patis­si­mi — affer­ma Pao­lo Rossi, pres­i­dente degli alber­ga­tori bres­ciani, con­ti­to­lare del Lau­rin di Salò -. La 45 bis è l’asse por­tante del­la nos­tra econo­mia. L’80 per cen­to del­la clien­tela che arri­va sul medio lago giunge da Riva. Con l’ul­ti­ma chiusura rischi­amo di com­pro­met­tere diverse sta­gioni. E le note di allarmis­mo rischi­ano di trovare una notev­ole riso­nan­za sui gior­nali d’oltr’Alpe, con le agen­zie di viag­gio pronte a dirottare altrove i tur­isti. No, i tren­ti­ni non pos­sono tenere bloc­ca­ta la Garde­sana fino al 2002. Devono garan­tire il pas­sag­gio, altri­men­ti sta­vol­ta Limone… frana per davvero nel lago». Con gravis­sime riper­cus­sioni neg­a­tive sulle pre­sen­ze. Come asso­ci­azione, avete indi­vid­u­a­to una lin­ea da tenere? «No, per il momen­to nes­suna strate­gia. Rib­adis­co, comunque, che l’u­ni­ca soluzione è di costru­ire la Pede­mon­tana, in cor­nice. Un’idea di tan­ti anni fa, anco­ra val­i­da. La stra­da attuale, ripete­va il prog­et­tista, l’ingeg­n­er Ric­car­do Coz­za­glio, è costru­i­ta su un equi­lib­rio per­fet­to, e non va toc­ca­ta. Sarebbe come cam­minare sui cristal­li. Io cre­do che una grande arte­ria si pos­sa fare, rispet­tan­do il ter­ri­to­rio». «Al di là dei tem­pi lunghi di real­iz­zazione — con­clude Rossi -, nem­meno il tun­nel ipo­tiz­za­to dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to risolverà i prob­le­mi. Per­chè la 45 bis è trop­po frag­ile. I con­sol­i­da­men­ti a vista e i con­tinui rat­top­pi l’han­no rov­ina­ta. Così dob­bi­amo pren­dere nota di con­tin­ue inter­ruzioni. Un giorno sì e l’al­tro pure. Siamo arrab­bi­atis­si­mi. «Bisogna pren­dere il sac­co in cima, una vol­ta per tutte — sot­to­lin­ea il pres­i­dente degli alber­ga­tori -. E pen­sare a una Garde­sana a mez­za cos­ta, trasfor­man­do l’at­tuale in un gia­rdi­no-par­co, una sor­ta di museo da per­cor­rere tran­quil­la­mente, come val­ore aggiun­to per il tur­is­mo». Avan­ti così non è pos­si­bile con­tin­uare. Le voci sono con­cor­di. La via­bil­ità sul medio-alto lago è diven­ta­ta un colabro­do. Occorre inter­venire urgen­te­mente. Limone ha paga­to dazio nel feb­braio ’99, quan­do morì un pen­sion­a­to. Ma adesso è di nuo­vo iso­la­ta. In due set­ti­mane Toscolano Mader­no ha dovu­to rip­ulire due smot­ta­men­ti, una a sud, l’al­tra a nord del­l’abi­ta­to. For­tu­na ha volu­to che, in quegli istan­ti, non tran­si­tassero auto­mo­bilisti. Le pre­oc­cu­pazioni aumen­tano, al pari delle proteste e delle lamentele. Una situ­azione davvero pre­caria.

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