L'articolo 11 dispone che "dal primo gennaio 2000 non è più dovuto il canone annuo per le concessioni di strutture d'ormeggio.

Eliminata la tassa ormeggio

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

La notizia è di quelle che potreb­bero scom­bus­so­lare i piani, per non dire i son­ni, di parec­chi sin­daci. Tra le pieghe del­la recente Finanziaria c’è infat­ti un grande rega­lo per i diportisti, ma anche un grosso dispi­acere per i municipi riv­ieraschi. L’ar­ti­co­lo 11 dispone infat­ti che “dal pri­mo gen­naio 2000 non è più dovu­to il canone ann­uo per le con­ces­sioni di strut­ture d’ormeggio…con final­ità tur­is­ti­co-ricre­ative di aree, per­ti­nen­ze dema­niali marit­time e spec­chi acquei”.Tralasciamo il fred­do lin­guag­gio buro­crati­co e cer­chi­amo di spie­gare di cosa si trat­ta. Le “strut­ture d’ormeg­gio” sono tutte quelle opere che non com­por­tano impianti di dif­fi­cile rimozione des­ti­nate all’ormeg­gio, all’alag­gio, al varo e al rimes­sag­gio di pic­cole imbar­cazioni. Dunque, tra queste rien­tra­no le boe d’ormeg­gio, le pic­cole passerelle e gli scivoli (ovvi­a­mente mobili).Fin qui, dunque, ci tro­vi­amo davan­ti a un bel pac­co dono natal­izio. Per­ché a fre­gar­si le mani saran­no i cir­coli veli­ci e i diportisti. Ma torcer­an­no il naso sicu­ra­mente i sin­daci dei pae­si riv­ieraschi, che para­dos­salmente stan­no per rice­vere in ges­tione il “demanio idri­co”, ovvero le spi­agge e i litorali con infra­strut­ture annesse.Ma sen­za la pos­si­bil­ità di incas­sare alcun canone dema­niale, tenu­to con­to del­la sua abo­lizione dec­re­ta­ta dal­la Finanziaria.C’è un cav­il­lo, comunque: la nor­ma introdot­ta potrebbe riferir­si alle con­ces­sioni tur­is­ti­co-ricre­ative dis­sem­i­nate sul litorale marit­ti­mo, e non quin­di su laghi e fiu­mi. Ma a quel pun­to, la stes­sa nor­ma potrebbe essere este­sa anche alle acque interne, per­ché in caso con­trario avver­rebbe una chiara vio­lazione del­la par­ità di dirit­ti dei cit­ta­di­ni, sanci­ta dal­l’ari 3 del­la nos­tra Cos­ti­tuzione. Non si capirebbe infat­ti per­ché un diportista dovrebbe pagare 300 mila lire di canone per una boa extra­por­tuale a Maner­ba, men­tre a Rim­i­ni non dovrebbe sbor­sare nem­meno una lira. Dal­l’agevolazione sono comunque esclusi gli eser­centi di attiv­ità di noleg­gio e pro­fes­sion­ali, men­tre i cir­coli veli­ci e altre asso­ci­azioni potreb­bero vantare questo dirit­to, trat­tan­dosi di enti di pro­mozione sporti­va e ricreativi.Come si può notare è un bei guaz­z­abuglio, che potrebbe scatenare le proteste di molti sin­daci. Ricor­diamo che nelle set­ti­mane scorse sono sta­ti siglati gli accor­di di pro­gram­ma con i quali i por­ti e i posti bar­ca passer­an­no sot­to la giuris­dizione dei municipi.Prossimamente toc­cherà anche alle spi­agge e alle loro per­ti­nen­ze nau­tiche: boe, pon­tili mobili, passerelle, ter­razze a lago, scivoli e altro. Una serie di incomben­ze ma anche di canoni sui quali con­tano molto le ammin­is­trazioni locali, che altri­men­ti dovreb­bero lavo­rare come dili­gen­ti imp­ie­gati istru­en­do pratiche che, fino a oggi, era­no in cari­co allo Sta­to e alle Regioni.Sembra qua­si un “dis­pet­to” quel­lo prepara­to dal leg­is­la­tore. Pro­prio per­ché il “rega­lo” di non pagare più il canone dema­niale arri­va, guar­da caso, quan­do il proces­so di rifor­ma volu­to dai decreti Bas­sani­ni è ormai arriva­to a pieno regime, por­tan­do in teo­ria van­tag­gi agli enti locali.Ma c’è un’al­tra osser­vazione da fare. Come si dice­va, la nor­ma del­la Finanziaria potrebbe riferir­si solo alle con­ces­sioni marit­time e, dunque, non incidere sug­li inter­es­si pre­sen­ti sui nos­tri laghi. Ma è tut­to opin­abile. Per­ché come è già suc­ces­so in casi prece­den­ti, i rego­la­men­ti approvati a mare sono poi risul­tati esten­si­bili anche sulle acque interne.Davanti a un qualunque ricor­so sarebbe molto dif­fi­cile, da parte di un col­le­gio giu­di­cante, sostenere il con­trario