Brescia Montichiari entra a far parte del gruppo di aeroporti certificati per accettare le operazioni dell’aereo Boing 747-8.

Enac certifica Montichiari per operazioni con Boeing 747–8, il “Jumbo Jet”

26/04/2012 in Senza categoria
Di Luca Delpozzo

L’Enac (Ente Nazionale Avi­azione Civile) ha cer­ti­fi­ca­to la com­pat­i­bil­ità delle infra­strut­ture dell’aeroporto con le carat­ter­is­tiche tec­niche del veliv­o­lo Boing 747–8 adibito al trasporto car­go, dopo aver vision­a­to e approva­to lo stu­dio pre­sen­ta­to dal­la Soci­età di Ges­tione e aver ver­i­fi­ca­to la pos­si­bil­ità di uti­liz­zo delle infra­strut­ture dell’aeroporto mon­te­clarense da parte di aero­mo­bili con tali carat­ter­is­tiche con pro­ce­dure ded­i­cate. L’aeromobile a par­ità di peso mas­si­mo al decol­lo neces­sità di meno pista del B 747- 400 (di dimen­sioni infe­ri­ori) per decol­lare, il che può favorire com­mer­cial­mente una pista come quel­la di Mon­tichiari di cir­ca 3000 m. Sono due­cen­to in tut­to il mon­do gli aero­por­ti in gra­do di accettare ques­ta tipolo­gia di aerei, che per dimen­sioni e por­tan­za han­no dei lim­i­ti di manovra­bil­ità e richiedono piste di atter­rag­gio con speci­fiche carat­ter­is­tiche. L’ultimo aero­por­to cer­ti­fi­ca­to è sta­to quel­lo di Lon­dra Heathrow. Dotati di motori anco­ra più poten­ti rispet­to ai prece­den­ti mod­el­li, i 747–8 sono più effi­ci­en­ti ed han­no un’au­tono­mia fino a 14.815 km. Viene pro­pos­to sia in ver­sione passeg­geri, il 747–8 Inter­con­ti­nen­tal, sia in ver­sione car­go, il 747–8 Freighter.   Lo stu­dio con­dot­to per ver­i­fi­care la com­pat­i­bil­ità delle infra­strut­ture aero­por­tu­ali con questo tipo di veliv­o­lo si inserisce nel­la strate­gia di spe­cial­iz­zarsi nel traf­fi­co car­go, che la Soci­età di Ges­tione ha trac­cia­to e su cui sta lavo­ran­do per la sua imple­men­tazione. L’Aeroporto di Bres­cia è già sede di oper­azioni anche con l’Antonov 124 (un altro gigante car­go dei cieli) e B 747–400 (in alle­ga­to immag­ine di B 747–400 sul piaz­za­le di Mon­tichiari). Si mon­i­to­ra il mer­ca­to, indi­vid­uan­do alcu­ni seg­men­ti di traf­fi­co che pos­sono essere esplo­rati con suc­ces­so, nonos­tante l’andamento dis­con­tin­uo del traf­fi­co sia passeg­geri che mer­ci degli ulti­mi mesi.   La IATA (Inter­na­tion­al Air Trans­port Asso­ci­a­tion), nell’outlook più recente, con­fer­ma la fragilità dei risul­tati di traf­fi­co del set­tore. Nonos­tante si reg­istri una cresci­ta del traf­fi­co mer­ci a feb­braio del 5,2% a liv­el­lo glob­ale, le diverse regioni crescono con seg­nali con­trastan­ti. Il traf­fi­co car­go in Italia infat­ti nel pri­mo bimestre cala del ‑5,5%, con i due prin­ci­pali hub (Malpen­sa e Fiu­mi­ci­no) in sof­feren­za men­tre reg­is­tra­no seg­ni pos­i­tivi gli scali minori, tra cui Bres­cia che cresce del +13%. Nell’ultimo mese a Bres­cia il traf­fi­co car­go char­ter, che non ha pro­gram­mazione peri­od­i­ca, ha seg­na­to 261 movi­men­ti tra decol­li e atter­rag­gi di voli postali e 76 movi­men­ti di voli car­go. La  movi­men­tazione mer­ci com­p­lessi­va è in cresci­ta del 47,8% rispet­to allo scor­so anno.